Sofisticata e semplice, macchinosa e spirituale, esplosiva e placida, gelida e rovente: è la controversa opera di un Christopher Nolan definitivamente consacrato alla leggenda. Tenet. Arte cinematografica pura, cristallina, puntellata sullo zeitgeist post-postmoderno della rivoluzione ipertecnologica. Al cinema, al termine di una - per me - catartica e selvaggia esperienza plurisensoriale, ho esclamato: “Questo film è ferocemente insano”.
Ps
“Controversa”, a dir poco. Prevedo tempeste su tale DeFinizione. di più
Primo caposaldo della trilogia elettrica degli anni ‘60, ennesimo discone. Molto spesso viene giudicato come inferiore ai successivi, cosa che non condivido affatto. Seppur più grezzo e ruvido, ne perde forse in musicalità ma ne guadagna in immediatezza. E poi è stato un disco seminale, trovo che il Bennato degli anni ‘70 deva molto di più a questo disco che agli altri. di più
La dissoluzione metafisica dell'algoritmo shoegaze. di più
This is the best LPD album ever/Questo è l'album più bello di sempre dei LPD.
Most beautiful albums/Album più belli: "Any Day Now", "The Maria Dimension", "Hallway of the Gods".
More beautiful songs/Canzoni più belle: "Tanz Der China Dolls", "Princess Coldheart", "Waiting for the Cloud". di più
Secondo ispiratissimo capitolo folk, scarno e ruvido, con fiumi di parole apocalittici e violenti. Dieci brani epocali, dieci pugni nello stomaco, dal lascito enorme per le generazioni successive. Ho sempre immaginato infatti che il fantasma di questo album sia lo stesso che aleggia in “Nebraska”, del quale funge da specie di fratello maggiore. di più
Il primo grande capolavoro del Dylan purista folk. “Blowin’ in The Wind”, “Girl from the North Country”, “Masters of War” e “A Hard Rain’s A-gonna fall” sono pietre miliari. E poi c’è, a stagliarsi sopra tutte, “Don’t Think Twice, It’s All Right”, che è di una bellezza disarmante ed è uno dei brani della mia vita.
10 per tutto: valore ed importanza storica. di più
Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo affatto? di più
Da sempre ribattezzato come l’Allen italiano fin dai memorabili esordi in super8 con “Io sono un autarchico” ed “Ecce Bombo” (film zeppi di scene cult), ha saputo con il tempo raggiungere una certa maturità personale ed emotiva che l’ha portato ad almeno due capolavori negli anni ‘80 che sono “Bianca” e “La messa è finita”. Bellissimi anche gli anni ‘90 con “Caro Diario” ed “Aprile”, fino alla meritata Palma d’oro a Cannes con “La stanza del figlio”. Un po’ sottotono negli ultimi vent’anni. di più
Album memorabile, dall’inizio fino alla fine. Uno dei capolavori massimi del Menestrello di Duluth. Da ragazzino propendevo maggiormente per il Dylan elettrico degli anni ‘60 (che continuo ad adorare, sia chiaro), ma ora forse questo è il mio Zimmermann preferito. 5 stelle anche poche. di più
Un pazzo di più
Un disco che mi piace moltissimo. di più
Magnificently incomplete!/Magnificamente incompleti! di più
Non particolarmente originale ma piacevole e fresco come stile. Timbro niente male! di più
Un tizio che ha capito tutto dalla vita. di più
Il buon Joe, in stato di grazia, se ne va in giro a fare concerti assieme ad una band strepitosa capitanata da Leon Russell. di più
aka the disco disco track di più
Cambiano stile e tipo di testo a seconda della formazione di più
i Korn sono il nu metal per eccellenza, tutto ciò che viene dopo(tranne i deftones❤️) è influenzato pesantemente da loro(slipknot compresi anche se non fanno nu metal lol) di più