Copertina di Chris Price Dalmatian
sotomayor

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Per amanti della musica pop-rock vintage, fan dei beatles, appassionati di songwriting classico e recensori musicali.
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LA RECENSIONE

Non lo so, ma magari parlando di musica pop-rock, potreste esservi stancati a un certo punto di tutti quei citazionismi che appaiono necessari relativamente la psichedelia Beatle derivata da "Magical Mystery" oppure "Sgt. Pepper", "Goo goo g'joob". Praticamente quella lì del "flower power". Ciononostante potreste comunque continuare a pensare che i Fab Four siano il massimo nella vita e che Lennon-McCartney abbiano scritto le migliori canzoni pop di tutti i sempre. In questo caso quella forma di songwriting che è oramai divenuto un classico, costituisce tutto quello che di buono possiate ricercare e trovare in un disco come questo.

Chris Price è nato a Miami in Florida invece che a Liverpool, UK e vive ovviamente a Los Angeles, California. Suo padre è il celebre producer e songwriter Rudy Pérez. Passato attraverso esperienze giovanili come i Dreaming In Stereo e i Price (assieme ai fratelli Michael e Corey e il batterista Alex Ibanez) nel 2012 pubblica il suo primo album solista: "Homesick", registrato interamente con un iPhone. Lo scorso hanno ha pubblicato il suo secondo disco "Stop Talking". "Dalmatian" il terzo è ultimo disco è stato invece uscito su Omnivore Records lo scorso 2 marzo. Le canzoni del disco sono state scritte e registrate in un periodo che va dal 2013 al 2017, anni in cui Price è stato in ogni caso molto impegnato come producer o in altri progetti: in particolare si può ritenere sia stato tra i principali autori del rilancio di Linda Perhacs di cui ha prodotto "The Soul of All Natural Things" e contribuito in maniera sostanziale alla realizzazione di "I'm A Harmony".

Come detto nel disco vi è una devozione particolare evidente per Lennon-McCartney : "Fever Dream", "Breakfast Cruise" (con qualche rimando anche ai Beach Boys), "The Dream Is Over", "Peculiar Lake Superior", "Uncle John", "The Angels Of Buena Vista"... Sono questi poi del resto /unitamente al Burt Bacharach di "I'll Follow Her Anywhere") i momenti migliori del disco e che mi fanno dare una valutazione che è tutto sommato comunque appena sufficiente. Queste canzoni sono sicuramente belle ma troppo "vintage" (diciamo così) e questa mancanza di "freschezza" viene compensata (male) da altre cose come un paio di pezzi rock and roll spiccatamente accattivanti ("Sick Boy" e "Discount Love"), l'interludio acustico "Dalmatian" e due canzoni brutte e radiofonate come "Roller Coaster" e "I Won't Be Loved". Si fosse semplicemente limitato a restare nell'ambito Beatles-Beach Boys, sebbene poco originale, il disco avrebbe avuto un contenuto più unitario e una idea comune condivisa. Così invece non si risce neppure a capire che cosa stai veramente ascoltando e - inevitabile - dopo un po' questo disco finirà nell'oblio.

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Riassunto del Bot

Dalmatian di Chris Price è un album pop-rock che omaggia apertamente i Beatles e il songwriting classico di Lennon-McCartney. Sebbene alcune tracce come "Fever Dream" e "Breakfast Cruise" siano apprezzabili, il disco risente di un effetto vintage troppo marcato e manca di freschezza. Alterna momenti interessanti a pezzi più radiofonici e meno riusciti, risultando nel complesso un lavoro che fatica a decollare e rischia l'oblio.

Chris Price

Cantautore e produttore attivo come solista dal 2012. Nella recensione di DeBaser si menzionano gli album Homesick, Stop Talking e Dalmatian (uscito per Omnivore Records) e il suo ruolo di produttore in lavori come quelli di Linda Perhacs.
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