Per me uno dei dieci migliori dischi italiani in assoluto. La prima volta che l'ho ascoltato quasi non potevo credere che quell'artista che si esibiva in deliranti, geniali vocalizzi seguendo le orme del Peter Hammill di "Pawn Hearts" e soprattutto del maestro Tim Buckley fosse lo stesso babbaleo che cantava quelle orride canzoncine disco-pop di fine anni '70. Sorrenti fu il primo a tentare di fare in italia quello che fece Buckley in America (e Hammill in Inghilterra). Strepitoso.
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