Stoney

DeRango : 2,29
DeEtà™ : 6905 giorni • Qui dal 15 luglio 2007
Fiamma Nirenstein Israele siamo noi
Voto:
Inoltre sul fatto che lo studio faccia male e le parole non costruiscano niente posso essere d'accordo. Ma allora vale lo stesso anche per gli economisti moderni che strutturano il mercato in base ai loro studi, spero.
Fiamma Nirenstein Israele siamo noi
Voto:
Ti ho già risposto. «il discorso "è stato sempre così" va definito meglio: se intendi che c'è sempre stata divario fra ricchi e poveri così come giustizia e ingiustizia non fa una piega. Ma se è inteso nel senso che lo stile di vita è sempre stato lo stesso finora e che i valori nella storia sono sempre stati uguali, beh, allora non sta in piedi.»
Fiamma Nirenstein Israele siamo noi
Voto:
@Fedezan, molte persone (studiosi, intellettuali, scrittori, registi, poeti, musicisti, e anche scienziati) hanno detto che i «fatti» e la «sostanza» sono le ultime risorse di chi non ha più valori, e il pragmatismo assoluto è un'imposizione tutta moderna frutto di una visione distorta del vivere umano. Ora mi perdonerai se le mie opinioni sono state costruite tenendo conto anche del pensiero di questa gente e non solo guardando l'orticello fuori dalla mia finestra. Così, giusto per onorare quella tensione tipica umana di andare sempre oltre alle proprie esperienze, capire, imparare. Quindi sono abbastanza sicuro delle mie "mille parole". Studiando la storia, i «fatti» dicono che nessuna società pre-industriale, sebbene abbia sempre lottato contro malattie, carestie e lavoro dei campi, non si è mai permessa di abbandonare una visione del mondo che mettesse la vita degli uomini al centro dell'universo, tramite una cultura fatta di ritualità e spiritualità che hanno retto per millenni. Solo noi siamo stati capaci di spazzare via tutto e mettere al centro dei nostri pensieri soldi e mercato. Nessuno prima di noi ha mai avuto una simile ossessione per il materiale. Quindi il discorso "è stato sempre così" va definito meglio: se intendi che c'è sempre stata divario fra ricchi e poveri così come giustizia e ingiustizia non fa una piega. Ma se è inteso nel senso che lo stile di vita è sempre stato lo stesso finora e che i valori nella storia sono sempre stati uguali, beh, allora non sta in piedi. Forse sono io che dico cazzate, ma mi sembra piuttosto che tu, sposando la visione che oggi va per la maggiore, ti dimentichi comodamente degli insegnamenti e degli studi di chi ha ben descritto e compreso la realtà moderna valutandone le pericolosità e i rischi. Di gente che ha aperto gli occhi ce n'è stata a bizzeffe, e fino a poco tempo fa è stata anche tenuta in considerazione. Il fatto che oggi la cultura popolare preferisca ignorarla per dedicarsi alla fatica e allo "sporcarsi le mani" come unico valore fondante dell'esistenza è sicuramente una vittoria per chi vende convinzioni a uso e consumo dei pragmatisti, perché è il pragmatismo a convincere tutti che una realtà come la nostra è strettamente necessaria e vincolante. Non c'è nessuno oggi che osi pensare o anche semplicemente fantasticare su un modo di vivere differente, questo è il punto.
