Copertina di Children Of Bodom Are You Dead Yet?
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Per appassionati di metal tecnico e melodico, fan storici di children of bodom, critici musicali e ascoltatori interessati all'evoluzione del metal anni 2000
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LA RECENSIONE

Quinto capitolo per i figli del lago Bodom... e ora mi piacerebbe dire: grandissimo capolavoro che riscatta il contorto (ma interessante) "Hate Crew Deathroll" e il caruccio (ma nulla più) "Follow The Reaper".

Purtroppo, ammesso che non voglia sparare sulla croce rossa, non posso negare che questo disco sia una delusione.
Nonostante sia salvabile, rimane il punto più basso di una carriera eccezionale. La questione è che i Children Of Bodom sono diventati una delle mie band preferite per due motivi:
1. "Something Wild" è stato il primo disco Metal che ho ascoltato.
2. Il gusto classicheggiante della chitarra di Lahio che suonava con uno stile di timbro Malmsteeniano, portandolo verso orizzonti più estremi e la fantastica tastiera che portava la melodia a fondersi simbioticamente con la brutalità del Death-Metal.
"Are You Dead Yet?" è un disco molto tecnico, ma non suona.

Le canzoni non entrano in testa e gli assoli non hanno feeling, sono poco ispirati. Le influenze Thrash devastano la matrice Power e quel senso melodico che apparteneva ai primi due dischi viene mestamente abbandonato. La musica degli esordi dei Children Of Bodom era qualcosa che evocava uno spirito satanico e mistico (vedasi "Red Light In My Eyes part.1" e "Touch Like Angel Of Death"), mentre questo disco trova Lahio cantare in stile Nu-Metal, la tastiera non è più una componente portante e il tutto suona troppo Slipknot (casino?). I riffs non sono lontani da "The Gathering" dei Testament (quello è un capolavoro), ma nonostante siano parecchio potenti, non hanno lo stesso impatto emotivo.
Le canzoni migliori sono la title-track e il primo singolo "In Your Face", ma non sono dei capolavori. Complessivamente il risultato è troppo omogeneo, ripetitivo e incapace di catturare l'ascoltatore.

Io intanto vado ad ascoltarmi la cavalcata di "Towards Dead End".

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Riassunto del Bot

Il quinto album dei Children Of Bodom, 'Are You Dead Yet?', è percepito come una delusione rispetto agli standard precedenti della band. Pur tecnico, manca di ispirazione e di quella capacità melodica e coinvolgente che aveva caratterizzato gli esordi. Le influenze thrash dominano a discapito del classico sound power-metal e il risultato è un album ripetitivo e poco emozionante.

Tracce testi video

01   Living Dead Beat (05:18)

02   Are You Dead Yet? (03:54)

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03   If You Want Peace... Prepare for War (03:57)

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04   Punch Me I Bleed (04:51)

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05   In Your Face (04:15)

07   Bastards of Bodom (03:29)

08   Trashed, Lost & Strungout (04:01)

09   We're Not Gonna Fall (03:25)

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10   Somebody Put Something in My Drink (03:19)

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Children of Bodom

I Children of Bodom sono stati una delle band più influenti della scena metal finlandese, celebri per aver miscelato death melodico, influenze power e thrash e una tecnica strumentale fuori dal comune. Guidati da Alexi Laiho, hanno lasciato il segno negli anni ’90 e 2000 con intrecci tastiera-chitarra diventati leggendari (e spesso causa di risse virtuali sui generi di appartenenza).
27 Recensioni

Altre recensioni

Di  Masahiro

 Con Are You Dead Yet? i Children of Bodom compiono un altro passo avanti, raggiungono quello che non raggiunsero con Hate Crew Deathroll.

 5/5 a testa alta, sperando che continuino ad evolversi come hanno fatto finora.


Di  100x100 HELL

 Alexi Laiho e soci non smettono mai di stupire e continuano a farlo nell'anno 2005.

 Il ritornello di 'Are You Dead Yet?' mi è rimasto impresso ed ogni giorno lo canto fino all'esasperazione.


Di  Painkiller

 "'Are You Dead Yet?' è un album che sa incantare, ma che ti fa saltare a piè pari canzoni come la terza, la quarta e la sesta..."

 "Living Dead Beat è un pezzo con i fiocchi, un mix spettacolare di maniglia wha-wha e overdrive... stile Gone Jackals."


Di  The_MenTalisT

 Un esperimento da parte della band di ricerca di un sound proprio e sempre nuovo, scelta assolutamente da non criticare.

 Al primo impatto Are You Dead Yet? risulta un album fiacco, spento, quasi una delusione, ma in un secondo ascolto può sembrare interessante e sperimentale.


Di  Alexandrino

 "Gran bel lavoro ragazzi, con brani ultrapotenti e graffianti a ritmi estremamente e dannatamente da guerra!"

 "Se a distanza di 8 anni non l'avete mai sentito CHE CAVOLO ASPETTATE? ... ROMPETEVI LE ORECCHIE!!!!!!"