svolta pop ormai avviata, ma disco tutto sommato gradevole. di più
Al-ienat di più
Quello che veramente volevano dire, lo sanno solo loro! di più
Un disco che mi ha affascinato sin dal primo ascolto e mi ha introdotto in un nuovo mondo di ascolto. E' da qui che è iniziata la mia passione per il prog, anche affascinato dal mondo delle sovraincisioni che aveva permesso ad un solo artista, polistrumentista, di creare una opera intera da solo, riuscendo così a trasferire completamente la sua idea su disco, senza intermediari. Un qualcosa di fantastico che, all'epoca, rappresentava qualcosa di particolarmente creativo. Ora, con programmi digitali, è tutto più semplice, ma all'epoca con nastri magnetici e registratori multitraccia (la prima versione demo, se non erro, era su un TEAC 4 piste) non deve essere stata una cosa semplicissima. Ancora oggi, quando lo ascolto, mi trasmette in modo immutato le stesse sensazioni di allora... e ne sono passati di anni! di più
d**** J** women? mai glielo dovrebbero ridire, cielo! eppure di fallature qua e là qualcuna ha compiuta di più
La Dama Nera Avorio di più
I primi oculisti de(gl)i R.E.M. di più
Le lavatrici hanno il Loro perché di più
Nearly god. di più
Da' inxomma robe carine le ha prodotte nell'Era Quaternaria di più
ELECTRO-CABARET di più
-tingo canoe! di più
Ehum però ora che è qualche anno che non ci ammorba\annoia, è adulto con la D ranuncola =) di più
questo album è meraviglioso, se i brani fossero stati elaborati e sviluppati ancora di più avrebbe potuto essere un doppio per la quantità di idee e buona musica qui racchiusa, con il precedente A Beard e il successivo Electric la triade perfetta di Marc di più
"la musica contemporanea, mi butta giù!" di più
La mamma del folk revival britannico qui accompagnata dal consorte Ashley Hutchings, che per lei raduna una numerosissima banda di amiconi che man mano si imbucano alle sessioni e tutti insieme cantano e suonano 9 splendide canzoni della tradizione popolare d'Albione. Così nasce "No Roses" disco meraviglioso dove il tradizionalissimo stile della Collins si apre ad un suono che lascia spazio ad un sottofondo di elettricità. Basso elettrico, batteria e l'accompagnamento discreto, ma onnipresente, delle chitarre elettriche (tra cui quella di Richard Thompson, qui umile-utile gregario) dominano gli arrangiamenti tanto quanto i molteplici strumenti tipici di questa musica (Fiddle, concertina, hurdy-gurdy e altri). Tantissimi i nomi in campo, ci sono la sorella Dolly e Ian Whiteman al piano, Lol Coxhill al sax (in un contesto per lui inedito) e tanti altri ancora. Splendido disco. di più
Regista e antropologa, ha diretto ''Il lato grottesco della vita'' (2006), ''Housing'' (2009) e ''Liberami'' (2016). di più
il vecchio che ridiventa nuovo con ottimi risultati...grande band di più
Il direttore d'orchestra delle paure recondite che riecheggiano in ogni stanza vuota nel cuore della notte. di più