Rilasciato praticamente a distanza di soli pochi mesi dal primo disco (con l'aggiunta di Tom Belew alla chitarra basso e il suo apporto si fa sentire eccome), e ribattezzato 'The Red Label Album', il disco suona in una maniera probabilmente meno sperimentale e garage rispetto al primo episodio, andandosi a configurare più come un episodio di psichedelia blues ('Spoonful', 'Eight Miles High') e più votato alla forma canzone convenzionale ('New York Mining Disaster', 'Paradise Beach'). Il disco contiene una rivisitazione di 'Turquoise Feline' dal primo disco e due cover dei Bee Gees ('I Can't See Nobody', 'Break Out'). Bellissimo lavoro comunque, la cui unica 'colpa' praticamente sarebbe quella di non essere qualche cosa di inarrivabile come il precedente. Amo già moltissimo questa band.

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Un romanzo imprevedibile e apocalittico nel senso letterale del termine. di più
Nella lista di gruppi britannici anni '60-70 che illuminano per un attimo come stelle cadenti la volta celeste del progressive (Khan, Writing on The Wall, T2, ecc.) questi siedono in prima fila: quanto di più pesante si possa sentire nel genere ma con aperture melodiche assolutamente empiree. "I'm on my way" è come suonerebbero i Comus se fossero un complesso rock. di più
Stolt e compagni, nel lontano 1995, ci restituiscono sonoritá e atmosfere del più classico dei progressive, che credevamo ormai perdute nel tempo. di più
Registrato ai Fleetwood studios di Boston, 'Waleeco' è l'unico LP rilasciato da questa band di rock psichedelico del Massachussets nel lontano 1968). Un piccolo gioiello del genere e per quanto mi riguarda una fantastica scoperta. Undici tracce di sonorità psichedeliche tipiche di quegli anni tra Byrds e Buffalo Springfield e deviazioni che sono già Velvet Underground ('Midnight Hour', 'In My Window') fino a quelli che sono episodi più evocativi come 'Satori' e 'Portrait in Grey' e che anticipano alcune sperimentazioni poi divenute tipiche nel genere. Bellissimo.

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Paul Rudd è uno di quegli attori del nuovo cinema americano che considero multi-uso e che ti puoi trovare in film differenti e che possono andare dalle produzioni indipendenti e a volte anche impegnate alla commedia romantica più banale e scontata possibile. In questo bel film di Rob Burnett è Ben, un assistente sociale che fa da badante a un ragazzo di nome Trevor (Craig Roberts) affetto da distrofia muscolare. Ben convincerà Trevor a vincere le sue resistenze e i due intraprenderanno un lungo viaggio fino a quella che è 'la buca più grande del mondo' (credo sia la Morning Glory Pool nel Wyoming, Yellowstone Park). Una esperienza on the road che segnerà la vita di entrambi. Nel cast c'è anche la star dei giovanissimi Selena Gomez. Non pretende di strappare lacrime, e forse proprio per questo è un film riuscito. di più
Film diretto da Louis Leterrier e con un ricco cast composto dai vari Mark Ruffalo, Morgan Freeman, Jesse Eisenberg, Isla Fisher, Melanie Laurent, Michael Caine, Dave Franco e Woody Harrelson. Spicca su tutti l'interpretrazione del primo, attore che considero uno dei più bravi attori in circolazione, e quella del solito Harrelson. Bene anche Morgan Freeman, ma non è una novità. Film ambizioso e a tratti pure spettacolare che racconta di un gruppo di quattro maghi che in una storia impelagata tra finzione e realtà compiono delle rapine durante i loro spettacoli. La parte iniziale è bella e affascinante, ma il film si perde diventando una specie di action movie con i soliti inseguimenti in auto visti e rivisti mille volte. Recupera qualche punto nel finale, ma il mio giudizio nel complesso è insufficiente. Si poteva fare di meglio. di più
Osso fondamentale del braccio di più
Percorso fiabesco attraverso il meglio che il new progressive dei Pendragon possa offrire. Chi cerca fracassate metallare è meglio che vada altrove. Bellissimo (a parte la copertina...) di più
Un doppio ricchissimo, una vera e propria summa degli insegnamenti del grande progressive. Tantissimi Yes, qualche spruzzata del Gigante Gentile qua è là, il tutto mescolato sapientemente alle migliori citazioni dei Caravan e della Scuola di Canterbury. Magistrale e godibilissimo. di più
Considerato il rocker italiano d'eccellenza. Mah? Molti dubbi... l'ho sempre odiato.
Questo "lavoro" comunque è passabile. di più
Una pazza stralunata di più
Madò, che bello! di più
Enormi, grandissimi. Psychocandy è un album epocale, capace di dividere la storia del rock in un prima e un dopo. di più
Non avevo mai ascoltato nulla della sua produzione solista, ma avevo sempre guardato con simpatia a questo cantautore. Ho ascoltato questo disco più per curiosità che altro e ne sono stato colpito molto positivamente, tanto che lo considero uno dei migliori dischi di musica cantautorale italiana più o meno recente io abbia ascoltato nell'ultimo periodo. Alcune tracce mi hanno fatto pensare ai migliori episodi dei Perturbazione ('Ha perso la città', 'Facciamo finta', 'Una mano sugli occhi'), altre rimandano inevitabilmente alla tradizione cantautorale italica e autori fondamentali come De Gregori (penso a 'Vince chi molla'), ma in realtà tutto è comunque soprattutto farina del suo sacco, da 'Una somma di piccole cose' a 'Le cose non si mettono bene', 'Le chiavi di casa', e segno di una maturità artistica che penso sia oramai cosa riconosciuta. di più
Non conoscevo questa band norvegese, fino a quando non ho ascoltato questo disco qui, 'Industrial Silence', uscito nel 2000 via Virgin Records e prodotto da un big come John Agnello. Impossibile, ascoltando, non pensare a Nick Cave per le affinità nel timbro vocale del frontman Sivert Hoyem con quello del songwriter australiano. Non c'è nella loro musica tuttavia quello stesso furore dei Bad Seeds oppure di band come Gallon Drunk o gli stessi Grinderman, bensì un approccio di tipo diverso. Ci sono atmosfere crepuscolari suburbane degne di Afghan Whigs e di una certa musica americana degli anni settanta (penso anche al grande Ry Cooder) qui aggiornata secondo canoni estetici e musicali più moderni. Veramente bello, una grossa sorpresa per quanto mi riguarda. Guadagna punti a ogni ascolto. di più
Ultimo EP degli Strokes pubblicato dalla etichetta indipendente fondata e di cui è titolare Julian Casablancas (la Cult Records). Contiene tre tracce inedite, 'Drag Queen', 'Oblivius' e 'Threat of Joy' oltre che un remix della stessa 'Oblivius' e opera del batterista della band Fabrizio Moretti. Si tratta del ritorno di una delle band più osannate e allo stesso tempo criticate degli ultimi quindici anni e da cui personalmente pure apprezzandone gli esordi, non mi sono mai aspettato granché. Le tre tracce sono tutto sommato ascoltabili e l'EP nel suo complesso gradevole, riprendendo sonorità che poi sono quelle proposte dalla band nel corso degli ultimi lavori e quel solito retrogusto tipicamente 'ruffiano' che questi newyorkesi qui si sanno spendere bene. di più