I Baccanali della musica Rock, un miscuglio orgiastico di Folk, Blues, Country, Rock’n’Roll, Psichedelia e tanto altro. Pietra miliare della musica del Novecento, tra i solchi di questo doppio LP (concepito in una cantina nel 1967, ma pubblicato ufficialmente nel 1975) scorrono ad uno ad uno tutti i capolavori del grande romanzo americano-britannico che avranno luce negli anni seguenti: “Exile on Main Street”, “Tonight’s The night”, “The River”, “Rain Dogs”, tutti figli di queste sgangherate e deliranti sessions. Qui la collaborazione tra Dylan e la Band raggiunge il suo culmine d’improvvisazione e sperimentazione, concludendo e completando la famosa trilogia elettrica. D’ora in avanti niente sarà più come prima. 10. di più
Avevano un po' di talento rispetto alle Spice (che erano solo un prodotto) ed erano più belle di loro (Victoria era l'unica veramente bella nel gruppo). di più
Disco suonato da Dio, condito da arrangiamenti sublimi e con una formazione di musicisti eccezionali, come ad esempio Mick Taylor, personalità di spicco degli Stones migliori di sempre, ma soprattutto sua maestà Mark Knopfler (qui anche alla produzione) e Alan Clark, rispettivamente anima e cuore pulsante dei Dire Straits di metà anni ‘80. I pezzi sono tutti bellissimi, tra cavalcate chitarristiche e nostalgiche ballate blues vecchia maniera (in primis “I and I”, forse la migliore del lotto insieme a “Sweetheart Like You”, di cui il Principe De Gregori ne ha fatta una fedele versione italiana). 8,5. di più
EP d'esordio semplicemente perfetto, un pezzo loro e quattro ottime cover. Tre pezzi soprattutto: il sorprendente Lux da lento malinconico in una bellissima "Lonesome Town", la ben più prevedibile interpretazione della schizzatissima Uccello che surfa degli Spazzaturauomini, che calza ai Cramps come la crema nella torta della nonna e infine "Human Fly" il brano scritto di loro pugno, che è uno dei miei preferiti del loro repertorio di rock'n roll inacidito e scaduto da vent'anni. di più
Grande, inutile uomo di niente. di più
polivalente di più
Sofisticata e semplice, macchinosa e spirituale, esplosiva e placida, gelida e rovente: è la controversa opera di un Christopher Nolan definitivamente consacrato alla leggenda. Tenet. Arte cinematografica pura, cristallina, puntellata sullo zeitgeist post-postmoderno della rivoluzione ipertecnologica. Al cinema, al termine di una - per me - catartica e selvaggia esperienza plurisensoriale, ho esclamato: “Questo film è ferocemente insano”.
Ps
“Controversa”, a dir poco. Prevedo tempeste su tale DeFinizione. di più
Primo caposaldo della trilogia elettrica degli anni ‘60, ennesimo discone. Molto spesso viene giudicato come inferiore ai successivi, cosa che non condivido affatto. Seppur più grezzo e ruvido, ne perde forse in musicalità ma ne guadagna in immediatezza. E poi è stato un disco seminale, trovo che il Bennato degli anni ‘70 deva molto di più a questo disco che agli altri. di più
La dissoluzione metafisica dell'algoritmo shoegaze. di più
This is the best LPD album ever/Questo è l'album più bello di sempre dei LPD.
Most beautiful albums/Album più belli: "Any Day Now", "The Maria Dimension", "Hallway of the Gods".
More beautiful songs/Canzoni più belle: "Tanz Der China Dolls", "Princess Coldheart", "Waiting for the Cloud". di più
Secondo ispiratissimo capitolo folk, scarno e ruvido, con fiumi di parole apocalittici e violenti. Dieci brani epocali, dieci pugni nello stomaco, dal lascito enorme per le generazioni successive. Ho sempre immaginato infatti che il fantasma di questo album sia lo stesso che aleggia in “Nebraska”, del quale funge da specie di fratello maggiore. di più
Il primo grande capolavoro del Dylan purista folk. “Blowin’ in The Wind”, “Girl from the North Country”, “Masters of War” e “A Hard Rain’s A-gonna fall” sono pietre miliari. E poi c’è, a stagliarsi sopra tutte, “Don’t Think Twice, It’s All Right”, che è di una bellezza disarmante ed è uno dei brani della mia vita.
10 per tutto: valore ed importanza storica. di più
Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo affatto? di più
Da sempre ribattezzato come l’Allen italiano fin dai memorabili esordi in super8 con “Io sono un autarchico” ed “Ecce Bombo” (film zeppi di scene cult), ha saputo con il tempo raggiungere una certa maturità personale ed emotiva che l’ha portato ad almeno due capolavori negli anni ‘80 che sono “Bianca” e “La messa è finita”. Bellissimi anche gli anni ‘90 con “Caro Diario” ed “Aprile”, fino alla meritata Palma d’oro a Cannes con “La stanza del figlio”. Un po’ sottotono negli ultimi vent’anni. di più
Album memorabile, dall’inizio fino alla fine. Uno dei capolavori massimi del Menestrello di Duluth. Da ragazzino propendevo maggiormente per il Dylan elettrico degli anni ‘60 (che continuo ad adorare, sia chiaro), ma ora forse questo è il mio Zimmermann preferito. 5 stelle anche poche. di più
Un pazzo di più
Un disco che mi piace moltissimo. di più
Magnificently incomplete!/Magnificamente incompleti! di più
Non particolarmente originale ma piacevole e fresco come stile. Timbro niente male! di più
Un tizio che ha capito tutto dalla vita. di più