Stoney

DeRango : 2,29
DeEtà™ : 6905 giorni • Qui dal 15 luglio 2007
Dream Theater Black Clouds & Silver Linings
Voto:
Vabbè, quindi? Tu stai dicendo che nei dischi successivi hanno riproposto gli stessi schemi del primo disco, e quindi sono auto-referenziali, ma quello è il male minore. Ogni artista tende a ricopiarsi, tranne pochissimi casi. Io invece sto dicendo che su I&W richiamano schemi già ampiamente collaudati da altri negli scorsi 40 anni, che mi sembra pure peggio. Prendi Learning To Live, ad esempio, o la stessa Take The Time, cioè quelle suite chilometriche dove l'unico obiettivo è farcire il panettone con quanta più roba possibile per convincere tutti che sono buoni. Ecco, quei pezzi che cos'hanno di diverso da una, che so, The Battle Of Epping Forest (Genesis, Selling England By The Pound)? Nulla se non l'esasperazione estrema della pulizia tecnica e l'atteggiamento cervellotico di una composizione "matematica" (il disco è zeppo di pezzi composti inizialmente in 4/4 a cui è stato aggiunto, successivamente, un ottavo in più, così, gratis, perché fa fico). C'è questa convinzione diffusa che il bravo musicista debba suonare complicato "MA" pulito, e I&W ha dato inizio a questa scia di musicisti ipertecnici che quando compongono si complicano volutamente la vita solo per il gusto di complicarsela, fra assoli alla velocità della luce e tempi contorti, in un circolo vizioso assolutamente inconcludente, e tutto per dimostrare che qualsiasi cosa scritta su uno spartito sono capaci a suonarla, come un computer. Ma oltre ad essere una cosa completamente piovuta dal cielo (non è mica vero che un bravo musicista debba suonare qualsiasi cosa, e soprattutto non è detto che la debba suonare in questo modo. Oltretutto, i DT non sono capaci a suonare nemmeno le cover dei Metallica, dall'alto della loro presunta superiorità tecnica), gli schemi su cui si muovono sono gli stessi di quelli vecchi, già discussi e sviscerati in opere di ben 30 anni prima, solo ripuliti, tirati a nuovo, e quel che è grave svuotati di ogni benché minimo signficato, perché la loro funzione non è quella di dire qualcosa di nuovo, o di dire qualcosa e basta, ma è semplicemente quella di fare da richiamo a una musica passata che nell'immaginario collettivo è presuntamente "superiore". Quindi in ultima analisi sono convinto che tutto il filone prog tirato su da I&W e dai Dream Theater si fondi su una mala interpretazione di concetti musicali di base, sia da parte loro, sia da parte di un pubblico il più delle volte superficiale, a cui piace distinguersi e fare la figura del raffinato ma non ha i mezzi per farlo, quindi si accontenta di qualcosa che lo sembri, e basta.
Dream Theater Black Clouds & Silver Linings
Voto:
«Essa non solo rispetta dei canoni (classici, per carità) strutturali in maniera pulita ed esteticamente "perfetta"». Il problema rimane: che significa "perfetta"? Su che basi? E' lì tutto il succo della mia critica. Secondo me dici che è perfetta solo perché lo sembra, perché gli incastri, i giri funambolici, la voce epica, le melodie aperte e barocche, e soprattutto il suono pulito e asettico del disco danno l'idea di qualcosa di perfetto, però solo l'idea. Io ho capito perfettamente cosa dici tu, ma l'esperienza del "bello" che fai quando ascolti Images And Words non è "assoluta" come dici, non è "fine a sé stessa" per amore dell'arte: è forzata, imposta, quasi "estorta" all'ascoltatore. È forzata così come l'attenzione televisiva imposta tramite una ballerina col culo di fuori, è volutamente provocatoria, e in quel caso non sei tu a scegliere e ad accorgerti del "bello", se mai ce n'è, ma è l'immagine stessa a sbatterti in faccia una sensazione immediata, istintiva, facile, tutto il contrario dell'elaborazione e della strutturalità di cui parli.