Fiamma Nirenstein Israele siamo noi
Voto:
Il fatto che il mercato moderno obblighi a quantificare, valutare, cifrare qualsiasi bene materiale, trasforma l'intera vita delle persone in una sorta di «bingo» perverso in cui far uscire i numeretti giusti per poter campare, una specie di roulette in cui chi fa il numero più alto merita di mangiare a discapito degli altri. Credo sia normale che in queste condizioni la gente sia portata a rubare, fregare e ingannare: nessuno ci sta a perdere in un modo così cretino vedendo vanificare sforzi, sogni e speranze, tranne chi si trova in una condizione talmente limitante che non può fare a meno di stare al suo posto e subire (gli operai che qualcuno citava, ad esempio, e in generale chi fa un qualsiasi lavoro da dipendente). Eppure, sebbene questo modo di vita sia odiato più o meno da tutti, nessuno arriva a pensare che FORSE sarebbe il caso di cambiare le regole. Tutti continuano ad ammazzarsi sul modo migliore in cui far tornare i conti, perché dal modello produttivo moderno non si prescinde, e pazzo è chi dice il contrario. Non vorrei pensar male, ma mi sembra che a volte proprio chi fa parte delle categorie più colpite da questo meccanismo malato (operai, povera gente) si rifiuti categoricamente di venire a patti con tale realtà e preferisca invece fare del vittimismo. Il discorso che fa spesso è: se non posso competere con chi è ricco e potente sul piano del denaro e del benessere, posso sempre farmi una ragione e un orgoglio personale pensando agli sforzi e al culo che mi faccio, che mi rende moralmente migliore di chi sta su una poltrona e mi comanda. E questo è davvero umiliante, cioè trovare un modo alternativo di sentirsi comunque migliori e vincitori, in nome della stessa logica moderna che accetta solo chi vince e affossa chi perde. Tant'è che poi giocano al superenalotto e fanno studiare i figli sognando per loro posizioni di prestigio, segno che allora sono uguali identici a chi li comanda, stessa cultura, stessa scala di valori. Tutto ciò è triste e mortificante, e fa pensare che siamo ben lontani dal risolvere le cose. Perché le cose non si risolveranno mai adottando un miglior sistema legale, un miglior metodo di rappresentanza, una redistribuzione dello stesso reddito: le cose cambieranno solo quando ci sarà coscienza e cultura della propria condizione. Forse fra qualche secolo.
Cannibal Corpse Kill
Voto:
Buona recensione. Tutto condivisibile, tranne questo tentativo di dargli un background concettuale che secondo me non hanno. Loro stessi infatti mi sembrano abbastanza autoironici nei confronti della loro musica tanto da non prendersi sul serio, perché in fondo sono quello che sono: una band dalle tematiche splatter-demenziali dove l'imperativo è solo superare in schifezza e nefandezza il limite ogni volta. Per quanto riguarda il lato musicale... beh, se è vero che per suonare questa roba ci vuole "un certo tipo" di tecnica (la tecnica è un concetto molto più vasto e generale di quanto non si voglia ammettere), è anche vero che eccellere in questo campo significa inevitabilmente essere limitati in altri, quindi non credo proprio che un bassista come quello dei CC si meriti folle di altri musicisti ai piedi, semplicemente ognuno fa il lavoro che gli riesce meglio, e lui fa questo; magari messo a confronto con altri tipi di musica non saprebbe dove mettere le mani. La domanda che mi faccio è: perché non basta mai limitarsi a dire che un musicista è bravo? Perché sempre questa mania di dire che tutti gli altri dovrebbero star zitti e inchinarsi? A meno che non si voglia insinuare ancora una volta la solita favola del musicista ipertecnico, che siccome sa pestare come un fabbro allora deve per forza saper suonare tutto il resto con automatica naturalezza.
