il passato di scanner in sardo di più
gli un-due di più
Il mio album preferito dei bacarozzi.Un disco perfetto. Sarà anche vero che non hanno inventato niente e che sono stati solo il megafono di invenzioni altrui, ma a mio parere di melodisti come il buon Mecca, mamma ne ha fatti pochi. E Lennon è per me uno dei più grandi scrittori di testi nell'ambito della musica popolare. di più
Importanti negli anni '80: per l'incazzato "War", lo splendido "The Unforgettable Fire", l'indimenticabile "The Joshua Tree" e lo sperimentale "Achtung Baby", a mio avviso il loro capolavoro. Dopo? (Quasi) il nulla. di più
Come i primi dei Crimson Trespass è tutto giocato sulle dinamiche dei passaggi da quieti momenti pastorali (12 corde, flauto) o liturgici (organo, coro) e improvvise tirate bachiane dell'organo con chitarra elettrica a supporto. Tutto sommato il mellotron è ancora usato con moderazione (adoro in particolare l'intro/outro tremolante di "White Mountain") rispetto ai successivi. di più
Nel disco si avvertono molto certe influenze Jazz-Rock/Fusion, probabilmente dovute a Collins, anche se certe avventurosità più sperimentali di "The Lamb" non ci sono più e manca anche l'apporto dei geniali testi di Gabriel. Detto questo, "A Trick of The Tail" è un disco molto eclettico e vario , e questo nella migliore tradizione dei Genesis classici che sapevano essere, allo stesso tempo, complessi ed accessibili, leggeri e mistici, umoristici e solenni, cinici e romantici. di più
In tutti i luoghi, in tutti i laghi, in tutte le sagre della porchetta. di più
Il più grande di tutti, ma solo fino all'arrivo di Malmsteen. A quel punto furono cazzi amari... di più
Rock'n'roll band from Venice di più
Uscito nell’anno di grazia 1968, “Shine on Brightly” non è solo uno degli album più riusciti dei Procol Harum ma anche uno dei cardini dell’Art Rock, ponendosi in un ideale crocevia stilistico fra la gloriosa scuola R&B inglese, i riverberi psichedelici della passata Summer of Love e la progressiva commistione con la classica che avrebbe poi caratterizzato il nascente progressive. In più, rispetto all’esordio dell’anno prima, rappresenta un deciso progresso a livello sonoro. di più
Grandioso Hyper-Album multimediale ante litteram, intrigante ed inedito nel suo contaminare immaginari diversissimi (le street gangs graffitare, la mitologia greco-romana, i vari percorsi metafisici di redenzione spirituale dal buddismo a Dante ecc).
Pur non raggiungendo la perfezione di Foxtrot (per via anche degli strumentali di raccordo) e costituendo piuttosto una parentesi nell’evoluzione stilistica del gruppo che infatti registrerà a Trick of the Tail come se nulla fosse stato. di più
Ma... moZart??? MMMmmmmitico con la Z grandegrande! di più
Più noti per esser stati il primo gruppo di Red Canzian e per esser stati uno dei gruppi di punta della BLA BLA, mitica etichetta del primo Battiato, che, se non sbaglio scrisse anche un brano per loro. La qualità musicale è buona, quella sonora davvero pessima. di più
Rock Bachiano di grande impattoquello del ROVESCIO DELLA MEDAGLIA, gruppo che, per la verità, aveva un'estrazione più hard rock. CONTAMINAZIONE, che vede la collaborazione con il maestro Bacalov (chiudendo un ideale trilogia composta dal "CONCERTO GROSSO" dei NT, e "Milano Calibro 9" degli Osanna). di più
La prima "Locanda" del prog italiano, è un altro gruppo che avrebbe meritato maggior fortuna. Si segnala SOGNO, RISVEGLIO e... che chiude il loro primo album citando il tema di "Spartacus" e credo omaggiando anche il grande Bill Evans. di più
Inedito due tastiere (di ogni tipo) e batteria. Il primo è il figlio del celebre maestro Carlo e fratello di Alida Chelli; il secondo non è parente della Presidente della Camera. SI segnala Dolce Sorella" che si apre con una citazione Wagneriana all'organo e uno stile di canto che ricorda un pò il primo Fossati. di più
Gruppo che vanta al canto la brava Jenny Sorrenti. Sia lei che il fratello (essendo anglo-italiani) portavano all'epoca uno stile di canto davvero inedito in Italia che derivava molto dal folk inglese. Questo è il loro secondo disco LA CASA DEL LAGO che a me piace anche un tantinello di più del primo perchè più concreto e latino: di più
Gruppo di jazz rock mediterraneo nato nel 1971 all’ombra del cupolone, che ha aperto concerti di Soft Machine e Weather Report, senza sfigurare anzi…, e suonato per tutta europa in vari festival.
la title track dal loro secondo album si apre con l’arpeggio alla classica di Tony Sidney segue un bellissimo e dolente tema al basso di Giovanni Tommaso poi il brano esplode con un superaltivo solo di sax soprano di Claudio Fasoli sulle rullate di Bruno Biriaco. di più
Questo è uno dei brani-chiave della sua discografia, celebre per il devastante momento percussivo finale (grazie ai percussionisti del Burundi) ma quel che davvero fa la differenza per me è l'atmosfera evocata dall'arte Gabriellana con quei suoni ancestrali elaborati dal Fairlight ma sopratutto con quella sua maniera unica di interpetare il brano e trasportare l'ascoltatore nei recessi più primitivi dell di più
Se il 1979 fù un anno d'oro per i Police lo stesso può dirsi per il geniale David Byrne che, oltre al magnifico "Fear of Music", registrò anche l'etno-funk globale di "My Life in the Bush of Ghosts" entrambi col fondamentale intervento manipolatorio di Brian Eno.
Questo pezzo viene appunto da "Fear of Music" album angosciante e paranoico per eccellenza, nero come il pavimento in gomma della copertina. Ma erano tempi bui, allora come oggi. di più