Un gioiellino di 9 canzoni – siano benedetti i dischi con 9 canzoni – bistrattato da Knopfler come una “copia carbone del precedente”. Se proprio vogliamo usare la sua metafora, possiamo definire “Communiqué” la bella copia del precedente.
Se è vero “Lady Writer” non regge il confronto con “Sultans of Swing” come leading track, è altrettanto vero che il resto di “Dire Straits” esce distrutto dal confronto con questa delicata rivisitazione e/o contaminazione di folk, blues e jazz.
Due gradevolissimi pezzi nella norma (“Communiqué” e “Angel of Mercy”) accanto ad una poliedrica sequenza di classe allo stato puro: la già citata “Lady Writer”; l’incanto acustico di “Portobello Belle” (che in “Alchemy Live” sarà arricchito da un suggestivo assolo di sax); l’incanto acustico-elettrico di “Where Do You Think You Are Going?” (col suo finale da brividi con tempo raddoppiato); gli arpeggi blues di “News” e “Follow Me Home”; la superba mistura di chitarre blues-jazz di “Once Upon a Time in the West” (bella copia di “Wild West End”); e la delizia bluesy con accompagnamento jazzy di “Single Handed Sailor” (con il suo indimenticabile assolo finale).
Il professor Knopfler (con la sua laurea in letteratura) ci regala non solo magnifica musica ma anche ottimi versi: la preghiera alla Vergine di ““Once Upon a Time in the West”; la sfida al destino di “News”; l’amore lacerato di “Where Do You Think You Are Going?”; il ritratto femminile di “Portobello Belle”; il desiderio d’amore in una notte di passione di “Angel of Mercy”; il romantico invito ad una donna di “Follow Me Home”.
Se non il migliore, senz’altro il lavoro più completo dei Dire Straits, con almeno due pietre miliari (“Once Upon a Time in the West” e “Single Handed Sailor”).
Dopo questo breve cenno storico, passiamo alla musica!
Where Do You Think You’re Going: una di quelle bellissime cavalcate country western, dove la semplicità e la lucentezza degli assoli di chitarra mette in luce uno dei momenti topici della carriera knopfleriana.
Quanta nostalgia per questi album da 40 minuti, densi di idee e di musica, e non gonfi di riempitivi come accade agli odierni CD.
Un disco fresco, penso più orecchiabile rispetto al fratello maggiore, con un Mark Knopfler poco pop e molto Dylan.
Lo stile Dire Straits è in evoluzione, lenta per ora, ma comunque in evoluzione.
"Lady Writer" ce l’ha fatta, purtroppo non ha mai goduto di grande considerazione neanche da parte dello stesso Knopfler.
"Perfino la batteria di Pick Withers è magica, nitida, netta, una carezza nella notte."
"La chitarra prima satura i colori, per poi dilatarne la consistenza in un caleidoscopio di sensazioni che ci pungono la pelle."
"Le prime tre tracce, una via l'altra, con 'Once upon a time in the west', che ti ha fatto innamorare subito, senza compromessi."
"La batteria di Pick Withers è magica, nitida, netta, una carezza nella notte."