Stoney

DeRango : 2,29
DeEtà™ : 6905 giorni • Qui dal 15 luglio 2007
Antonio Di Pietro, Gianni Barbacetto Il Guastafeste
Voto:
Geeno, quale lotta fra operaio e padrone? A me sembra che tutti, destra e sinistra, si vergognino di tirare fuori questi temi. Eh sì, la verità dopo un po' annoia, la realtà non è divertente come un film, purtroppo. Anche chi una volta votava PCI e alzava il pugno ai comizi cantando l'Internazionale oggi se sente parlare di operai e padroni si gira dall'altra parte o cambia discorso. Ormai la logica di "il cane sta bene quando sta bene il padrone" è tanto di destra quanto di sinistra, cambia solo l'opinione sul modo in cui dev'essere trattato il cane (perdonate la metafora, ma credo che sia azzeccata).
The 3rd and the Mortal Sorrow
Voto:
Errata corrige: seconda riga, "la cover che i DT fanno di Time"
The 3rd and the Mortal Sorrow
Voto:
Ah... lo sapevo. Non volevo metterla quella parte sui Dream Theater perché sapevo che sarebbe successo un macello. Cmq, per sostenere la tesi di Lux (Pixies, non avertene a male eh, lo sai come sto messo io nei confronti dei DT) invito tutti ad andarsi a sentire su youtube la cover che i DT fanno la cover di Time (purtroppo sì, quella dei Pink Floyd). Della serie "noi che siamo bravi ora rivisitiamo i pezzi che hanno fatto grande il genere di cui facciamo parte (ma anche no)". Il risultato è raccapricciante. Mai sentito niente di simile. I suoni ok, passino... ma l'espressione? Quando entra la batteria sulla prima strofa Portnoy tira due mitragliate sul rullante che manco l'intro di Raining Blood. Chiaramente se poi uno va a leggere i commenti al video, tutti giù a incensare l'immensa maestria. Ecco, è questo che intendo quando dico che chi ascolta metal lo concepisce come l'origine e la fine di tutto, una sorta di prisma attraverso cui tutto il resto della musica deve passare per rifrangersi, una specie di "prova del 9" che coinvolge tutto lo scibile musicale, non solo il rock, che deve sempre essere passato al vaglio del metal per essere esaltato (molti dicono "suonato come si deve") o valorizzato.
The 3rd and the Mortal Sorrow
Voto:
@Pixies, mi sa che l'abbiamo già fatto una volta 'sto discorso. Tu potrai pure dire che uno è metallaro quando gli piacciono i Meshuggah, ma non è così. Essere "metallari" per come lo intendo io è avere quel tipo di atteggiamento critico che ti porta a pensare che se un musicista è bravo allora deve suonare in un certo modo, e viceversa che se uno suona in un certo modo allora è bravo. Per me sono bravi i Meshuggah quanto i Pearl Jam, perché considero un musicista "bravo" quando fa il suo mestiere, che è quello di trasmettere qualcosa possibilmente di non banale. Ecco perché non apprezzo i Dream Theater ad esempio, e il motivo non è "funzionale" ma musicale. E' quello che molti non capiscono quando rispondono "sì ma non puoi mica dire che non sono bravi". Essere metallari significa anche andare in giro a portare il verbo di questa verità rivelata contrapponendoti alla "massa informe" che ascolta Laura Pausini (perché o metal o Laura Pausini, ovvio). Essere metallari significa in ultima analisi essere convinti di avere gusti ricercati quando in realtà si ascolta un tipo di musica istintivo, caciarone e semplice (sì, anche i gruppi ipertecnici che suonano i tempi in 173/16 sono semplici, perché è semplice associare il "o mio dio non c'ho capito un cazzo" a "il batterista è un mostro" e quindi a "questa musica è complessa quindi meglio delle altre") in cui solo pochi esempi nella storia sono andati oltre questo limite espressivo. Essere metallari significa considerare il metal come principio e fine dell'universo musicale, pensare che ogni musicista debba arrivare o passare comunque per lì se è davvero valido. Non è metallaro solo chi si concia con le catene e la maglietta dei Manowar, è una questione di percezione della musica, che è tipica di chi ascolta questo genere. Il mio è un discorso frivolo, se vuoi, è una considerazione sull'atteggiamento con cui oggi molti fruiscono dell'arte musicale. Che poi oh, sia chiaro, è un atteggiamento che c'è un po' ovunque oggi, prendi ad esempio un rapper, ti dirà sicuramente che il rap è la musica migliore perché è sincera, vera, ecc, quando sappiamo che mostri partorisce anche quel genere. Però là spesso