Copertina di Depeche Mode The Best of Volume 1
Il Tarantiniano

• Voto:

Per fan di depeche mode, appassionati di new wave e rock anni '80, neofiti della band e amanti delle compilation musicali.
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LA RECENSIONE

Non starò qui a parlare della suddetta band che, a mio avviso, ha avuto il suo momento illuminante attorno al 1987 fino alla fine dei '90, quando cavalcò l'onda della fresca new wave anni '80, fino a trasformarsi in un complesso più dark e orientato più verso il rock. Questa hits non è perfetta, ha grandi mancanze ("Useless", "Policy Of Truth" e "In You Room" su tutte), ma riesce comunque a fare entrare l'ascoltatore nel mondo di questa fantastica band, alla quale sono molto appassionato.

Si inizia in formissima con "Personal Jesus", una delle canzoni simbolo e apici del gruppo, con un riff indimenticabile; prosegue "Just Can't Get Enough" e "Everything Counts": la prima una simpatia hit da classifica, mentre la seconda il primo esperimento fondamentale del gruppo, ricca di campionamenti e di un ritornello splendido. Ma con "Enjoy The Silence" l'atmosfera si fa più magica: molto cupa ma incredibilmente affascinante. Interessante "Shake The Disease", già apparso in una vecchia hit del '85, come "See You", uno dei primi grandi successi dei Depeche Mode.

Ma è con "It's No Good" e "Dream On" che il gruppo regala altre intense emozioni: la prima un capolavoro, la seconda sembra quasi una colonna sonora di 007, anche se niente di esaltante. Direttamente da "Some Great Reward" abbiamo l'intensa e martellante "People Are People" e la memorabile e acida "Master And Servants" (finale strepitoso). Nel corso del disco seguono poi i singoli di miglior successo commerciale dei DM nei vari rispettivi album: la rabbiosa e graffiante "I Feel You" e l'ipnotica "Walking In My Shoes" direttamente da "Song Of Faith And Devotion" (l'album della rinascita), la splendida "Precious" e la controversa "Suffer Well" direttamente da "Playing The Angel", e altri pezzi da novanta ("Strangelove", "Never Let Me Down Again"), più un inedito, non eccezionale, ma comunque d'effetto ("Martyr").

Per chi quindi si vuole avvicinare ai Depeche Mode dia un ascolto a questo album, ma non basatevi principalmente su queste canzoni: I Depeche Mode hanno fatto tanto....e continuano a farlo sempre e solo come loro sanno fare!

"Words are very unnecessary....they can only do harm!"

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Riassunto del Bot

Il Best of Volume 1 dei Depeche Mode offre una selezione di hit essenziali che ben rappresentano l'evoluzione della band dagli anni '80 al rock più dark. La raccolta non è perfetta, mancando pezzi importanti, ma resta un'ottima introduzione al loro mondo per appassionati e neofiti. Brani come "Personal Jesus" e "Enjoy The Silence" sono evidenziati come punti alti dell'album, mentre l'inedito "Martyr" non spicca particolarmente. L'autore consiglia di approfondire l'intera discografia per cogliere appieno la loro grandezza.

Depeche Mode

Depeche Mode sono una delle band più importanti e longeve nate in Gran Bretagna all’inizio degli anni ’80, pionieri del synth-pop, trasfiguratori di elettronica, interpreti di epoche oscure e paladini di esistenze notturne dai club al rock da stadio. La formazione storica include Dave Gahan, Martin Gore, Andrew Fletcher e in gran parte degli anni ’80 e ’90 Alan Wilder.
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