Dream Theater Black Clouds & Silver Linings
Voto:
Perfetto, siamo arrivati al nocciolo della questione: il "ben fatto" che hai detto prima. È proprio lì il punto secondo me. Sicuramente è vero che l'estetica pura, il "fine a sé stesso" può essere arte, ma allora la questione è fra chi riesce a farlo e chi no. Abbiamo detto che i DT "affrescano" e lo fanno solo per creare qualcosa che sia bello esteticamente, e va bene, ma la domanda è: davvero fanno questo? Sicuramente è il loro intento, ma ci riescono? Secondo me fanno finta, ma non ci riescono. Si sforzano di far vedere che lo fanno, in realtà non fanno nulla. Il loro stile pomposo e magniloquente è fumo negli occhi per far sembrare a tutti che si stanno impegnando a costruire qualcosa di bello e strutturato, ma in realtà è solo sforzo senza creazione. Mi danno la stessa sensazione di vedere una donna che simula un orgasmo :DD, cioè urla e tanta scena per nulla, e un grande sentore di presa in giro. Perché anche se voglio fare una cosa fine a sé stessa devo usare criterio, perché mettila come ti pare ma anche il "fine a sé stesso" implica uno sforzo creativo non indifferente, e bisogna avere i mezzi per farlo. E il fatto che non ce li hanno si vede ad esempio quando in mezzo ai pezzi piombano melodie assolutamente gratis che servono solo a evocare il ricordo di una certa atmosfera, tipo la fine di Metropolis (l'ultima strofa), senza motivo. Se lì ci fosse stata un'altra melodia sarebbe stato uguale, così come se le note sulla parte frenetica appena prima fossero state altre, perché loro quando hanno composto il pezzo si sono preoccupati che lì ci fosse "una" melodia, "un" pezzo frenetico, e non "quella" melodia e "quel" pezzo frenetico. Non so se mi spiego. Che poi, per ultimo, vorrei fare una precisazione sul concetto di "bello" in senso estetico. Secondo me quasi sempre si tende a confondere il "bello" con il "romantico", inteso come una mal interpretazione del concetto di romanticismo letterario, cioè si tende a classificare come "bello" e "elevato" solo ciò che strugge; 9 volte su 10 è considerato bello un pezzo che parla di amore non corrisposto, o di mancanza, o di morte, o di disperazione e depressione, e i Dream Theater sono maestri in queste tematiche sia nei testi sia nelle atmosfere. L'intero Six Degrees of Inner Turbulence parla di casi clinici di disperazione psicologica, e non in maniera interessante, ma esponendola esplicitamente alla vista dello spettatore come vongole al mercato del pesce. Non smetterò mai di puntare il dito contro la ballad in cui si sentono i "bip bip" dell'elettrocardiogramma piatto di un bambino morente, Goodnight Kiss credo si chiami, assolutamente raccapricciante, il punto più basso della loro carriera, secondo me. Quando dici che arte è anche il senso di stupore generato da un'urna greca dici una verità sacrosanta, quando dici che artista è chi riesce a creare suggestioni comuni al genere umano dici una cosa giusta, ma anche quello è un intento espressivo, e chi si pone l'obiettivo di andare a toccare tali corde universali deve avere in mano gli strumenti per farlo, l'intuizione e soprattutto deve capire quali segni usare per ottenere lo stesso effetto comunicativo su tutti quanti, e non è mica facile. Con tutto il rispetto ma non credo che i DT riescano in questo, è molto oltre la loro portata. Loro al limite riescono a mettere d'accordo tutti quelli che hanno il concetto di "bello - romantico" come dicevo prima, che a mio avviso tende ad essere molto superficiale e troppo adolescenziale per poter sostenere discorsi di carattere universale.
Dream Theater Black Clouds & Silver Linings
Voto:
@Ktulu, il tuo discorso invece stavolta va bene. Però ci abbiamo messo 107 commenti passando per Schoenberg e discorsi sull'iperuranio, quando tutto quello che intendevo io all'inizio era "portate una critica seria, parlate della musica", e non dite solo "sei aprioristico", o invitarmi ad essere più "moderato" (non siamo nel salotto di un talk show dove si deve parlare di tutto ma "senza dimenticare le buone maniere", modo molto subdolo di dire "non ti sbilanciare"). Hai fatto un discorso che mi dà la possibilità finalmente di dire "condivido" o "non condivido", e non un discorso come tutti gli altri che è "sei aprioristico, non ci capisci un cazzo, i DT sono stati influenti e tu parli male perché li odi". Detto questo, forse ci stiamo avvicinando. Nel senso che anche per me Images And Words vuole "affrescare" come dici tu, però quello che dico io è un passo dopo, cioè che quando loro fanno quell'affresco, lo fanno secondo un gusto estetico personalissimo, scelgono i colori in base a quelli che gli piacciono, e basta. Se io facessi un affresco dove il colore predominante è il rosso, faccio un esempio cretino, potresti arrivare tu e dirmi "beh no non mi piace perché a me personalmente piace il verde", e finirebbe là. Se i discorsi su un disco dovessero ridursi a questo allora che stiamo a fare qua? Secondo me parlare di musica vuol dire ben altro, l'errore che molti fanno è fermarsi qui e credere che il piacere o non piacere possa essere l'unico criterio di giudizio di un'opera, oppure usare il criterio di maggioranza (siccome a tutti piace e tutti lo suonano allora è bello). E se tutti lo suonassero perché fosse un fenomeno di massa il cui successo è da ricercarsi in meccanismi che con il capire di musica non c'entrano niente? (vedi il discorso molto a presa in giro che facevo sui fan). Io credo che i gusti della maggior parte dei fan dei DT siano grossolani, ovvero credo che chi ha un minimo di gusto per la musica ed è abituato a scavare e andare a fondo per capire cosa un musicista gli sta raccontando non possa che trovare il vuoto nei dischi dei DT. @Pixies, io non intendevo paragonare Roots e Beneath The Remains, ho solo detto che quei due dischi esprimono qualcosa, non che sono uguali. Sono due concetti differenti.
