Sarei stato contentissimo se da bambino mi avessero messo 'sto disco in chiesa durante le messe mattutine domenicali ai tempi del mai troppo maledetto catechismo; in quel contesto lì, questo disco sarebbe stato fichissimo, una bomba, perché musicalmente parlando i brani non sono affatto male, con quel loro rock/beat/pop melodico ed elegante incorniciato da vezzi gospel-soul. E "Il sesto giorno" è una bella canzone, ad esempio. Però... i testi... Non è, naturalmente, il tema religioso in se il problema ma è il come viene affrontato: i testi vorrebbero esprimere la decadenza morale dell'uomo con riferimenti (continui, i 9 minuti di "Crepuscolo"...) a Gesù come luce di speranza e salvezza, ne escono pipponi che contengono tutta l'ingenuità pacifista con rigurgiti degli anni '60 e tutto il moralismo ipocrita cattolico, con un'esposizione banale e ingenua delle tematiche da far tenerezza, la bella voce di Spitaleri, che ha però questo stile molto teatrale e marcato nel cantato, amplifica pure il tutto. Ci sono delle cose qui che non si possono proprio sentire e, ribadisco, le canzoni musicalmente parlando sono anche bei pezzi, peccato. W Geggiù! "Inferno", dell'anno dopo, che pure ha i suoi limiti, è su un altro livello.
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