Fiamma Nirenstein
Israele siamo noi

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"My premise is very simple: Israel, contrary to commonly accepted propaganda, is a positive model, a case study for anyone who finds himself living in a democratic society that must eventually confront a defensive war-one that encompasses the entire universe of Western democracy today".
(F. Nirenstein, dalla presentazione all'edizione statunitense del libro)

La legge sulla par condicio e l'esigenza di non influenzare il diritto di voto degli utenti del sito mi spingono, con questo mio nuovo intervento, ad abbandonare la politica interna per dedicarmi, con più ampio respiro, ad una tematica di rilievo internazionale interessante quanto delicata, ovvero la "questione ebraica": meditata dopo la lettura di questo interessante saggio di Fiamma Nirenstein, autorevole rappresentante della comunità ebraica italiana ed ottima giornalista, già eletta nel nostro Parlamento.

Prima di discutere del libro, è forse opportuno chiarire - anche all'utente medio del sito, magari digiuno di storia - i termini della questione analizzata dal saggio della Nirenstein: dopo la cacciata da Gerusalemme nel 70 d.C., gli ebrei furono, per diversi secoli, una Nazione senza Stato, ovvero una comunità di popolo, cultura, religione priva di sovranità su una determinata porzione di territorio, e, conseguentemente, priva di istituzioni statuali espressive di tale potere sovrano.

Per lunghi secoli essi furono "dispersi" nei vari Stati europei, venendo variamente accolti, ora con favore (Paesi Bassi soprattutto, ma anche Inghilterra), ora con sostanziale indifferenza, altre volte con sfavore più o meno pronunciato (fu nella Repubblica Veneta che nacquero, ad esempio, i primi "ghetti": dal nome del quartiere ebraico sito nei pressi delle locali fonderie, richiamando il "getto" del metallo fuso).

Particolare fu il ruolo degli ebrei nel contesto mitteleuropeo ed europeo orientale: essi influenzarono profondamente la cultura di quei luoghi, soprattutto in ambito asburgico (pensiamo alla notevole influenza che ebbe l'ebraismo nella società praghese) o nell'Est più lontano (dove l'ebraismo influenzò non poco parte della cultura polacca), per non dire del mondo tedesco, in cui l'influenza ebraica toccò non solo vasti settori culturali, ma anche lo stesso sviluppo economico, diventando gli ebrei, ed in particolare la famiglia Rotschild, i principali finanziatori delle economie degli Stati tedeschi preunitari, fino ad assurgere ad arbitri della stessa economia europea (e dunque mondiale) dell'epoca, finanziando campagne militari come intraprese commerciali al di là degli oceani.

All'ascesa ed importanza ebraica nel contesto socioculturale europeo corrispose, come tragicamente noto, un crescente movimento antisemita, le cui radici sono troppo complesse e variabili per essere agevolmente sintetizzate: piuttosto che cercare una singola causa dell'antisemitismo, è preferibile limitarsi ad osservare come, nei confronti degli ebrei, pesassero una serie pregiudizi storici, sociali e psicologici (spesso frutto di autentiche falsificazioni) inerenti alla loro "colpa deicida", alla loro pretesa "infedeltà" nei confronti delle nazioni ospitanti, alla loro "influenza economica" e quant'altro: quello che conta è osservare come gli ebrei fossero, al contempo gli "estranei perfetti" rispetto ad ogni altro individuo ed i "colpevoli perfetti" rispetto ad ogni colpa possibile (come ad esempio alcuni casi parossistici di infanticidio o rapimento, rispetto ai quali si scatenava spesso un'irrazionale e folle "caccia all'ebreo").

Fu nel XX secolo che questi pregiudizi trovarono tragica sintesi, fino ad esplodere, nella Germania nazista, in cui le radici popolari e, sorprendentemente, teoriche (Fiche, Nietzsche), religiose (Lutero) dell'antisemitismo furono il detonatore della follia hitleriana: oltre sei milioni di morti nell'Olocausto (a cui vanno comunque aggiunti altri rappresentanti di minoranze etniche o culturali, come zingari, omosessuali, dissidenti politici). Tragedia, questa, alla quale non fu indifferente l'Italia Fascista, macchiatasi della colpa della "leggi razziali" del 1938 e della successiva deportazione di migliaia di ebrei nei campi di sterminio, da Buchenwald, a Treblinka o ad Auschwitz.

