La potenza della musica non ha limiti…
Bastano due accordi e una voce per trasmettere qualcosa che altri con mille stratagemmi musicali non riuscirebbero a fare dopo mille anni.
La musica come strumento di dissenso verso tutto e tutti: ipocrisie di questa società, ipocrisie della chiesa cattoliche, i falsi moralismi, il menefreghismo, l’arrivismo. Tutto trasmesso dai Darkthrone in questo album: basterebbe la copertina e il cantato in questo album per far insinuare il male e la tristezza in ognuno di noi.
Batteria che sembra quando si ha una forte emicrania, chitarra che suona in modo scomposto come se si usasse una grattugia, voce demoniaca, raschiante, profonda….malefica.

Non basterebbero le disavventure e le tristezze di una vita per raggiungere il livello di questi 40 minuti di musica…emozioni…emozioni negative ma sempre emozioni… questo cd fa pensare alla vita… ad un altro lato della vita.
Ascoltando questo cd si ha voglio di gridare e mandare a quel paesi tutto e tutto, isolarsi nella più completa solitudine ritagliandosi un proprio spazio interiore per sfogare la rabbia e il dolore che questo disco trasuda. Morte e distruzione…questo è quello che viene voglia di fare dopo l’ascolto di questo album.
Questa è la musica, emotività, istinto, niente di ragionato… espressione perfetta di un’interiorità in questo caso travagliata… pochi gruppi in
tutto l’ambito musicale riescono a esprimere il loro messaggio come hanno fatto i Darkthrone… e alla fine dell’album… tutto malinconico e solo, viene da dire: Poteva essere tutto diverso

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