c'entrano tutte questioni legate all'atteggiamento, alle tematiche (spesso ridicole) del gangster di strada, ecc, mentre per il metallaro sì, c'è anche una componente di atteggiamento, ma in ultimo la questione per lui è prettamente musicale, cioè lui/lei è convinto/a di sapere di musica. Tant'è...quando mi trovai tempo fa a commentare una recensione dei Meshuggah e dissi quanto secondo me uno non dovrebbe pensare tanto alla tecnica quanto al "perché" la usino in quel modo esasperato (tutto è esasperato nei Meshuggah: il suono, i tempi composti, la batteria... è un po' troppo esagerato per essere un semplice sfoggio di capacità, considerato che il batterista molto spesso affida le sue parti a una drum machine), quando dissi che i loro metodi compositivi assomigliavano a quelli di certi compositori di musica concreta e non poteva essere un caso, quando insomma invitai chi apprezzava quel disco a considerare se c'era una parte comunicativa e "poetica" sotto a quei suoni volutamente disperati mi tirarono una secchiata di merda in faccia. Nemmeno la musica con cui stanno in fissa riescono a capire, e pensare che il mio era un tentativo di dargli una dignità ben maggiore di quella del "gruppo ipertecnico" che tanti si limitano a criticare o idolatrare. Come vedi non ricevo proteste solo quando critico, ma anche quando lodo.
The 3rd and the Mortal Sorrow
Voto:
Taxirider io non so nemmeno cosa sia Rumore, e se proprio vuoi saperlo, per quanto conta, penso di essere uno dei pochi esseri umani al di sotto dei 30 che non ha mai toccato una canna in vita sua. E inoltre, tanto per mettere i puntini sulle "i", io Tom York lo vedrei volentieri appeso per le palle insieme a tutti quelli della sua band e a tutti quelli che rompono il cazzo con quanto sia un artista. Come vedi gli stereotipi in testa ce li hai tu, e non ne hai beccato manco uno. Io ho solo notato che la tua recensione è scritta superficialmente, a mio avviso, e l'ho detto. Posso essere stato sgarbato, cattivo, scortese, stronzo, ma quale sia la ragione ti assicuro che l'intellettualismo borghese non c'entra proprio niente. Ma vogliamo per forza metterci in mezzo ragioni di tipo sociologico, a un discorso simile? Sembra che ci tieni, perciò facciamolo. Allora, intanto partiamo dal presupposto che borghesi lo siamo tutti, e non è certo il tipo di musica che uno si ascolta che può fare la differenza. Oggi chi è più inculato di tutti è proprio chi crede di comprare qualcosa di alternativo alla massa ma fa parte dello stesso sistema di mercato, e fossi in te io ci rifletterei a lungo. Poi: i metallari più spontanei degli altri? Questa è bella. Perché, se uno si chiude in camera a sentire musica classica deve per forza essere represso, falso, ipocrita, BORGHESE? Che poi, spontaneità dove, che quando provi a parlare di musica con uno di loro devi stare attento sennò ti becchi pagine di insulti se solo provi a dire che un certo gruppo magari ti fa schifo? Sono talmente spontanei che certi dischi devono ascoltarli per forza perché sono "fondamentali", sennò non va bene, e questa non è una forma di intellettualismo? Sì che lo è, oppure per essere intellettuali bisogna per forza avere gli occhialetti e il capello da impiegato? Diciamo le cose come stanno: non sono spontanei, sono superficiali, esattamente come tutti gli altri "musicofili" che credono di aver scoperto la chiave del mondo perché ascoltano un genere di musica piuttosto che un altro. Il loro alla fine è solo un modo particolare di divertirsi, che poi sopra a questo modo di divertirsi ci costruiscano un universo per dargli chissà quale dignità è un altro discorso, e del resto lo fanno TUTTI, i metallari così come i cannabinomani che si esaltano con Tom York: la sostanza è la stessa, cambia solo la didascalia sotto la figura. Per conto mio, ho sempre cercato di ascoltare musica senza cadere nell'idolatria, e soprattutto senza prenderla come un'etichetta o come il pretesto per un'identità che non esiste. Posso ascoltarmi i Meshuggah senza essere metallaro, e scrivere una recensione su quanto mi ricordino la musica dodecafonica, essendo meno spocchioso di un metallaro che si chiude a scapocciare e pensa "senti quanto so' pesanti questi". Poi, se ti fa comodo, nessuno ti vieta di immaginarmi con gli occhialini mentre mi giro una canna.