Fu dopo questa tragedia che la Comunità internazionale ritenne doveroso contrastare in varie dimensioni l'antisetimismo ed ogni forma di razzismo: fra le varie politiche attuate per evitare la ripetizione di siffatte tragedie, vi fu anche la doverosa cessazione della diaspora ebraica con la nascita dello Stato di Israele, sotto l'egida dell'ONU, nel 1948.

La questione, a questo punto, poteva dirsi risolta: eppure, come spesso accade nella storia e nella politica, presero allora abbrivio problemi ulteriori, di rilievo anche contemporaneo.

Avvenne infatti che la realizzazione dello Stato di Israele (per ovvie ed intuibili ragioni filo-atlantico e filo statunitense) fu avversata dalle popolazioni palestinesi stabilitesi in quei territori ormai da millenni: di religione musulmana, ma di etnia affine a quella ebraica, ove si consideri come tutte quelle tribù derivino dalla mitica figura di Ismaele, figlio illegittimo dell'ebreo Abramo. I palestinesi trovarono poi il sostegno degli altri popoli arabi vicini, fra cui siriani ed egiziani, dando il via ad una serie di guerre, guerriglie e bassa intensità e lotte che si trascinano ancor oggi, con morti da entrambe le parti.

Lotte e guerre talmente complesse in cui è difficile, dopo anni, scorgere i motivi originari e le ragioni dell'una o dell'altra parte.

L'aspetto più interessante della vicenda, per noi italiani, è ben colto dal saggio della Nirenstein, e riguarda il ruolo della nostra popolazione rispetto al conflitto mediorientale: ruolo in cui i pregiudizi politici e le lotte tipicamente interne hanno portato i partiti politici e le masse giovanili, soprattutto di sinistra, a riconoscersi nella difesa dei diritti della popolazione palestinese ed araba, adottandone simboli ed inni: questo non tanto per una razionale opposizione allo Stato ebraico in quanto tale, ma per una opposizione latente agli Stati Uniti visti come i registi occulti della crisi mediorientale e della stessa nascita di Israele, qui inteso come una longa manus della "plutocrazia" americana, a propria volta rappresentata da figure d'origine ebraica particolarmente influenti, come Henry Kissinger.

E' tragicamente ovvio che, in un simile contesto, fatta la semplice equazione USA/Israele= URSS/Palestina, le sinistre italiane parteggiassero per la popolazione palestinese, ed, in generale, filoaraba, sulla base di un'acritica, e come sempre fideistica ed infantile, adesione ai dettami del Partito e del Pensiero Unico.

Questa grossolana adesione, paradossalmente, finì per nutrirsi degli stessi pregiudizi antiebraici, o più diffusamente antisemiti, che circolavano in Europa da diversi secoli e che, come abbiamo poc'anzi chiarito, furono una delle stesse cause dell'Olocausto, o per meglio dire della "non manifesta opposizione" dei popoli europei allo sterminio della popolazione ebraica.

Per quanto sembri di primo acchito paradossale, vista anche la chiara matrice ebraica del pensiero marxista, la sinistra finiva dunque per strumentalizzare due volte la questione israeliana; la prima volta, sottovalutando le cause dell'Olocausto ed i suoi effetti per banalizzarle all'interno di lotte politiche interne; la seconda volta, utilizzando le vicende storiche relative alla nascita dello Stato di Israele come pretesto, o cavallo di Troia, per l'ennesima vacua critica al presunto imperialismo americano, senza avvedersi di un argomento comunque fondamentale, di cui ancor oggi si sottovalutano gli assunti: ovvero che lo Stato di Israele, per quanto criticabile in ordine alle politiche militari avviate dal suo efficientissimo Esercito e dai suoi eccezionali Servizi Segreti (ben descritti dal "Munich" di Spielberg), era e resta uno Stato democratico, specchio di una virtuosa coesistenza di valori ebraici e miglior tradizione occidentale, in un contesto sociopolitico in cui questi valori non si sono mai affermati e non hanno mai compiutamente attecchito.

