quasi-classico “notturno” cantato a due voci da Sting e Stewart Copeland con un testo amaro (le sensazioni di un condannato a morte prima dell’esecuzione) che mostra la formula perfetta sintetizzata dai Police all’epoca: dalla cadenza iniziale al basso (subito “rubata” da Stevie Nicks), a quel ritmo inimitabile che solo Copeland sapeva imprimere allo straordinario lavoro di Summers (spesso ingiustamente sottovalutato) che quì fa un pò di tutto: arpeggio, ritmica e un lancinante solo finale.
Mol di più
Difficile parlare di un gruppo come i bavaresi Popol Vuh, fautori di una musica che spesso arriva a toccare le corde del sacro, sia nelle ascetiche sperimentazioni elettroniche della colonna sonora del film "Aguirre" del grande Werner Herzog, sia con la "messa profana" "Hosianna Mantra" inedita sintesi fra misticismo cristiano, liturgia gregoriana e Mantra induisti.
Questo è un pezzo più folk che conclude in maniera estatica e ottimistica l'album omonimo e che vede al canto Renate Knaup cantant di più
A parte il glam, l'edonismo di Ferry e tutto il resto (che possono piacere o meno), i Roxy sono stati un grande gruppo, forse unico nel coniugare l'immediatezza del rock con una certa sofisticatezza, sopratutto musicale, tutta british.
Questa, una delle mie preferite, vanta una lenta dissolvenza iniziale da antologia, un eccellente giro di basso e un mirabile assolo iperflangerizzato di Jobson al violino elettrico. di più
Torbido rock da guerriglia urbana degli Stooges. Questa è tratta dal loro album migliore “Fun House” e vanta l’urlo barbarico (!) di Iggy Pop ed il riff metallico e ossessivo di Ron Asheton che costruisce il palcoscenico ideale per l’esibizionismo rabbioso del cantante. di più
Formazione di fenomeni assoldati dal geniale chitarrista John McLaughlin con la benedizione di Miles Davis e del guru indiano Sri Chinmoy: i loro primi due album per me rappresentano il meglio di un genere (Jazz Rock/Fusion) a volte troppo incline al virtuosismo più sterile. di più
L’astro dei Blind Faith ha brillato poco ed ha lasciato ai posteri un album diseguale ma nei momenti migliori, come questo capolavoro di Winwood, riunisce il meglio di Cream, Family e Traffic.
Del pezzo esiste anche una versione elettrica ma la bellezza di questa, costruita sul fingerpicking delle due acustiche di Winwood e Clapton con Baker che lavora di spazzola, resta ineguagliata.
Bellissima anche la versione presentata nel recente tour dei due musicisti. di più
il superbo pianismo di Nocenzi e l’interpretazione struggente di Di Giacomo diano a quest’autentica poesia in musica la dignità di un’aria operistica. Tradizionale ed innovativo nello stesso tempo. di più
probabilmente il gruppo Americano dei sixties che preferisco perché, partendo dal folk rock, in pochi anni ha sperimentato quasi tutto: dal jazz, alla psichedelia, dall’elettronica al country rock. In particolare ho un debole per lo stile e l’inimitabile voce di Crosby, che qui canta, alla sua maniera, una volatile melodia su di un delicato arpeggio al ritmo di una leggera bossa che sembra lentamente svanire nel nulla. Anche il solo alla 12 corde di Mc Guinn, fra Coltrane ed i raga indiani, segu di più
Schizofrenia musicata. di più
Ottima compilation che si divide tra brani già apparsi su "Mr. Wonderful" e altri inediti o mai rilasciati sui due precedenti dischi in studio del gruppo. Ed è su questo versante che si trovano i pezzi forti del disco,che merita il 5 grazie a due capolavori del solito genio di Peter Green, la celeberrima "Black Magic Woman" e il capolavoro strumentale "Albatross" quest'ultima a mio avviso vera vetta del disco in questione. La copertina non so se è più divertente o raccapricciante. di più
Il grido spietato di un moribondo. Nessuno ha mai eguagliato tali vette di odio e autodistruzione. di più
Disco d'esordio per il trio rock-blues, un fulmine a ciel sereno nel panorama musicale degli anni '80. Il mondo accoglie un nuovo guitar-hero, musicista eccezionale scomparso troppo presto. Il brano omonimo e "Pride and Joy" su tutte, ottimo album... di più
Uno dei dischi più belli dei '60, la creatività della coppia Argent-White è eccezionale, ottimi brani, su tutti "Care of Cell '44", "A Rose for Emily" e la celeberrima "Time Of The Season"... di più
Un Giornalista con le palle ottagonali di più
Vieni sempre dopo Hendrix di più
Uno degli album più controversi (e difficili da valutare) della storia. Il disco che non recensirei MAI, nemmeno se mi pagassero o mi legassero alla sedia. Per me gli manca un pelo per essere perfetto, ha dei pezzi-capolavoro, può anche risultare soporifero ma a tratti le atmosfere sono sublimi. E' un disco che non va giudicato superficialmente. di più
Un grande, un artista totale, un artista concettuale . Ha destabilizzato X Factor con il suo nuovo look. Il nostro Andy Warhol all'amatriciana di più
non credo che sia il più grande compositore esistito....perché molti hanno la convinzione che un compositore classico sia più geniale di chi scrive canzonette ? Come si può fare un paragone ? Mah !! di più
Vedete, noi non siamo come Springsteen e questa gente qua, noi non facciamo dischi tutti uguali, noi abbiamo un'altra concezione di musica, noi suoniamo per essere innovativi, noi facciamo dischi per creare e rivoluzionare..." ma sciacquati la bocca e sgasati, stronzo. di più
Quando vuol fare belle cose, e belle non poco, dimostra di saperle fare. Quando vuol fare vaccate per il puro gusto d'incrementare il conto in banca, dimostra di saperle fare. Quando vuol fare incazzare i detrattori che gli dicono "fighetto sborone modaiolo del cazzo", dimostra di saperlo fare. Quest'uomo sa fare tutto. di più