Non lo digerisco. di più
L'unico vero genio degli Eli. di più
Gli ultimi 2 dischi sono abbastanza trascurabili... di più
Non sono mai riuscito a spiegarmi il perché di tanto successo. di più
ci sono affezionato, li avrò visti 15 volte, metà delle quali il bassista era fatto e mancava, toffolo si scusava e tirava avanti il suo show iperbolico da solo insieme al batteraio di più
mio eroe del cazzo di più
i primi 10 minuti ok, poi hai voglia di affogarti nel cesso di più
ringrazio dio che mi ha fatto troppo poco intelligente di più
se dici che fanno cagonare diventi automaticamente un maxiganzo di più
Facendo il bilancio tra tutti gli album(tra 5 e 1) si arriva a questo risultato. di più
Questo è una piaga per la musica elettronica se così si può chiamare ciò che fa questo individuo, per non parlare dei continui feat con artisti altrettanto mediocri salvo piccole eccezioni. di più
Nei '70 sono stati la colonna sonora del quotidiano di innumerevoli famiglie americane, quelle del sorriso perenne e del Think Positive. Una presa sul pubblico paragonabile a Sinatra, ma ancor piu' rassicurante, una sfilza di leggendarie pop songs con in cima Close to You. Il timbro inconfondibile della sfortunata Karen ancor oggi travalica le generazioni: piu' che una voce, una firma. di più
La bizzarria wave dell'ipnotica e indimenticabile Doot Doot di marca Freur si trasforma 10 anni dopo in un funambolico aumento delle battute al secondo. I riti underground da dancefloor outdoor e indoor vengono battezzati al ritmo di queste tracce oblique e avvolgenti...assolutamente seminali. di più
Lui Richard, pianista e arrangiatore, lei Karen, batterista e cantante contro voglia ma dalla voce limpida come poche. Campioni del mainstream pop wasp conservatore, molto amati da Nixon, per certi versi la negazione dell’impegno rock dei settanta. Sarebbero da odiare ma da piccolo amavo la loro cover di Please mr. Postman e oggi amo la quieta disperazione in filigrana alla voce della bella Karen. Yesterday Once More… di più
Ottimo esordio con subito tre classici: Alucard dal gran riff crimsoniano e le spettrali tastiere di Minnear. Funny Ways dall’incedere gentile sulle armonie vocali degli Shulman con intermezzo rock punteggiato dai fiati. Nothing At All, che parte dal folk degli Steeleye Span e arriva al free di Cecil Taylor, passando per Liszt, nel giro di pochi minuti. Inutile invece l’arrangiamento blues rock dell’inno inglese copiato poi dai Queen. di più
I primi 3 dischi del bue sono dei capolavori...poi va be, tutti si perdono. di più
Fantasia medievale maniacalmente cesellata da Fripp e Sinfield ad un passo dal capolavoro, se non fosse per i confusionari scherzi satirici Indoor Games e Happy Family (velenosa filastrocca anti-Beatles). Buone invece l’apertura Cirkus (il delirante circo della TV) con chitarra gitana e mellotron a palla e l’eterea Lady of the Dancing… e superba la suite, monumentale arazzo ordito dagli impasti cromatici dei fiati. Dopo un lancinante assolo di Fripp chiude il tutto un sinistro organetto. di più
Il lecca patonze, il castiga maiali...il Boss! di più
Ha fatto grandissimi album (Electro-Shock Blues su tutti, bellissimo)..ma occhio, se lo si ascolta in un periodo già buio, puo' indurre al suicidio :) di più