In tale ambiente, sono stati invece i moderati a sostenere con assoluta coerenza e lealtà la posizioni dello Stato israeliano, sia riconoscendo in maniera assolutamente schietta la tragedia dell'Olocausto (di cui gli stessi moderati italiani furono, purtroppo, parte in causa, non opponendosi con nitore alla persecuzione ebraica, sia come fascisti che come cattolici), sia riconoscendo la centralità geopolitica dello Stato di Israele nello scacchiere internazionale ed il fatto che la difesa di Israele finisca per essere, al dunque, una difesa della democrazia nei confronti di tendenze antidemocratiche.

Il libro della Nirenstein lumeggia, con una prosa esplosiva, fiammeggiante, che non lascia prigionieri, e non dà alcuna tregua al lettore, la questione ed il suo impatto nella politica italiana, invitando tutti gli italiani "a dirsi Israeliani", ovvero schiettamente consapevoli della propria storia, ed ahinoi anche delle nostre colpe, ma anche edotti dell'importanza della democrazia come valore assoluto, la cui realizzazione sembra essere giustificata con ogni mezzo possibile, contro ogni nemico.

Il libro costituisce, in tale prospettiva, anche una rimeditazione del pensiero giovanile della Nirenstein, sedotta dalle sirene del '68 e dal libertarismo giovanile che spezzando tutte le catene del passato, recideva ingenuamente anche le proprie radici, ancorate a solide tradizioni e valori che, più che abbandonate, andavano rimeditate ed aggiornate.

Il messaggio, tuttavia, non si ferma solo qui: il libro ha anche una prospettiva politica e guarda al futuro, non solo al passato. Affermare che "Israele siamo noi" vuol dire anche che il modello politico israeliano deve considerarsi un modello generale applicabile anche in Europa, e, soprattutto, in Italia, allo scopo di difendere i valori fondanti della civiltà europea (le cui radici ebraiche non sono discusse nonostante i tentativi di rimozione del passato) nei confronti delle aggressioni esterne provenienti dalle popolazioni arabe e filo islamiche, soprattutto a seguito dei fatti dell'11 settembre e dell'attacco sferrato alle Torri Gemelle come simbolo della cultura occidentale: occorre, in tale visione, respingere siffatte aggressioni, portatrici di disvalori, e confinarle verso spazi esterni alla comunità occidentale, trattandosi di fenomeni insuscettibili di assimilazione nel più generale canone della cultura occidentale.

Un modello che, quindi, potrebbe essere utile, anche nel nostro Paese, per arginare gli effetti di un'immigrazione che propone dei valori alternativi a quelli fondanti la nostra civiltà ed i valori stessi di un Occidente che ha le sue radici, e la sua più alta espressione, nello Stato di Israele, visto come avanguardia e simbolo di tutti i paesi del mondo civile.

Un libro utile dunque: esso consente di mettere all'angolo i pretesi paladini della democrazia in Kefiah, oltre che le loro fragili radici, di dimostrare l'intima contraddittorietà della sinistra italiana rispetto a problemi storici e geopolitici, fornendo al contempo un'efficace ricetta per rispondere ai problemi del multiculturalismo contemporaneo, facendo tesoro degli insegnamenti della Storia.

Il colpo d'ala di questo libro è dunque quello di farci mettere, dopo secoli di distinzioni, nei panni del popolo ebraico, dando valore universale alla sensazione universale di chi si sente perennemente sotto minaccia da parte di aggressioni esterne finalizzate alla distruzione dell'identità del popolo. In questo il significato autentico dell'ammonimento morale contenuto nel titolo del libro.

