Copertina di Dream Theater Falling Into Infinity
Federico95

• Voto:

Per appassionati di progressive metal, fan di dream theater, ascoltatori interessati all'evoluzione musicale della band
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LA RECENSIONE

Esce nel 1997 "Falling Into Infinity", il disco più controverso della storia dei Dream Theater. Il disco in questione è stato molto criticato dai fans perchè presenta sonorità molto più commerciali rispetto ai precedenti capolavori "Images And Words" (1992) e "Awake" (1994).

Devo dire che è vero, sono stati composti molti brani easy-listening durante le sessioni di registrazione dell'album (come si può capire ascoltando l'album per il fan club Cleaning Out The Closet), come le ballads "Take Away My Pain", tra i brani più belli dell'album e "Hollow Years" (che sinceramente non mi è mai piaciuta in quanto troppo"sdolcinata"), "You Not Me", che, senza esagerare, definisco come uno dei peggiori pezzi mai scritti dai Dream Theater, e "Just Let Me Breathe", che presenta un buon hard rock, rivelandosi però alla fine un pò noiosa e ripetitiva.

Le canzoni migliori dell'album sono quelle che esaltano la vena progressive del gruppo (eccettuata la opener "New Millennium", che si lascia ascoltare, ma non lascia il segno). Sto parlando di "Peruvian Skies", canzone lenta che crea atmosfere molto suggestive, l'aggressiva "Burning My Soul" e la breve strumentale "Hell's Kitchen", che alterna il virtuosismo dei quattro strumentisti a emozioni da pelle d'oca (che, purtroppo, i Dream Theater dopo l'album "Metropolis Pt.II" non riusciranno più a donarci, se non in casi rari).

Ma i veri capolavori si trovano nelle due suites dell'album: "Lines In The Sand" e "Trial Of Tears".
La prima è aperta da un'ottima parte di tastiera di Derek Sherinian, e alterna elementi prog agli elementi commerciali delle canzoni precedentemente citate per dodici minuti, senza mai risultare scontata, complice anche un riff di chitarra eseguito per quasi tutta la canzone, veloci scale di tastiera e rullate di batteria.
Nonostante ciò la migliore canzone dell'album è la conclusiva "Trial Of Tears", una delle poche canzoni a presentare i testi del bassista John Myung, che ad ogni sua canzone scrive dei veri e propri poemi (vedere "Learning To Live" e "Lifting Shadows Off A Dream"). In questa canzone si raggiungono picchi di emozione altissimi, specialmente nella parte centrale "Wasteland" e nel ritornello meraviglioso. Dopo aver sentito questa canzone si ha come una sensazione di vuoto...

In conclusione ci troviamo di fronte ad un album molto buono, di certo non il migliore dei Dream Theater, ma comunque molto godibile. Il voto effettivo sarebbe un 3.5, che però lascio a 3 per le molte canzoni mediocri presenti al suo interno.

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Riassunto del Bot

Falling Into Infinity del 1997 è l'album più controverso dei Dream Theater, a causa delle sue sonorità più commerciali rispetto ai lavori precedenti. La recensione apprezza alcuni brani progressive e le due suite, ma critica diverse canzoni troppo semplici o ripetitive. Pur non essendo tra i migliori, l'album rimane godibile con momenti di virtuosismo e intensità emotiva.

Tracce testi video

Dream Theater

Dream Theater è una band progressive metal formatasi negli Stati Uniti nel 1985, nota per il virtuosismo tecnico e i concept album. Ha contribuito a definire e diffondere il progressive metal a livello mondiale.
160 Recensioni

Altre recensioni

Di  MetallAro

 Il principale errore, a mio parere, sta negli stupidissimi quanto inutili effetti tecnologico-futuristici, opera di Sherinian.

 Hell's Kitchen è un capolavoro strumentale veramente bello ed indiscutibile, la più bella traccia del disco.


Di  petrucci

 Nonostante molta gente sottovaluti questo disco bisogna dire che rivela sempre nuove ed interessanti sorprese.

 Hell's Kitchen è una delle migliori canzoni strumentali dei Dream Theater, non stanca neanche dopo molti ascolti.


Di  STIPE

 "Un disco molto bello, struggente e malinconico."

 "Hell's Kitchen è un pezzo strumentale fantastico, che da solo vale tutto ciò che di buono si dice del disco."


Di  Dreamtheater

 "Hell's Kitchen è certamente la miglior cosa dell'album e una delle più belle strumentali del quintetto americano."

 "Non si può definire un fallimento perché le buone idee sono presenti, ma neanche un capolavoro per ovvi motivi."


Di  splinter

 Se non vi piace vuol dire che siete troppo tradizionalisti e poco aperti alle innovazioni.

 Dai, poi così tanto male questo disco non è; spero che questa recensione costituisca un invito a rivalutare quest'album.