Fiamma Nirenstein Israele siamo noi
Voto:
@De Lorenzo, sei prevedibile e scontato. Ti ho già spiegato che a me non me ne frega NIENTE che tu sia democratico, fascista, terrorista... il problema è anzi come ti poni. Ciononostante ti sei aggrappato a quella frase che ho scritto per alzare un nuovo polverone. Sei un agitatore furbetto, paraculo e anche un po' stronzo. Tu accetti solo le critiche che cominciano con una leccata di culo e che non osino mettere in dubbio la tua somma autorità, e soprattutto che non infilino il dito nelle tue più rognose contraddizioni. Questo fa di te anche una persona «un po'» presuntuosa. Della serie: «parliamo pure liberamente, ma sono io quello col ditino alzato, perché posso permettermelo, guarda quanti libri ho studiato». Beh, per me puoi anche crepare. Perchè vedi, puoi usare tutti gli specchietti per le allodole che ti pare: comunismo, illiberalità, anti-democrazia, terrorismo, con la stessa facilità con cui gli inquisitori urlavano «eretico!» e aizzavano la piazza, tanto la gente continuerà a venire qui a parlarti a viso aperto e a mandarti a fare in culo ogni volta che lo ritiene opportuno. Poi, se tu ti scandalizzi per le parolacce e la volgarità come una suorina appena entrata in convento, è un problema tuo e solo tuo. Non usare questo pretesto per salvarti dalla fatica di entrare nel merito delle questioni o per screditare i tuoi interlocutori, rispetta l'intelligenza di chi ti sta di fronte.
Fiamma Nirenstein Israele siamo noi
Voto:
De Lorenzo facciamo così: vuoi una critica seria? Allora facciamo finta che il mio commento precedente non esista, e cominciamo. Mettiamo subito in chiaro una cosa: credimi, non sono le tue idee a disturbarmi, è il tuo modo di parlare e presentare le cose. Potresti star qui anche a farmi l'apologia del nazismo, e se fosse un punto di vista supportato da ragionamenti fondati e articolati io non avrei nulla da ridire pur dissentendo, perché al contrario di te penso che nulla è assoluto e nessun punto di vista è mai totalmente assurdo. Ma frasi come «E' tragicamente ovvio che (...) le sinistre italiane parteggiassero per la popolazione palestinese (...) sulla base di un'acritica, e come sempre fideistica ed infantile, adesione ai dettami del Partito e del Pensiero Unico» fa venire l'ulcera. Sul serio, ma di cosa stiamo parlando? C'è una bella differenza fra esprimere un'opinione e darne una versione di presunta oggettività "super partes" come fai tu. I tuoi sono giudizi fatti, compiuti e assoluti che butti lì gonfio della sicurezza che siano veri per antonomasia. Secondo me pensi davvero che tutti gli individui dotati di buonsenso condividano senza esitazione la certezza che qualsiasi filopalestinese sia lapalissianamente un imbecille, e quindi qui finisce la tua analisi. Dai tuoi scritti si evince un "metodo di indagine" che non indaga affatto. Tu hai i tuoi dogmi e i tuoi assiomi che usi a metro di paragone per le varie realtà che prendi in considerazione, e in base a quanto queste ne sono distanti esprimi il tuo giudizio. Ad esempio, tu sei capace di giudicare come "inferiore" o "terrorista" qualsiasi sistema non democratico, perché parti dall'assioma che la democrazia di stampo occidentale sia sempre un bene a prescindere, quando invece è proprio quello che ti si chiede di dimostrare (se vuoi che i tuoi scritti siano presi con serietà e non come una chiacchiera da bar un po' più forbita), ma a te questo non sfiora nemmeno l'anticamera del cervello: il tuo giudizio è tanto vero quanto ovvio, è impacchettato e pronto per l'uso. Così facendo tracci dei confini molto stretti per chiunque voglia controbattere, perché tutto ciò che esce fuori dal tuo buonsenso diventa automaticamente fazioso, superficiale o ottuso. Ecco perché credi che il 90% dei commenti che ricevi siano "offensivi": perché non credi possibile mettere in dubbio i mattoncini indivisibili con cui costruisci le tue certezze, quindi arrivi a pensare che la gente se la prenda con te sul piano personale, e non che sia capace di strutturare una critica con spirito d'osservazione e cognizione di causa. E la cosa triste è che probabilmente non te ne rendi nemmeno conto.
