Non ai livelli di Rumours, ma secondo me un album piuttosto sottovalutato. 7/10 di più
buon disco, senza picchi creativi ma con ballate orecchiabili, tra cui l'arcinota "Moonlight Shadow" che gli adulti cresciuti negli anni '80 associano alla montagna: chissà come mai... 7/10 di più
Altro che farsi regalare i dischi di Justin Biberon: Mike Oldfield per i suoi 18 anni ha fatto un ENORME regalo a se stesso :) di più
La suite più epocale di un artista appena maggiorenne. 9/10 di più
Arturo Maria Ferrari... sottovalutato, TROPPO sottovalutato. di più
Un'Artista incredibile...! di più
Violence is a dream. di più
Lee prova una simpatia per gli italoamericani (il film uscì lo stesso anno della prima stagione dei Soprano, tra l'altro, ed è co-sceneggiato dal mitico Michael Imperioli) paragonabile solo a quella di Gibson per gli ebrei, ma il film è davvero fenomenale, esagitato ed irresistibile.
Uno dei migliori film di Lee. di più
Il miglior frontman mai avuto dai King Crimson di più
Ennesimo progetto in cui è coinvolto il solito e super-prolifico Ty Segall. I GOGGS sono praticamente un trio di musica garage particolarmente rumorosa e composto oltre che da Ty Segall, da Charles Moothart (Fuzz) e Chris Shaw (Ex-Cult). Scordatevi, ascoltando questo disco, qualsiasi cosa che abbia lontanamente a che fare con la melodia e pure con ogni logica. Completamente acido, schizzato, fuori di testa, rumoroso fino a spaccare le orecchie, questo qui sì che è un disco che sarebbe piaciuto al mitico Lester Bangs, eccome. Unico limite: probabilmente ripetitivo e alla fine privo di spunti particolarmente interessanti e/o innovativi rispetto anche agli altri progetti portati avanti dallo stesso Ty Segall. di più
Questo ragazzo è posseduto dal sacro fuoco della musica blues. Quegli stessi demoni che hanno infettato nel tempo Son House, Robert Johnson, Blind Lemon Jefferson e soprattutto Howlin' Wolf, che in qualche modo Shawn James ricorda per questa sua voce allo stesso tempo coinvolgente e in qualche maniera aggressiva, gutturale come il ringhiare di un grosso orso delle montagne rocciose. Registrato ai leggendari Sun Studios di Memphis nel Tennnessee, 'On the Shoulder of Giants' è un disco che contempera le spinte soul e quelle più aggressive e acide dei riverberi della musica blues più oscura, uno dei migliori dischi 'americani' io abbia ascoltato quest'anno. di più
Da molti considerato il capolavoro di Neil Young e il momento più alto della sua lunghissima carriera. Disco a tratti monumentale nei toni e negli arrangiamenti ('A Man Needs A Maid' e 'There's a World', entrambe registrate con la London Symphony Orchestra) e pieno di collaborazioni celebri tra cui gli immancabili Crosby, Stills e Nash; James Taylor ('Old Man') e Linda Ronstadt. Contiene alcuni dei brani più celebri di Young, tra cui 'Heart of Gold', la stessa 'Old Man', 'Alabama', la title-track 'Harvest'. Il fatto che il brano che io preferisca del lotto, oltre la traccia di apertura 'Out On the Weekend', sia 'Words (Between The Lines of Age)' spiega probablimente perché non è il mio episodio preferito all'interno della sua discografia. Questo disco qui è una pietra miliare e va bene, ma io la mancanza della potenza impetuosa e folle del 'cavallo' ce la sento tutta. di più
Primo disco del più influente gruppo musicale brasiliano di musica rock psichedelica. Parte del movimento 'Tropicalia' e formato inizialmente dai fratelli Baptista e la carismatica Rita Lee, il disco è sin dalle prime battute ('Panis et circences', 'A minha menina') una esplosione caleidoscopica che mescola i colori tipici della musica brasiliana alla psichedelia britannica degli anni sessanta di marca Beatles e Pink Floyd. Il disco prosegue con tracce in cui la bilancia pende a volte verso un orientamento più tropicalista ('Adeus Maria Fulo', 'Premier bonheur du jour') altre volte più british come in 'Baby' oppure 'Ave Genghis Khan' che a tratti sembrerebbe uscire direttamente da 'The Piper at the Gates of Dawn' di Barrett e compagni. Vanno a colmare una mia grossa lacuna sia per quello che riguarda la musica brasiliana che quella psichedelica degli anni sessanta. di più
Con 'Kollektivet' forse Thomas Vinterberg chiude idealmente un cerchio che aveva aperto con 'Festen' nel 1998. Il film racconta dell'esperienza di una coppia (e della loro bambina) che decidono di vivere in una 'comune' con altre persone e stringere con queste un rapporto di totale apertura sul piano della collaborazione in casa e anche su quello emozionale. Ben presto si apriranno delle crepe all'interno di questo sistema e la quiete ideale viene messa seriamente in discussione dai fatti della vita e le interazioni tra i diversi soggetti, ma dove si aprono comunque delle breccie, filtrano dei raggi di sole e si fa largo una maggiore consapevolezza nell'affrontare le problematiche individuali e collettive superando quel grande piccolo micro-sistema chiuso e già in qualche modo da Vinterberg scoperchiato negli anni con il suo cinema, e che poi sarebbe la famiglia. di più
Uno dei massimi capolavori prodotti dalla musica rock polacca e, inoltre, uno degli album più incredibili della storia del cantautorato e del progressive...un inchino a Mr. Niemen è più che dovuto... di più
Lo vorrei senza questi album dimmerda di più
Ottimo episodio, anche se gli preferisco tutti gli altri degli anni '70. Resta comunque un bel sentire, almeno per "Archeologia" e "La leggenda di Olaf". di più
Tratto dall'omonimo romanzo di Irvine Welsh, il film vede come protagonista James McAvoy nei panni di un detective corrotto a oramai al di là di ogni legge etica e regola morale. Bruce Robertson è un personaggio estremo e che si muove in contesti che si possono sicuramente definire 'lerci' in una spirale continua di violenza e di menzogne e allo stesso tempo turbato da ricordi del passato e da quelle che si possono definire vere e proprie visioni. Raccontato con la tipica ironia di Irvine Welsh e ben diretto da Jon S. Baird, vanno menzionate anche le recitazioni dei vari Jamie Bell, Imogen Poots, Jim Broadbent e ovviamente il grande Eddie Marsan, ma è McAvoy a fare la differenza: allucinato e depresso allo stesso tempo, completamente schizzato. Una recitazione che lo consacra come uno dei migliori attori in circolazione. di più