Ok, è vero, volendo pignoleggiare dei primi cinque dischi dei Sabbath questo è quello che apprezzo leggermente di meno, frutto sia di una qualità complessiva dei brani un poco più bassa che nei precedenti tre (ma poco, poco, un poco che sa di "ma sti cazzi") sia del mio amore incondizionato per "Sabbath Bloody Sabbath"; come detto, sto pignoleggiando e in fondo se dico e ridico che i loro primi 5 dischi vanno presi in blocco così come sono, uno più fico dell'altro, ci sarà un motivo. Non è, come a volte ho sentito, un disco che cambia direzione rispetto ai precedenti, c'è al massimo un pizzico di varietà in più ma niente di che, alla fine è quella che più o meno si trova anche in "Paranoid" e Master. Qui c'è, bellissima, "Changes" ad uscire in maniera netta dai binari stilistici di proto-doomici e pachidermici riffoni e c'è anche "Laguna Sunrise" ma nei precedenti c'erano le "Planet Caravan" o le "Solitude" quindi il copione non cambia più di tanto (insomma, se c'è un disco con un cambio di rotta un po' più marcato allora è il successivo, non questo). Apertura e chiusura ("Wheels of Confusion" e "Under the Sun") capolavori, e non poca altra carne al fuoco lì in mezzo. Discone-one.
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