Asesino Cristo Satanico
Voto:
@Sorciopeloso, la domanda è: se lo scopo è il cazzeggio divertente e simpatico, perché allora si va sempre e esclusivamente a parare sul satanismo? Se lo scopo fosse cazzeggiare in allegria ci sarebbero gruppi estremi che parlano di argomenti random fra cui forse anche il satanismo ogni tanto, mentre invece a me sembra che in tutto il panorama estremo il tema sia sempre e solo uno: Satana, odio, cattiveria, croci rivoltate, sangue, budella, violenza. E questo perché a chi ascolta questa musica piace sentir parlare di certe cose in un certo modo, e piace riconoscersi in questi signori che si pongono con atteggiamento nichilista e violento, perché cerca proprio quello. Se questi gruppi non fossero "siamo violenti, spacchiamo tutto, non guardiamo in faccia nessuno e osiamo sfidare anche il padreterno" non se li ascolterebbe nessuno. E non è una questione di scandalizzarsi (di cosa, poi, di una croce rivoltata? Del nome "Satana"? Per piacere...), la questione è che un tipo di musica simile ha i suoi bei messaggi, altro che innocente cazzeggio, e dice e comunica più di quanto tu non voglia ammettere.
Fiamma Nirenstein Israele siamo noi
Voto:
De Lorenzo non crede a una parola di quello che scrive. Il suo scopo è quello di lasciare messaggi in giro capaci di far indignare chiunque abbia un minimo di spirito critico. Lui non parla, come scrive nella prefazione, all'"utente medio del sito", parla a quelli che colgono bene la ferocia sottile delle sue affermazioni, li prende proprio per il culo a viso aperto. Si diverte poi a vedere le reazioni indignate e seriose della gente che commenta e si fa una grassa risata alla loro faccia. E' il nuovo metodo retorico usato nella comunicazione di massa: qualcuno fa un'affermazione al limite dello scandalo, così tutti si sentono in dovere di salire in cattedra a dire la loro sicuri di contare qualcosa, e mentre tutti si scontrano a suon di alti ideali, l'autore delle affermazioni continua indisturbato per la sua strada guadagnandone in notorietà. DeBaser è per De Lorenzo un laboratorio per le sue ricerche sulla moderna arte della presa per il culo.
Massimo Fini Sudditi. Manifesto Contro La Democrazia
Voto:
Cornell apprezzo la tua posizione mentale e i tuoi ragionamenti, non dev'essere stato facile affrontare una situazione simile e ti dico chiaramente che io 5 anni così non avrei retto. Tuttavia, il discorso che facevo prima prescinde dal tipo di lavoro: anche se tu facessi un lavoro ben pagato e creativo, questo comunque ti porterebbe via la quasi totalità del tempo della tua vita. Io non me la prendo con i lavori "bassi" e "faticosi", io me la prendo con il concetto di "lavoro" in generale insito nel nostro modo di concepire l'esistenza, cioè come l'unica attività capace di renderti soddisfatto, libero e nobile. Una società che arriva a pensare che è possibile essere liberi impiegando 40, 50 ore a settimana della propria vita con 15-20 giorni di ferie all'anno, è una società feroce e malata, ottusamente convinta che tu possa avere controllo decisionale sulla tua propria vita tramite il denaro, la merce, gli "oggetti inerti", e che tutto sia barattabile e valutabile. Ecco perché si parla di "opportunità" di lavoro: perché la società è davvero convinta, in fondo, di regalarti la possibilità di scegliere. E mi sembra un modo pericoloso di pensare, frutto di una comunità che ha perso di vista sé stessa e i suoi valori. Tant'è che siamo figli di uno sviluppo tecnologico mai visto prima nella storia, caotico e veloce, in cui i valori morali e religiosi che prima tutelavano la vita umana sono stati dimenticati perché erano d'ostacolo al grande sviluppo tecnologico e al mercato moderno. Le culture pre-industriali avevano tutt'altro approccio, e tutt'ora esistono culture che non sanno che farsene del mercato, delle 8 ore di lavoro e del denaro come lo intendiamo noi, e che inorridiscono di fronte alla prospettiva di sposare il nostro stile di vita materialista e nevrotico.