Copertina di Der Blutharsch When Did Wonderland End?
Cervovolante

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Per appassionati di musica alternativa, fan di martial-industrial e neo-folk, collezionisti di album di culto, amanti delle sonorità post-punk e new wave
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LA RECENSIONE

When Did Wonderland End? del 2005 è il disco della svolta dei Der Blutharsch. Fino ad allora la macchina di Albin Julius, un vero e proprio panzer schiacciasassi martial-industrial, si era caratterizzata per un sound dirompente a base di campionamenti orchestrali, elettronica e canzonette d’epoca nazista. La formula incominciava a dare qualche segno di stanchezza come nel controverso Time Is Thee Enemy!, da alcuni adorato da altri ritenuto approssimativo. In ogni caso in When Did Wonderland End? il musicista austriaco ha corretto il tiro virando il progetto verso una maggiore immediatezza musicale e componendo delle vere e proprie canzoni. All’epoca il rapporto con Douglas P. non era ancora compromesso (d’altra parte Douglas P. ha litigato con tutti!). Per l’occasione Albin Julius (voce, synth, percussioni) si avvale della collaborazione di Marthynna (voce, percussioni), Bain Wolfkind (voce, chitarra, percussioni) e del bravissimo Joerg B. (chitarra, basso).

Il suono di Carillon che riecheggia la celebre “Lili Marlene” introduce il disco e la bellissima seconda traccia (come da tradizione Blutharsch senza titolo), una marcia deflagrante impreziosita dal violino suonato dall’ospite Matt Howden. Il brano successivo ha un bel basso pulsante molto post-punk e ci mostra i Blutharsch accessibili, pop e new wave come non lo erano mai stati. La sesta traccia è una gradita sorpresa ovvero la cover di “Frost Flowers” dei Death In June proveniente dallo splendido Take Care And Control del 1998 con Marthynna alla voce mentre nella settima troviamo la chitarra incisiva di Joerg. B. protagonista. L’ottava è poi uno strepitoso brano neo-folk mentre nella nona troviamo atmosfere molto “morriconiane” e western. D’altra parte Morricone è sempre stato un punto di riferimento per la scena neo-folk. Nella penultima traccia tornano invece i ritmi martial-industrial. La vera e propria sorpresa è la ghost track finale ovvero una cover ben suonata ma con inconfondibile accento crucco di “La barca” di Adriano Celentano!!! Non so se si tratti di un omaggio o di una presa in giro (propendo per la seconda ipotesi) ma il tutto è molto divertente.

A partire dal successivo The Philosopher’s Stone le cose cambieranno ulteriormente e i Blutharsch muteranno ancora pelle abbracciando forme sonore decisamente rock. Disponibile su Bandcamp: https://derblutharsch.bandcamp.com/album/when-did-wonderland-end.

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Riassunto del Bot

Quando hanno pubblicato 'When Did Wonderland End?' nel 2005, i Der Blutharsch hanno segnato una svolta rispetto ai precedenti lavori. Albin Julius ha abbandonato parzialmente il sound martiale per introdurre elementi più accessibili e canzoni strutturate, con influenze neo-folk e pop. L'album presenta collaborazioni interessanti e cover sorprendenti, tra cui una versione ironica di Celentano. Un disco che mostra la versatilità e la crescita artistica della band.

Tracce

01   Untitled (00:26)

02   Untitled (01:51)

03   Rush (Der Blutharsch Remix) (03:22)

04   Untitled (08:50)

05   Untitled (04:10)

06   Untitled (04:11)

07   Untitled (04:45)

08   Untitled (01:34)

09   Untitled (02:46)

10   Untitled (03:50)

11   Untitled (03:30)

12   Untitled (04:22)

13   So Bring Your Iron Rain Down Upon Me (00:00)

Der Blutharsch

Progetto austriaco fondato dal viennese Albin Julius. Dalle prime uscite (1997) definite dal martial/post‑industrial a forte immaginario bellico, evolve verso forme più canzone e poi rock/psichedeliche. Le attività terminano nel 2022 con la morte di Julius.
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