Subito la nota dolente di un disco per il resto splendido: quella voce "in falsetto" di Tim Aymar che non riesco ad apprezzare. E' l'ultimo lavoro dove si può ammirare l'arte musicale di quell'assoluto genio che era Chuck Schuldiner; un evoluzione tecnicamente ineccepibile degli ultimi dischi dei Death. Heavy-power metal suonato da musicisti di livello da me non quantificabile, da tanto enorme. Brani lunghi, intricati, come l'iniziale "Consumed" o la conclusiva title track...Testamento sonoro...
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