Stoney

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Ricky Tognazzi Ultrà
Voto:
Infatti io non me la prendevo coi calciatori, né con chi si diverte a dare i calci ad un pallone insiema agli amici, stiamo parlando di due cose differenti. Poi, se hai fatto un esempio simile, allora converrai con me nel dire che il calcio è un gioco degenere preso con un po' troppa serietà, in cui l'agonismo si trasforma in un'etica di vita basata sull'onore, sulla sopraffazione dell'avversario e su altre regolette degne di un codice di stampo criminale. Se dici che addirittura c'erano genitori che volevano menare l'arbirtro in una partita regionale, ipotizzando fra l'altro un impiccio con la società persino a un livello simile, non c'è proprio nessun altro commento da fare.
Ricky Tognazzi Ultrà
Voto:
Secondo me è molto ipocrita infilare dentro a un discorso sul calcio le solite frasi buoniste contro la violenza negli stadi. Il calcio, per come è diffuso, percepito, raccontato sui media, IMPLICA la violenza, e non potrebbe essere altrimenti. Che poi ci sia un sacco di gente capace di dare il giusto peso a una partita di calcio e prenderla per quello che è, è un discorso a posteriori, ed è dovuto alla semplice intelligenza del singolo, che non sempre è un'ipotesi così scontata (invece si fa finta che lo sia, salvo scandalizzarsi in seguito quando i fatti dimostrano puntualmente il contrario). Rompiamo i coglioni ai ragazzi che si fanno le canne, vogliamo uno stato assistenzialista per vietare alla gente di drogarsi o andare a puttane perché si parte dall'assunto che il singolo individuo sia incapace di discernere di testa sua fra giusto e sbagliato, trattiamo tutti come idioti che hanno bisogno di sostegno psicologico e morale per operare una scelta corretta nella loro vita, ce la prendiamo coi giovani (disadattati, fannulloni, buoni a nulla) che non riescono a trovare un posto nella società tanto da volerli raddrizzare a bastonate, poi quando si tratta del calcio invece ce la caviamo con il solito "eh, ma no, sono solo pochi esaltati ad infangare il buon nome del calcio". Ma cosa, quale buon nome, quale infangare... se davanti alla macchinetta del caffé in ufficio due tranquilli colleghi litigano su Roma e Lazio ogni santo giorno la mattina alle 10, figuriamoci cosa può succedere fra chi già di suo è abituato a vivere una vita violenta (per ragioni sociali legate all'ambiente in cui vive, ad esempio, o solo per mera idiozia, o per il desiderio represso di ricoprire un ruolo). Non ci provate a dare dignità o spessore a quello che non è altro che un gioco degenerato e pericoloso, intriso di slogan qualunquisti elevati a scuola di vita, o a montare ridicole questioni etiche dai toni altisonanti, giustificando poi l'atteggiamento violento degli ultrà come risposta a una ghettizzazione da parte dello Stato (il solito discorso: non siamo noi ad essere cattivi, è lo Stato che non ci capisce). Il semplice dare tutta questa importanza al tema anche su una paginetta simile è la chiave di volta per capire come mai c'è gente disposta ad uccidere per la propria squadra.
Steve Vai Fire Garden
Voto:
Sì, effettivamente io voglio fargliene una colpa...
