Il Duca Bianco non finisce di stupire! Signore e signori preparatevi ad un tuffo nella musica di un Bowie stretto parente del Duca della "trilogia berlinese" nella quale fu accompagnato dal maestro dell'electro-music, noto col nome di Bryan Eno. Il ritorno alle atmosfere prettamente seventy (forse dovuto a Tony Visconti?) si accompagna ad un set di canzoni godibilissime, dove la voce di Bowie è utilizzata più come strumento da accompagnamento alle melodie d'insieme che come aria solista. Un disco di pregevole fattura che non mancherà di stupire anche i fan di vecchia data dell'immarcescibile fashion-maker David.
Di Bowie si può dire tutto... ma Bowie è stato tutto, ha fatto tutto, ha suonato tutto. Ed è ancora qui, con la sua grandissima voce.
A me questi Personaggi piacciono: sanno cos'è il rock'n'roll, l'hanno vissuto (si veda 'Velvet Goldmine') e riescono ancora a sfornare musica decente.
"Heathen è il mio instancabile disco di Bowie."
"Questo è il mio implacabile, magnetico, instancabile e visionario disco del Duca Bianco, un concept album furioso, circolare e pagano."
Perché penso che con il primo, Bowie abbia voluto proporre un album degno dei suoi grandi capolavori.
Che decisamente sembrò calare l’anno successivo con 'Reality' ma come ho già detto, sono due album che andrebbero giudicati contemporaneamente.