Voto:
Poly, la mia recensione era sarcastica, sai cosa vuol dire sarcasmo? Era volutamente acida e provocatoria, era "satirica" se vogliamo definirla così, mi dici qual è il problema? La prossima volta ce lo scriverò sotto a caratteri cubitali, dato che nessuno sembra averlo colto. Non è vero che non ho portato motivazioni, sei tu che non le hai volute leggere. Ho imparato che la gente si fa rodere il culo e chiede con insistenza "argomenti" proprio quando in realtà non ne vuole affatto. Del resto, anche se scendesse il padreterno in persona a portargliene, troverebbe sempre da ridire. Sii sincero anche tu, quindi, i miei argomenti non ti interessano, come non ti interessa nessun argomento che possa smontare i DT. O davvero vuoi farmi credere che possa esistere un argomento a cui tu risponderesti "beh, effettivamente ora che ci penso hai ragione, sai?" Tu ci sei solo rimasto male che io ho preso in giro un gruppo che ti piace, e stai cercando di difendere qualcosa a cui sei sentimentalmente attaccato. La musica, gli argomenti, non c'entrano proprio niente. L'hai detto anche tu "i DT sono l'unico gruppo che riesco a sentire, di solito ascolto rock". Stai difendendo i tuoi gusti personali, non cercando argomenti obiettivi. Hai scambiato la mia critica per un attacco alle tue passioni personali e ti rode il culo per questo. Ora vorresti che cominciassi a parlare e che dicessi qualcosa di poco chiaro, o che facessi qualche passo falso così da attaccarti al primo cavillo che non ti soddisfa per dire che non sono obiettivo, che non capisco di musica. Se avessi scritto che i DT sono fantastici e che non esiste niente di meglio, allora sarei stato ancor meno obiettivo di quanto sono stato ora, ma avrei soddisfatto la tua sfera affettiva, ti saresti sentito corrisposto nei tuoi gusti e la mia mancanza di obiettività non ti avrebbe dato fastidio. Oltretutto, il motivo del mio disgusto campeggia in bella mostra alla fine della satira-recensione, nel periodo che va da "La differenza fra un musicista che si rispetti e i Dream Theater..." fino alla fine del paragrafo. L'hai letto? E se l'hai letto, l'hai capito? Ne hai colto il senso? E se l'hai colto perché non ti sta bene? Ti accontenteresti se adesso cominciassi a dire, come già fatto in precedenza, che i Dream Theater secondo me non fanno altro che creare un minestrone di schemi espressivi già rodati nel corso dei decenni, scegliendoli a caso senza motivo alcuno, e che il loro enorme successo è dovuto alla superficialità di fan spesso grossolani alla ricerca di facili miti? Accetteresti se dicessi che a livello semantico i DT non esprimono niente, ma niente che sia simile a un discorso o a una poetica seppur minima, perché tanto a voi fan basta e avanza l'illusione della perfezione formale (perché se davvero vi interessasse la perfezione formale quella seria ascoltereste ben altro)? Oppure, come tutti, risponderesti indignandoti e spaccando il capello in quattro, magari come hanno fatto altri arriveresti a toccare gli assoluti dell'arte e dello scibile umano, a citare Dante, Petrarca, la Cappella Sistina, la Gioconda, confrontandoli con i DT tramite inutili voli pindarici? Sono sinceramente stanco di imbarcarmi in simili conversazioni, non mi interessa più. Ognuno rimanga delle sue opinioni e si faccia gli affari suoi, io in primis, ecco la mia triste conclusione. Non stiamo parlando di geometria o fisica in cui le leggi sono bell'e scritte e dimostrate, qua tutto si muove su canali più sottili, ognuno arriva alle sue conclusioni secondo il suo percorso personale. Dove "personale" significa che ognuno ha il suo, che auspicabilmente è differente da quello di tutti gli altri. Quando però i percorsi di milioni di persone risultano stranamente uguali e scadono nell'idolatria, allora mi permetto di farmi venire qualche dubbio, e se in risposta a questi dubbi ottengo incazzature e indignazioni anch'esse sempre tutte uguali, allora sono portato a credere che non ci sia nulla di "personale" dietro qu