Dream Theater Black Clouds & Silver Linings
Voto:
Mi dipingono tutti come uno che critica il metal a priori, ma non è così. Il fatto è che nel metal si salva veramente poco e niente, mentre il 99% è fatto di fanatismi e cliché rimpastati. Perché io credo esattamente come voi che la musica serva a comunicare sensazioni e debba rifuggere da schemi di sorta, mica sono un pezzo di ghiaccio. Tuttavia anche la totale assenza di schemi sarebbe ugualmente sbagliata e fine a sé stessa. Però, ci sono svariati modi per fare questo: comunicare pathos con la melodia di "Through her eyes", ad esempio, è banale, superficiale. Parlare di una bambina che muore usando "Another Day", oltre che avere un retrogusto perverso degno di una puntata di Porta A Porta è obsoleto, perché è ormai obsoleta l'equazione "melodia struggente = pathos", sono duecento anni che è così. Ci sono miliardi di gruppi che esprimono o hanno espresso tutta una gamma di sensazioni che i DT nemmeno si sognano, e l'hanno fatto in maniera molto meno banale. Vi piace il metal? Allora "This Love" dei Pantera è espressivamente superiore a qualsiasi lagna e qualsiasi sfoggio di potenza tecnica dei DT. Come vedete non è che tocca andare a scomodare per forza gli Slint (li ho citati prima, ok, me ne dolgo), ho preso l'esempio più idiota del mondo. Se vogliamo ancora parlare di metal prendete "Beneath The Remains" dei Sepultura, o "Roots", sempre dei Sepultura. In quei dischi la violenza sonora è il mezzo per veicolare un preciso messaggio che è tutt'altro che banale, e che si capisce secondo me a occhi chiusi. E stiamo parlando di dischi minimali, il riff di Roots lo suona (forse) anche un bambino, ma l'atmosfera di quel disco, i toni evocativi dei mantra, la rabbia offesa di un popolo che si vede espropriare la terra in cui vive da millenni. Se uno si addentra un minimo in quello che i Sepultura vogliono esprimere si rende conto che sono capaci di dare un significato strutturato alle chitarre distorte, ai ritmi frenetici e al cantato in growl, cioè scelgono quel suono per dire qualcosa, e non, come molti altri gruppi invece fanno, scelgono quel suono perché ormai "va fatto". Perché un "genere" contiene i canoni stilistici, il "vocabolario" da usare, ma se tu, musicista, non sei capace di usarlo come mezzo per dire qualcosa, allora stai usando un contenitore vuoto. Un altro gruppo capace di dare molto significato ai suoni e strutturarli secondo un preciso scopo dialettico sono i Meshuggah, secondo me, e ne ho ampiamente discusso su questo sito nelle recensioni appropriate. Anche qui la scelta del genere viene DOPO che si ha qualcosa da dire, o comunque INSIEME, sono due cose che si influenzano mutuamente, non è una scelta aprioristica come dire "oggi mi vesto di rosso anziché di blu", non è dire "ok com'è che si suona il metal? Così? Ah, vabbè, proviamoci". Come vedete non sto scomodando Coltrane o Mozart, e come vedete non sto buttando merda sul metal "a priori". Certo che se poi uno ascolta i Sepultura pensando "oh quanto so' fichi questi fanno un sacco di caciara" allora si sta perdendo una parte, e magari il giorno dopo ascolterà, che ne so, i Cannibal Corpse esattamente con lo stesso atteggiamento, poi verrà qua su DeBaser a dire che sono io che non capisco un cazzo di musica e butto merda sul metal "a priori". Io non pretendo l'assoluto, pretendo il minimo sindacale, che è quello che un musicista dovrebbe avere qualcosa da dire e i mezzi tecnico-espressivi per farlo. @Ktulu. Keats (il poeta) è morto nel 1821.
