egebamyasi

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Ultravox Vienna
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Alex, io pure. Ma per il mal di reni. A 26 anni? Già, a 26 anni porca miseria!
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Aprii quel forum per curiosità, per vedere le reazioni della gente. Spesso si associano gli anni 80 alla spazzatura. Questo pregiudizio in parte non è del tutto sbagliato. Gli anni novanta a livello di qualità sono nettamente superiori. Pensa, a proposito di locali, che un mesetto fa circa mi venne la felice idea di portarmi dietro tutta roba post rock, per fare l'apertura. Risultato? Dopo 2 pezzi arrivò il proprietario a dirmi di cambiare subito genere! Però come mi sono divertito a vedere la sua faccia! Il bello degli anni 80 (e in tutta la musica in generale) è l'opera di filologia musicale che si può compiere. Scoprire cioè che un certo tipo di approccio, di sonorità, erano state, consapevolmente o inconsapevolmente già intuite a quel tempo. E' una cosa che almeno personalmente mi dà molta soddisfazione. Perchè aiuta ad aprire gli orizzonti, creare collegamenti, tracciare meglio i riferimenti.
A proposito del buono. Se ti piace l'elettronica spendilo per il primo degli OMD, si, proprio quelli di Enola Gay, è un disco davvero molto bello, glaciale, con un suono di synth splendido, un pò grezzo, ma il suo fascino sta anche lì.
Ultravox Vienna
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Certo, "Vienna" tiene eccome. In questo genere loro erano i migliori. Prova a leggere la mia recensione di "Warp" dei New Musik. Trattasi di uno di queii famosi dischi "underground" di cui ti parlavo prima. Non è esattamente simile a questo, ma all'epoca era veramente "avanti", più di questo.
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Altra cosa Alex. Riguardo i locali "alternative". Ti posso assicurare, e parlo con cognizione di causa perchè sono un dj, che oggi sono veramente pochi. Certo che ci starebbe bene, ma per la maggior parte della gente questi suoni sono "difficili". ora, non voglio fare lo snob del cazzo, però ti assicuro che io nella mia CDteca ho dischi anni 80 molto più "underground" di questo, che effettivamente underground non è. Ebbene li passo per i muri del locale, perchè la maggior parte delle persone non ha orecchie. I gestori oggi non se ne fottono un cazzo del prestigio che può assumere un locale per via della musica che propone, volgiono solo soldi, a costo di passare anche Povia. Se ne sbattono. Aggiungi a questo desolante paesaggio che la mazzata finale è inferta dal dilagante diffondersi dei balli latino-americani, assolutamente non nocivi di loro, ma deteriori nel senso peggiore del termine, in riferimento all'accozzaglia di grezzi lampadati e di troiette sculettanti con livello intellettivo prossimo allo zero che attirano.
Ultravox Vienna
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Poi: la storia del volume presa in esame da te riguarda solo una parte del missaggio finale, cioè il livello di registrazione. Il missaggio, penso tu lo sappia, riguarda il volume dei singoli strumenti, la scena che si vuole dare. diverso ancora è il discorso dell'editing, cioè della masterizzazione. Il cd da te preso in esame, "Lament" degli Ultravox, è sicuramente una vecchia copia della Chrysalis Record in giacenza da anni nei magazini italiani. Trattasi di un'edizione di vent'anni fa. Di quel disco è uscita una ristampa della EMI GOLD nel 1997 che invece a livello di suono è tutt'altra cosa, perchè ha subito un processo di rimasterizzazione che l'ha migliorata. Attento però: non sempre una rimasterizzazione fa miracoli. Se il disco FU registrato male all'epoca si può fare molto meno in fase di ristampa. Spesso poi le grandi etichette pompano la dinamica a mille ed uno è pronto ad esclamare: "cazzo, come si sente!" Niente di più sbagliato. Oppure aumentano il livello. Alex, non farti impressionare dal VOLUME, è questo che voglio dirti. Un disco che ha un livello di registrazione alto, non è affatto sicuro che abbia tutti gli altri parametri a posto. Per altri parametri intendo, dinamica, trasparenza, distorsione, e via dicendo. E' da questi parametri che si giudica la qualità della registrazione di un disco. A questo proposito, prova ad ascoltarti un disco dei Blue Nile, un gruppo pop scozzese formatosi negli anni 80. "Hats", un loro disco dell'89, tra l'altro molto bello nel suo genere, non è stato mai ristampato, ha 16 anni, ma gli fa il culo a tarallo a qualsiasi disco rimasterizzato dalle major negli anni 2000. Eppure è VECCHIO, con un booklet poco attraente ed una confezione scarna. Ma SUONA BENE.
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Ascolta Alex, mi piace il tuo modo di intervenire. Sei entusista, si vede che ti piace la musica. Allora: per quanto riguarda il suono 5+1 stai attento. I negozianti vendono frittelle e le persone, specialmente in una società di merda come quella di oggi, sono cariche di ignoranza. Il suono stereo è ancora oggi il metodo preferito dagli amanti di musica per la riproduzione. Teoricamente unimpianto 5+1 sarebbe superiore, a patto che tu sia disposto a spendere fior di quattrini per un ottimo ( e ripeto, ottimo) riproduttore di Super Audio Cd, coadiuvato da adeguati diffusori di qualità e relativa componentistica. Ma una volta ottenuto questo risultato, dove li trovi i Cd da riprodurre. Questo formato è nettamente superiore al vecchio cd (e non scendo in disquisizioni tecniche troppo approfondite) ma mancano i supporti. La gente oggi è tutta presa dalla voglia di avere "tanto in poco spazio", figurati se è disposta a stare attenta alla maggiore risoluzione che offirebbe un SACD. Attento però, sempre che si tratti di un "ottimo SACD", e non di quelli da supermercato, perchè un impiantino stereo ben tarato dal costo contenuto gli fa un culo così. Capito? Quindi se vuoi un consiglio orientati verso la soluzione stereo.
Ultravox Vienna
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Alex, ti ringrazio della stima. Il fatto è che ultimamente ho poco tempo. Magari durante le vacanze di natale... Ti piace la new wave?
Kraftwerk - Organisation Tone Float
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Ho letto tutta la discussione e dopo mezz'ora di lettura riassumo in sintesi il dibattito: ha ragione caz.
Fabrizio De André Non al denaro non all'amore nè al cielo
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E' vero Hal, quell'immagine è bellissima. Ricordo che rimasi folgorato non appena ascoltai quelle parole. Hai ragione, lo sguardo fa la differenza.
Throbbing Gristle 20 Jazz Funk Greats
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geff la maledizione industriale è quella che colpisce le città industriali. Prova a chiedere alla madre di un mio amico se non è una maledizione perdere un figlio a 25 anni su un nastro trasportatore oppure alla moglie di un povero operaio morto di cancro per inalazione d'amianto. Prova prova, poi vediamo se hai ancora voglia di fare lo sborone.