gbrunoro

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Edgar Allan Poe I Racconti del Mistero
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@Odraek
trovi tutte le info sul link nella scheda del libro, quello chiamato "la scheda del libro nel sito dell'editore". la casa editrice comunque è Good Mood Edizioni Sonore e la collana si chiama Libri in Auto.
Edgar Allan Poe I Racconti del Mistero
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@cazpuntini
ok, questo ultimo commento ci sta tutto. direi che ci siamo e iniziamo a capirci. poi quando parlavo di radio mi riferivo ai network italiani, che è il mondo che conosco meglio. E comunque credo che tra industria e artigianato della musica ci sia una via di mezzo, anche se mi sembra che la tua sia una divisione molto sensata. Sono d'accordissimo con il discorso del "re del no-mainstream", che oggi come oggi viene accentuato alla grandissima dalla rete e dal fenomeno della coda lunga e che offre molte più possibilità ai superartigiani.
Ah, giusto per, io ho recensito anche Miguel Bosé o i Maiden ma ascolto anche i Beer for dolphins o gli Acqua fragile, adoro Purple e Satriani ma mi piacciono moltissimo anche Michael Hedges e la Mano Negra... insomma, capisco bene le differenze di cui parli.
Edgar Allan Poe I Racconti del Mistero
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Interrompere un tour perchè ci stai rimettendo non significa non riuscire a vivere della propria musica. Mi semba abbastanza evidente. Come è palese che (in Italia) Zappa non è stato mai cagato da nessun network radiofonico: si sono svegliati tutti soltanto dopo la sua morte (tipico dell'italiano medio), e per lo più si limitano a passare Love of my life nell'anniversario della sua scomparsa. Non mi risulta che Zappa fosse ospite fisso a Radio Deejay, Radio1, Radio2 o Rtl. Né che i suoi dischi siano mai stati in programmazione. Che poi in America fosse passato nelle radio è vero, ma non certo nelle radio mainstream (quelle che facevano vendere i dischi, per intenderci). Ma negli Usa era anche ospite al SNL e in molti altri programmi tv, questo non significava però che venisse invitato tutti gli anni a Sanremo come superospite. Insomma, parliamo pure di nozioni: non venire a fare il precisino con me (su Zappa poi...).
Altro discorso: il mercato "serio" della musica non esiste. Esiste il mercato della musica e basta. Finora il mercato si basava sulle vendite dei dischi per l'80% e sui live per il 20%: i gruppi che vendevano meno puntavano molto sui live per guadagnare, e le proporzioni si invertivano dato che avevano un pubblico molto fidelizzato. Ora le cose sono cambiate proprio perché i dischi non si vendono più, cosa che comunque ha influenzato pesantemente anche quelli che vendevano già meno copie in passato.
Altro punto: si ristampano dischi improbabili e li si riesce a vendere perchè internet ha annullato i costi di distribuzione e di veicolazione del prodotto, non c'entra una mazza il fatto che la musica sia scaricabile o meno. E questo permette anche ai vari gruppi di avere maggiori margini di guadagno sui dischi, quindi vendendo meno copie riesci comunque ad avere un margine maggiore dato che puoi bypassare la casa discografica.
Edgar Allan Poe I Racconti del Mistero
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cazpuntini ma che c'entrano le radio? zappa non lo ho mai passato nessuna radio e non ha mai avuto nessun problema a vivere con la sua musica, come hanno fatto altri centomila artisti. oggi come oggi poi pensare che le radio condizionino in una qualsiasi misura il mercato dei dischi (che tra parentesi non esite) è davvero ridicolo. può essere valido forse per gli Usa, ma anche lì con mille distinguo...
Edgar Allan Poe I Racconti del Mistero
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In effetti geeno non ha tutti i torti, anzi. Anche perchè il discorso senza senso di cazpuntini presuppone che lui sia l'oggettivo detentore della verità rivelata. insomma, se a uno piace ascoltare merda saranno anche affari suoi no? no perchè se no viene fuori uno che, partendo dai tuoi stessi presupposti, dice che bisogna eliminare i dischi o la musica di zappa solo perchè a lui non piace. dai per piacere, va bene cazzeggiare e fare i cazzoni alla grande ma qui si stanno sparando cazzate davvero epiche... infine per alia76: scusa ma quando ti si vuole soffermare su un riff o su un assolo, o su una scena particolarmente significativa di un film che fai, il rewind e poi urli come una gallina "che orrore"?!?!?!?! ma per piacere dai...
Edgar Allan Poe I Racconti del Mistero
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cptgaio ha centrato il punto: qui non si tratta di una lettura del testo integrale ma di un vero e proprio radiodramma. il primo paragone che mi viene in mente è un film tratto da un libro. vale a dire un'opera che nasce da un'altra opera.
Philip K. Dick Confessioni di un Artista di Merda
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Ottima rece. E' da anni che mi riprometto di leggere questo libro di Dick ma non ne ho mai avuto l'occasione.
Edgar Allan Poe I Racconti del Mistero
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@ PUNTINICAZPUNTINI
Appunto, infantile e pretestuoso. E un sorriso ogni tanto no vero, sempre a prendersi sul serio. Mitttico... Ah, per la cronaca, tu non hai discusso l'opera, dato che non potresti farlo non avedola ascoltata. Ben venga uno che mi dica "guarda, ho ascoltato questo audiolibro e mi ha fatto cagare": massimo rispetto delle opinioni altrui. Ma questo è un altro discorso rispetto a quello che hai fatto tu. E, per concludere, qui non si tratta di pigrizia, si tratta di media differenti, concetto abbastanza semplice da reperire. Un concetto o una forma di espressione cambia a seconda del media che utilizziamo per esprimerla, tutto qui.
Edgar Allan Poe I Racconti del Mistero
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@Alessioride
sono d'accordissimo con te che su Debaser è inutile recensire i grandi classici (e se dai un'occhiata alle mie recensioni noterai che ho sempre cercato di recensire opere considerate minori), ma qui siamo di fronte ad una cosa diversa dai racconti del mistero scritti da poe, come mi sembra si capisca abbastanza bene poi anche dalla discussione che ne è seguita.
Edgar Allan Poe I Racconti del Mistero
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@CPTGAIO
hai perfettamente citato il punto: il metro di paragone non sono i libri ma i radiodrammi, tutto qua. Mi sembra una cosa molto semplice da capire. Se mentre vado a correre, mentre sono in macchina o mentre faccio le pulizie di casa ho voglia di ascoltarmi qualcosa che non sia musica non vedo perché non dovrei. In quanto al fatto delle rivisitazioni, o riletture, chiuderei immediatamente la polemica perché mi sembra davvero ridicola: molte delle grandi opere dell'umanità sono nate da rivisitazioni, riletture o cover di grandi classici, quindi davvero mi sembra un discorso un po' talebano (o l'originale o niente...).