Alex84

DeRango : 0,47
DeEtà™ : 7212 giorni • Qui dal 10 settembre 2006
Kate Bush Never For Ever
Voto:
Brr, che disco cupo e vagamente apocalittico. Army dreamers è di un cinismo senza pari mentre breathing esprime sensazioni da tarda guerra fredda unita all'atmosfera plumbea di una parte degli anni 80. Da notare i video a basso budjet di Kate Bush, come quello di Babooshka, in cui recita soltanto col suo corpo, come già era avvenuto in wuthering heights. Una grande artista che non ha bisogno di troppi effetti speciali, sebbene io apprezzi molto gli effetti speciali.
Kate Bush Aerial
Voto:
2 cd, 16 canzoni (di cui 3 interludi),per un totale di 80 minuti di musica. 80 minuti di pura bellezza. Soprattutto il secondo cd è di una poesia e di una raffinatezza senza paragoni. Il brano migliore, secondo me, è la title track, con quell'ossessiva atmosfera sospesa e allucinata.
Tori Amos American Doll Posse
Voto:
Un altro album fiume di Tori. Come boys for Peele, Scarlet's walk e the Beekeeper, ci vorranno molti ascolti per riuscire a riconoscere bene tutte le canzoni. Secondo me, è molto più simile a scarlet's walk che a the beekeeper. Presenta un sound molto americano e sporco, anche con qualche sfumatura di elettronica. Molto bello, ma 23 canzoni rischiano di annoiare se non si è concentrati per ascoltarlo come merito. Finora mi è rimasta molto impressa l'ultima canzone. I testi sono imbevuti di quel tipo di femminismo molto di moda negli ambienti accademici americani. Dea madre, incarnazioni della femminilità, forza femminile contrapposta a forza negativa maschile (ascoltare dragon). Per fortuna Tori non è una femministra frustrata e acida, ma anzi, sa risultare sempre simpatica.
Theatre Of Tragedy Assembly
Voto:
I fan di vecchia data dei theatre, quando hanno ascoltato musique, devono avere avuto una sincope. Li capisco, perché musique e assembly non sembrano album dei theatre per niente, pur essendo molto belli. Io amo moltissimo la musica elettronica ed è per questo che li apprezzo, anche se il cambio di rotta è stato davvero drastico. Ma forse hanno fatto bene. Erano un gruppo così avanti nel loro genere che l'hanno esaurito in tre album e avrebbero rischiato di reiterare all'infinito i canoni da loro inventati.
Tristania Beyond The Veil
Voto:
Quest'album è uno dei miei preferiti in assoluto. Così carico, cupo, suggestivo, medievaleggiante e brutale. Mi è difficile trovarci un solo difetto. Emozionalmente parlando, beninteso, io non mi intendo minimamente di perizia tecnica in campo musicale.
Theatre Of Tragedy Aégis
Voto:
Un album del 98 che funge da spunto ai successivi lavori gothic di molte band. Ascoltandolo, ho notato gli spunti che i Tristania sviluppano da world of glass in poi. Ci sono i sirenia in fase embrionale e le atmosfere delle ballate dei nightwish, quando questi erano appena nati. Insomma, quest'album è un pezzo di storia. Meravigliosa Venus, dove la voce di Liv è ammaliante e ipnotica come non mai.
Sirenia At Sixes And Sevens
Voto:
Continuiamo a parlar male di quest'album. Sister nightfall, mi pare, o la canzone dopo (ecco ancora la ripetitività) viene ripresa pari pari nella penultima canzone. La title track invece è scopiazzata ancora una volta da of ruins and a red nightfall dei tristania. Forse, l'unica canzone mirabile è l'ultima, l'unica dai tratti "sirenici".
A proposito, perché un gruppo con tanto di growl e testi malati e contorti non riesce a incutere il minimo timore?Un growl che non tira fuori la bestia che è in te ha fallito, questo lo sa Veland? Bah, metal per adolescenti alle prime armi.
Tristania Ashes
Voto:
All'inizio quest'album mi sembrava piatto e senza passione. Ci sono voluti mesi, ma ho compreso la sua essenza, come un'illuminazione. Io noto una continuità salda tra gli album pre e post veland. Il primo era intriso di un'inquietudine languida e gotica, dai toni medievali. Il secondo esprimeva un emedioevo brutale e barbaro, dove anche l'amore è fuoco e non languore. Il terzo proietta queste stesse inquietudini in un immaginario futuristico e al tempo stesso mistico, mentre "ashes" le proietta nel mondo moderno e contemporaneo. Ok, non c'è la magia, il sangue e l'acciaio, ma c'è il turbamento e l'oscurità che si cela negli angoli delle nostre strada. Insomma, una grande evoluzione per i Tristania per un album originalissimo e potente, una vera gioia soprattutto per le parti strumentali. Un album molto inquietante a mio avviso e molto buio. Pace all'anima di Veland che è capace soltanto di spalmare una buona idea in tre album monotoni, mentre altri gruppi saprebbero condensarla meravigiosamente in una sola canzone.
Tristania World Of Glass
Voto:
Bellissimo album sperimentale, decadente e futuristico. Chi diceva che Veland era il cuore dei Tristania? Evidentemente i suoi colleghi sono ugualmente talentuosi. Dei semplici gregari non sarebbero in grado di scrivere partiture così ricercate e complesse per i cori.Sono in particolare un fan della meravigliosa voce baritonale di Osten Bergoj.
Tristania Illumination
Voto:
I Tristania hanno fatto un capolavoro barocco e viscerale con beyond the veil, poi hanno avuto l'accortezza di cambiare rotta, cristallizzando la qualità del lavoro, senza sminuirla con successivi album sulla sua falsa riga. Questo nuovo album sembra una summa di tutti i precedenti album, ma purtroppo non riesce a scalfire il primato di beyond the veil. Molto bella "mercyside", ma le canzoni più toccanti sono per me le due ballate. "Destination departure", sfiorata da sonorità chill-out e soprattutto la commovente "deadlands". Da sottolineare anche "sacrilege", davvero sperimentale e avveneristica. I Sirenia fanno un baffo ai Tristania. Vibeke rules!