Steve Vai Fire Garden
Voto:
"onorando la posizione che la natura le ha riservato". HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH HAHAHAHAHAHAHAHA
Vasco Rossi Nessun Pericolo... Per Te
Voto:
"ma in Italia chi sfonda dei cantautori?" Nessuno. Le produzioni assolvono bene allo scopo di sfornare pezzi che facciano da sottofondo sonoro mentre si va in macchina, si fa la spesa, si sta dal parrucchiere, e basta. I pezzi di musica pop italiana sono costruiti a tavolino per essere piacevoli e canticchiabili, le strofe sono tutte sottotono e i ritornelli pieni dei soliti due o tre accorgimenti che catturano la distratta attenzione di chi per caso poggia l'orecchio e poi di nuovo il vuoto. Sicuramente ci sarà gente che ascolta con attenzione, però è anche vero che senti un sacco di gente dire "ammazza Vasco fa belle canzoni oh" per quei 3 secondi di attenzione che gli è stata catturata a forza senza nemmeno che se ne fossero accorti. E lo sapete bene che è QUESTO tipo di pubblico a far registrare a Vasco e compagnia bella i record di vendite di cui vanno fieri. Non è essere artisti, questo, è essere esperti di psicoacustica, e usarla in un modo che non ha nulla a che vedere con arte e poesia.
Steve Vai Fire Garden
Voto:
"Ciò che contraddistingue un'opera professionale da un'opera d'arte di un genio, sta nella passione". Quindi anche un bambino che disegna uno scarabocchio fa un'opera d'arte. Quindi anche scrivere il nome della propria ragazza su un muro è essere artisti. Scrivere su una recensione una frase del genere può significare due cose: o essere Vincenzo Mollica e dover concludere un servizio da primo pomeriggio domenicale, attento a non infastidire troppo l'ascoltatore svaccato sul divano dopo pranzo, incapace di discernere tutto ciò che passi lontano dalla linea fra l'inconscio e la sonnacchia da panza piena, oppure non avere veramente idea di cosa sia un'opera d'arte, il genio e la passione. Mi accodo al coro di quelli che hanno commentato prima di me; non metto 1 solo perché per principio non voto mai.
Vasco Rossi Nessun Pericolo... Per Te
Voto:
@Gustavo, hai citato la prima frase ma hai dimenticato la seconda, che è la replica a quanto hai appena scritto. Te la incollo qui: «Odio le produzioni sciatte e disimpegnate dei lavori di Vasco, quei missaggi creati ad hoc per accontentare tanto il rockettaro quanto l'ascoltatore spensierato di pop italiano, che si scandalizzerebbe se un pezzo "bucasse" il limite del sottofondo radiofonico e si imponesse alla sua attenzione». E soprattutto, la chiosa finale: «Quando sento gente dire che certi pezzi (anche quelli che hai citato tu, n.d.A.) provocano "emozioni" mi chiedo quanto esse siano spontanee, e quanto imposte a comando con sapienza da mestieranti fonici e arrangiatori». Saluti.
Vasco Rossi Nessun Pericolo... Per Te
Voto:
Tanto per la cronaca, "Gli Angeli" non è tanto meglio di un qualsiasi pezzo di Tiziano Ferro dal punto di vista della banalità del tema trattato, della scelta delle parole, delle atmosfere evocate, dei suoni, dell'intenzione espressiva, comunicativa, recitativa, e del set emozionale così orrendamente imposto con forza all'ascoltatore. Odio le produzioni sciatte e disimpegnate dei lavori di Vasco, quei missaggi creati ad hoc per accontentare tanto il rockettaro quanto l'ascoltatore spensierato di pop italiano, che si scandalizzerebbe se un pezzo "bucasse" il limite del sottofondo radiofonico e si imponesse alla sua attenzione. Quando sento gente dire che certi pezzi provocano "emozioni" mi chiedo quanto esse siano spontanee, e quanto imposte a comando con sapienza da mestieranti fonici e arrangiatori. Bah...
Vasco Rossi Nessun Pericolo... Per Te
Voto:
"Vasco non ha mai venduto per il personaggio maledetto, ma solo perchè maledettamente sincero con se stesso come tanti vorrebbero essere". Hai centrato la questione: tanti vorrebbero essere proprio come lui, pieni di soldi, cocaina e mignotte e poi andare in giro a fare la morale sui perché della vita vissuta.
Vasco Rossi Nessun Pericolo... Per Te
Voto:
"la Critica al rock spurio", HAHAHAHAHA... fantastico... :D