Copertina di Dire Straits Communiquè
AJM

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Per appassionati di musica rock classica, fan dei dire straits, cultori di chitarra e musica anni ’70
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LA RECENSIONE

L'inaspettato trionfo del primo disco omonimo spinge la band londinese capitanata da quel Mark Knopfler che già suscita curiosità a destra e a manca a rifugiarsi subito in studio (alle Bahamas) per cercare di dare un seguito a quella scia di elogi cominciata sul re minore di "Sultans of Swing" neanche un anno prima. Come è lecito aspettarsi, questo secondo lavoro dei Dire Straits prosegue sulla via del primo, riproponendo in sostanza lo stesso stile del suo predecessore e ritoccando qualcosa quà e là. Sicuramente non è ascoltando "Once Upon A Time In The West" che ci si rende conto che Mark Knopfler può dare di più di quanto non abbia già dato finora; la canzone d'apertura è infatti un punto di legame fin troppo esplicito con il disco precedente, un incedere lento e ritmato che ricorda "Wild West End", con la Fender che dice la sua di tanto in tanto.
"News", al secondo posto, già crea un'atmosfera delicata che nel primo album era sconosciuta, le dita di Knopfler toccano le corde in modo dolce e la voce a volte sembra abbia paura di farsi sentire troppo. Successivamente questo pezzo, uno dei migliori del disco, verrà dedicato a John Lennon.

Lo stile Dire Straits è in evoluzione, lenta per ora, ma comunque in evoluzione: una tonalità oscura domina tutta "Where Do You Think You're Going" e solo verso la fine una coda strumentale incalzante lancia qualche schiarita. La canzone ha una corporatura acustica e country scolpita da una chirarra Dobro che comincia a diventare uno dei marchi di fabbrica di Mark Knopfler, il quale la riproporrà anche in quella che è una delle perle del disco: "Portobello Belle" in settima posizione, un fiore.
Le innovazioni proposte da "Communiquè" sono lievi, ma brani come "Angel Of Mercy", allegra e sostenuta, difficilmente avrebbero trovato spazio sul disco d'esordio, molto più propenso ad ospitare pezzi come la notturna e misteriosa "Single Handed Sailor" (altro picco del disco) o la title-track, deliziosa marcia di quelle su cui ti viene spontaneo tenere il tempo battendo il piede. "Lady Writer" sarebbe anche un pezzo notevole se non avesse avuto il tremendo compito di sostituire "Sultans of Swing" all'interno di questo nuovo lavoro; la povera Signora Scrittrice è stata infatti scelta come singolo di lancio e con un predecessore del genere è quasi impossibile fare un'altrettanto bella figura, bisogna solo cercare di non deludere senza aver la pretesa di stupire. Se l'obiettivo è questo "Lady Writer" ce l'ha fatta, purtroppo non ha mai goduto di grande considerazione neanche da parte dello stesso Knopfler, il quale le ha sempre preferito altri brani da infilare nelle sclalette delle esibizioni live.

E' il 1979, l'anno dopo l'esordio, e i Dire Straits confermano di esserci, Mark Knopfler strizza l'occhio a JJ Cale per la tecnica e a Bob Dylan per i testi e si inventa uno stile rimasto per ora unico, di quelli che riconosci subito appena inizia una sua canzone alla radio.
E l'ascesa è lì dietro l'angolo.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza Communiqué, secondo album dei Dire Straits, sottolineando la continuità stilistica con l'esordio e le lievi innovazioni introdotte. Brani come "News" e "Single Handed Sailor" emergono come punti di forza, mentre "Lady Writer" non raggiunge l'impatto di "Sultans of Swing". Mark Knopfler si conferma artigiano del suono, con uno stile in lento ma chiaro sviluppo. Il disco conferma la solidità della band nell’anno successivo al debutto.

Tracce testi video

01   Once Upon a Time in the West (05:18)

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03   Where Do You Think You're Going? (03:48)

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07   Portobello Belle (04:27)

08   Single-Handed Sailor (04:45)

09   Follow Me Home (05:42)

Dire Straits

I Dire Straits sono un gruppo rock britannico fondato nel 1977 da Mark Knopfler, noto per l'inconfondibile stile alla chitarra, fingerpicking e brani iconici come 'Sultans of Swing'.
43 Recensioni

Altre recensioni

Di  claudio carpentieri

 Dopo questo breve cenno storico, passiamo alla musica!

 Where Do You Think You’re Going: una di quelle bellissime cavalcate country western, dove la semplicità e la lucentezza degli assoli di chitarra mette in luce uno dei momenti topici della carriera knopfleriana.


Di  Rudy Basilico

 Quanta nostalgia per questi album da 40 minuti, densi di idee e di musica, e non gonfi di riempitivi come accade agli odierni CD.

 Un disco fresco, penso più orecchiabile rispetto al fratello maggiore, con un Mark Knopfler poco pop e molto Dylan.


Di  Ocean

 Siano benedetti i dischi con 9 canzoni.

 Il professor Knopfler ci regala non solo magnifica musica ma anche ottimi versi.


Di  Knopfler76

 "Perfino la batteria di Pick Withers è magica, nitida, netta, una carezza nella notte."

 "La chitarra prima satura i colori, per poi dilatarne la consistenza in un caleidoscopio di sensazioni che ci pungono la pelle."


Di  Knopfler76

 "Le prime tre tracce, una via l'altra, con 'Once upon a time in the west', che ti ha fatto innamorare subito, senza compromessi."

 "La batteria di Pick Withers è magica, nitida, netta, una carezza nella notte."