Il primo capolavoro di Battisti, nonché uno dei dischi italiani più influenti di sempre. Si sono sempre spese tantissime giustissime parole (io per primo) per il Battisti Avanguardista di “Anima Latina”, ma questo a mio parere non è per niente inferiore. Ragazzi, siamo nel 1971 (anzi, il disco fu pubblicato addirittura 8 mesi dopo l’incisione perché considerato dalla Ricordi troppo sperimentale per quei tempi) e qui siamo su altissimi livelli di Hard-Prog Italico, con agli strumenti tutta la PFM (manca solo Pagani) super ispirata. Brani dilatati, strumentali o non, con assoli di organo Hammond e di chitarra elettrica (roba impensabile qui a quei tempi) con Lucio forse ai suoi livelli più alti di cantante e strumentista. Mogol disse che Battisti aveva fatto questo disco con in mente i Led Zeppelin ed i Deep Purple, e si sente. Molto sottovalutato, troppo forse.
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