Queen Made in Heaven
Voto:
I Queen fanno parte anche di me, molti sentimenti fortissimi li ho legati ai loro pezzi ma la critica dev'essere giusta, impietosa e imparziale. Quindi: molti pezzi incisi su questo disco sono validi, altri invece sono abilissime scelte commerciali. Infatti hai dimenticato di dire la cosa più importante, cioè che c'era troppo poco materiale per far uscire un full-length e quindi hanno dovuto ovviare riciclando pezzi vecchi usciti a nome di May e Taylor come solisti qualche anno prima. E poi, io me lo ricordo il tran tran su MTV all'epoca in cui uscì, e chi se lo ricorda come me sa quanto pubblicizzarono la morte di Mercury. Nemmeno con Cobain ci marciarono così tanto, e questo è un po' vergognoso. L'ultimo paragrafo della recensione è stato scritto ignorando volutamente le ultime uscite di May e Taylor a nome Queen: pietose e senza senso, con chiaro intento elemosinatorio. Purtroppo io tutta questa produzione "di cuore" non ce la vedo. P.S. "uno dei miei più grandi esempi musicali e vitali" è geniale.
The 3rd and the Mortal Sorrow
Voto:
@Lux. Frena, frena! E' evidente che il nostro caro Taxirider è di famiglia nobile, per questo si distingue tanto da noi borghesi, scusa. Lui si nutre a caviale e cultura, invece a noi tocca la nostra nicchietta subalterna di musica "indie" e libri di Joyce. Oh, è una questione di lignaggio: in fondo mica tutti hanno la raffinatezza mentale di comprendere la musica dei Katatonia o dei My Dying Bride. Rassegnamoci ordunque alla nostra piccolezza. Peccato che oggi non posso accendermi nessuna canna per combattere il sistema, perché sono a lavoro. Cazzo, vedi? Il sistema mi ha già fottuto. Ah, se avessi davvero avessi comprato la discografia dei Katatonia a 18 anni...
Days Of The New Days Of The New
Voto:
@Cornell, eh sì, me li sono persi, a quanto pare. Non si finisce mai di imparare. Ma mi fa piacere scoprire che la scena grunge era più vasta di quanto io non immaginassi. Non so perché ma la considero l'ultimo atto storico del rock inteso come genere. Forse per molti dirò un'eresia, ma dopo il fenomeno grunge non ce n'è stato un altro così spontaneo e venuto "dal basso" come quello. Vabbè, sono poco obiettivo, ho troppi ricordi e troppe emozioni legate...
Days Of The New Days Of The New
Voto:
Bel disco... forse il paragone con Soundgarden e Pearl Jam è un po' azzardato, questi sono molto più "heavy" nell'attitudine (leggo su wikipedia che partirono proprio come gruppo hard/heavy per poi abbandonare gli strumenti elettrici in maniera definitiva), diciamo che se proprio devo pensare a un paragone grunge mi saltano più all'occhio somiglianze con il rock degli Alice in Chains e lo stile solista di Jerry Cantrell, però l'atmosfera è quella. C'erano un sacco di gruppi in quel periodo che si muovevano sulla scia della tendenza grunge pur essendo lontani, concettualmente e fisicamente, dalla scena di Seattle, ed evidentemente questo è stato uno di quelli. Comunque una piacevole scoperta, grazie, vulgarbaro. P.S. Solitude è bellissima.
The 3rd and the Mortal Sorrow
Voto:
Sapete invece a me cosa fa ridere? Che chiunque si interessi di cultura nordica debba sentirsi 'sta roba e chiamarsi con nomi impronunciabili ai più per far vedere che lui si interessa di cultura nordica. Ma alla facoltà di Lingue, per chi studia finlandese, l'esame di folk-metal è obbligatorio? E da quanti crediti è?