Dream Theater Black Clouds & Silver Linings
Voto:
"estetica, genio, irregolarità, improvvisazione"? La pensiamo allo stesso modo! Però, di grazia, dove sarebbe l'irregolarità e l'improvvisazione nei DT? In mezzo ai loro canoni estetici precisissimi e ligi alle regole, ai pezzi costruiti a tavolino senza sbavature?? I pezzi dei DT sono agli antipodi rispetto al genio e all'improvvisazione! E' questo il punto fondamentale del discorso! Allora vedi che ho ragione a criticare i fan? Perché se tu vedi improvvisazione nei DT è un tuo limite... chi ha un minimo di orecchio non vede niente di tutto questo nei pezzi dei DT né tantomeno in questo disco. Scusa eh, senza offesa, però la penso così.
Dream Theater Black Clouds & Silver Linings
Voto:
mi è partito un "non c" (!?) a un certo punto, la frase finiva a "cosa intendo".
Dream Theater Black Clouds & Silver Linings
Voto:
Ah... che fatica, evidentemente non ci capiamo proprio, ragazzi :) Pixies, dire "nel metal" i DT sono stati influenti è come dire che "nel mio palazzo" io sono l'uomo più sexy che si possa incontrare! E grazie al cavolo, il più giovane qui ha 65 anni... colta la metafora? Ho già scritto che della musica di questo disco ho parlato volutamente poco, perché sarebbe come sparare sulla croce rossa (come qualcuno ha ricordato più sopra). Vuoi che critichi davvero la musica di questo disco? Bene, allora la critica più forte e che permane nel tempo verso i DT è il PERCHE' delle loro scelte stilistiche. Se vogliamo parlare di "validità" di un prodotto musicale allora è necessario che ci sia un motivo dietro le scelte di chi l'ha suonato, non solo la voglia di fare un qualcosa di esteticamente carino, perché è automatico che qualcosa di bello un gruppo di 5 musicisti usciti dal Berklee College sia capace di farlo! E i DT questo fanno: si preoccupano di confezionare le cose in maniera piacevole all'udito di un ascoltatore abituato a un certo tipo di sonorità (quindi nemmeno di un ascoltatore generico, ma proprio a un pubblico mirato e ben preciso che già di suo si è costruito un suo gusto), ma le loro scelte non hanno senso nella misura in cui non esprimono nulla. Ascoltare un disco dei DT non comunica nulla se non la "bellezza estetica" di cui è fatto, e basta. E' totalmente avulso da ogni significato e senso, e per significato non intendo che voglio che mi comunichi una storia, una morale: tutt'altro. Io parlo di senso musicale, di significato delle frasi musicali che compongono i loro dischi. Non so se riuscite a capire cosa intendo, forse mi sto esprimendo male, però se la musica è un linguaggio ha anche una grammatica, delle regole (sicuramente meno stringenti e più libere di quelle del linguaggio parlato, ci mancherebbe, però ce le ha). Un musicista in ultima analisi è uno che "dice" qualcosa, e per farlo usa dei segni e dei simboli strutturati in millenni di storia, li usa o li contraddice, a seconda del suo intento. E tanto più un gruppo è valido tanto più riesce a farsi capire indipendentemente dal genere e dai gusti. Ecco, i DT questo non lo fanno. Non ho sentito una singola frase musicale su questo disco che mi abbia fatto pensare "uhm, ecco, questo è interessante", no. Solo una sequela di melodie dagli intenti barocchi che puntano solo al raggiungimento di uno status estetico che gli ascoltatori già si aspettano, perché sono già abituati, hanno già il palato pronto per quel tipo di gusto. Nemmeno cercano di spiazzarli, solo di compiacerli. Certo, ci sarà pure qualche fan deluso ogni tanto, però avete capito cosa intendo: non c Che poi si può benissimo dire che c'è un sacco di gente a cui va bene così, ma questo è anni luce distante da dire che sono influenti e importanti. Sicuramente lo sono in un genere di musica che si è sempre mosso su questi parametri, ma appena un centimetro al di fuori di quest'ambiente tutti i discorsi crollano. Perché dividere la musica in generi non ha molto senso, la musica è musica, ci sono dischi che sono validi indipendentemente dal fatto che siano rock, metal, jazz, samba. Ammettere che un gruppo è influente all'interno di un solo genere è parecchio limitativo, secondo me. Ciao a tutti.
