Niente male di più
Vorrei dare un voto più basso. Vorrei. Ma non posso. Non li ho mai adorati, ma ci sono affezionato. Troppe volte li ho visti dal vivo. Troppe volte ho cantato le loro canzoni a squarciagola. Come si fa a non farsi piacere canzoni come "Utopia" non riesco a concepirlo. di più
Simpatici cazzoni di più
7'' clandestino contenente tre tracce tra cui una cover di Johnny Thunders, 'Too Much Junkye Business', rilasciato - presumibilmente - nel 1989. Mostra in breve tutto il campionario della band. di più
Brava e bella di più
Un pó troppo copione per i miei gusti, ma ha un modo di cantare piuttosto coinvolgente e diverse canzoni ben sopra la media. Tutto sommato c'è ben di peggio. di più
Disco d'esordio della J. Geils Band. Il sound della band è splendidamente grezzo e per lo più volto verso sonorità rhytm & blues. Su tutto domina la chitarra di J. Geils ('Serves You Right To Suffer', 'First I Look At the Purse') e impazza l'armonica di Richard 'Magic Dick' Salwitz ('Sno-Cone'). di più
Secondo disco della J. Geils Band del chitarrista J. Geils e del vocalist Peter Wolf, sempre più centrale nelle dinamiche del gruppo e praticamente autore di quasi tutte le canzoni dell'album. Uscito su Atlantic nel 1971, è un mix di sonorità rhytm & blues e acidità garage rock'n'roll Stones-MC5. Un must per gli amanti del genere. di più
Capolavoro del rock psichedelico,gruppo memorabile come pochi di più
La psicadelia era diventata la loro essenza: MAESTOSI... di più
sembra interessante di più
Tratto da omonimo romanzo di Joe R. Lansdale, thriller diretto da Jim Mickle con Michael C. Hall, Sam Shepard, Don Johnson. La trama è imprevedibile e un succedersi di colpi di scena con un finale esplosivo, che tuttavia non costituisce poi il vero punto di forza di questa storia ingegnosa e ben raccontata. di più
Il disco (venti tracce) è una autobiografia immaginaria del leggendario James Charles 'Jimmie' Rodgers, noto anche come 'The Singing Brakeman', 'The Blue Yodeler' e 'Father of Country Music'. Figura in qualche modo seminale per quello ch eriguarda il country ed il country folk. Ma Rodgers moriva nel 1933, era un bianco e il suo sound era inevitabilmente condizionato e calato nella realtà dei suoi tempi e il tentativo di Paul Burch, visto pure nell'ottica autobiografica richiamata, non fa altro che rendere questo lavoro obsoleto, inascoltabile, persino irritante. di più
Shrek is love, Shrek is life. It's not ogre. It's never ogre. di più
Di solito trascurato al cospetto dei magniloquenti lavori successivi, questo disco è però già incredibilmente denso e rifinito nei dettagli. Claustrofobico, sperimentale, efficace: un grande debutto. di più
Unico. Pelle d'oca. di più
Non è il disco che preferisco di Donovan, e forse (dico forse) neppure il suo lavoro migliore, ma ci troviamo chiaramente di fronte a uno dei dischi fondamentali della psichedelia degli anni sessanta (Paul McCartney è tra le guest del disco) e a quello più influente tra quelli del songwriter scozzese. di più
Dalla Tunisia con Progressive di più
Cinque tunisini con le palle di berillio. Una primavera Araba prog-hard? di più