Dream Theater Black Clouds & Silver Linings
Voto:
Ragazzi qui stiamo esagerando. Se sono sembrato un po' scorbutico negli interventi precedenti è perché proprio non mi spiego come ogni volta che uno apre bocca per storto contro i DT (ragazzi, questo disco è veramente imbarazzante, ma davvero eh... non ci vuole mica una laurea per capirlo, cavolo, poi uno se lo può anche sparare in cuffia e scapocciare, ma almeno riconoscere che è imbarazzante... bah) si parla di "apriorismi". Insomma, uno sente un disco, ha i suoi motivi per dire "no, fa schifo" e arriva l'accusa di "apriorismo", e poi l'apologia del fan: "non puoi dire che è così, i DT hanno fatto un sacco di roba valida, bla bla bla, sei il solito detrattore". Che si sa, il fan non ragiona mica per apriorismi no? :D @Pixies77, bel discorso il tuo, allora permettimi di dire che in base al tuo ragionamento anche i Take That sono stati influenti, perché hanno impostato tutta la moda che per il decennio successivo alla loro uscita ha portato alla formazione di boy-band simili a loro. Il mio esempio sulle boy-band, vedi, non era poi così scontato. La mia "recensione" ironizza sul fenomeno DT dal punto di vista del successo commerciale, con forte venatura sarcastica, che non so perché a voi dà tanto fastidio. Ho scelto volutamente di parlare poco e niente della musica di questo disco, perché per me gruppi i come i DT sono quasi esclusivamente il loro successo, montato sul sensazionalismo pubblicitario: "Oh, Petrucci fa 1000 note al secondo, Malmsteen solo 999, è più forte Petrucci!". Checché ne diciate è QUESTO che ha contribuito al loro successo agli esordi e alla loro diffusione. Poi, dopo, in un secondo momento, c'è stato anche il periodo "riflessivo" in cui la gente ha cominciato a dire "no, vabbè, dai, non sono solo delle macchinette, un paio di melodie buone le sanno anche tirar fuori". Poi... il fatto che te ne sei uscito che negli anni 90 la gente suonava o come i Pantera o come i Dream Theater mi fa sinceramente sorridere. Esistevano, all'interno del solo rock, in quegli anni talmente tanti di quei gruppi e di quelle correnti che una frase simile non merita nemmeno commenti. Ma no, non va detto, omertà! Bisogna tacere, sennò poi ti tacciano di nozionismo e di "saccenza" :D Ma la verità è che nessuno è nozionista e nessuno è saccente: la verità è che a voi non interessa assolutamente nulla di quali erano tali band, perché vi piacciono i Dream Theater, i Pantera, e chissà chi altri, e tanto basta, avete i vostri dischi preferiti e non volete ulteriori rompimenti di scatole. :) Liberissimi, ma io non sono così, e non è che posso dire che i DT sono un gran gruppo solo perché sennò qualcuno poi si risente e storce il naso. I DT sono un gruppetto di metallari "ripuliti" che andava bene a scuola, che hanno tentato la carta della "raffinatezza" in un genere abituato alle rozzezze sonore di Metallica e compagnia varia. Dallo stupore suscitato poi ne è derivato un grande successo. Il mito poi, sappiamo bene come si crea, viviamo in un'epoca di miti e non ve lo devo certo spiegare io. Io la vedo così, e non mi sembra di dire chissà quale eresia. Inoltre continuate tutti a dire che io sono arrabbiato, che la mia recensione è uno sfogo rabbioso, mentre mi pare che gli unici che l'avete presa male siete voi: io quando l'ho scritta mi sono fatto un sacco di risate. Sì, è vero che se ci penso, al successo di una band simile, un po' di tristezza mi cala, ma posso sopravvivere. Beh, ora vado che è tardi, tanti saluti.
Artisti Uniti per l'Abruzzo Domani 21/04.2009
Voto:
A me fa schifo vedere quanto è vuota la vita della gente, che quando succedono simili tragedie non gli pare vero di poter riempire la propria squallida inutile quotidianità delle disgrazie altrui. In TV tutti 'sti programmi pieni di politici, cantanti, Berlusconi e opinionisti che fanno i piagnistei come se gliene fregasse qualcosa. Nell'era dell'apparenza tutto fa brodo per apparire migliori, pensa un po' in che cazzo di situazione socio-piscologica versiamo. A parte chi per mestiere da sempre va a caccia di notizie e sensazionalismi facili, è triste vedere che tutti si trasformano in "anime belle" all'occorrenza. 'Sto terremoto in Abruzzo è stata una manna dal cielo per tutti quanti. A volte, forse, è bene ricordare che è stata una tragedia ANCHE per chi si è visto crollare la casa addosso e ora vive nelle tende. Che cazzo.