Penso sia sufficiente ed invito tutti gli utenti a riflettervi bene, astenendosi da commenti strumentali e basati sul tipico luogo-comunismo che affligge molti, e sull'a-storico antisemitismo dell'estrema sinistra italiana, cercando piuttosto di riflettere sui contenuti e stimoli presenti in questo ottimo e schietto lavoro.

Questa DeRecensione di Israele siamo noi è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
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Ultimi Cinquanta commenti su OttantaSette

Tarpit
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Ma DeLorenzo, preso nell'unica maniera in cui dev'essere preso, è pure divertente. Il commentatore 34, che crede pure fermamente in questa sorta di divertissement informatico, è il paradigma del lobotomizzato debaseriano. Più divertente del primo soggetto. Ovviamente, detto con affetto e stima. Non vorrei essere troppo politicamente scorretto in questa rispettabile de-pagina. :)

Lostinspace
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Patetico sofista da quattro soldi. Ora anche il vittimismo. Cito, devo citare: "Mi limito a chiedere rispetto per le persone e per storie vere, dolori veri anche nei rapporti fra padri e figli". Ma di che cosa stiamo parlando? Cosa sono queste storielle che racconti qui? Il rispetto per cosa, per chi? Perché allora non ricordare anche i bambini che muoiono di fame e che sono il prezzo del benessere delle crasse democrazie occidentali? La fiera del qualunquismo, altro che dibattiti, concetti, Valori. Ma per piacere, De Lorenzo... eh? La tua disonestà intellettuale è sorprendente. Io continuo a confrontarmi con te comunque, non inneggio a nessuna censura o bavaglio. Non fare la vittima con me che non attacca, bello.

geb
geb
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Io commentai un tuo scritto tempo fa, in maniera civile ed argomentando le mie tesi (ovviamente antitetiche alle tue). Non ebbi risposta. Allora sai che ti dico? Predichi bene e razzoli male. Vuoi il confronto, ma come uno viene sul tuo stesso campo fuggi via. Democrazia? come quella italiana, dove c'è la maggioranza che quotidianamente ridefinisce le regole del gioco per avere campo libero? Col legittimo impedimento e le liste del pdl nel Lazio avete passato ogni limite. Ma quale democrazia, qui ci vorrebbero le bombe

Stoney
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@De Lorenzo, sei prevedibile e scontato. Ti ho già spiegato che a me non me ne frega NIENTE che tu sia democratico, fascista, terrorista... il problema è anzi come ti poni. Ciononostante ti sei aggrappato a quella frase che ho scritto per alzare un nuovo polverone. Sei un agitatore furbetto, paraculo e anche un po' stronzo. Tu accetti solo le critiche che cominciano con una leccata di culo e che non osino mettere in dubbio la tua somma autorità, e soprattutto che non infilino il dito nelle tue più rognose contraddizioni. Questo fa di te anche una persona «un po'» presuntuosa. Della serie: «parliamo pure liberamente, ma sono io quello col ditino alzato, perché posso permettermelo, guarda quanti libri ho studiato». Beh, per me puoi anche crepare. Perchè vedi, puoi usare tutti gli specchietti per le allodole che ti pare: comunismo, illiberalità, anti-democrazia, terrorismo, con la stessa facilità con cui gli inquisitori urlavano «eretico!» e aizzavano la piazza, tanto la gente continuerà a venire qui a parlarti a viso aperto e a mandarti a fare in culo ogni volta che lo ritiene opportuno. Poi, se tu ti scandalizzi per le parolacce e la volgarità come una suorina appena entrata in convento, è un problema tuo e solo tuo. Non usare questo pretesto per salvarti dalla fatica di entrare nel merito delle questioni o per screditare i tuoi interlocutori, rispetta l'intelligenza di chi ti sta di fronte.

nes
nes
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"A NES vorrei non rispondere, mi limito a chiedere rispetto per le persone e per storie vere, dolori veri anche nei rapporti fra padri e figli" perdonami... Non mi rispondi??? a cosa non rispondi??? guarda che io non ti ho chiesto nulla, ho solo cerato di regalarti un po' di informazioni che nei salotti da te frequentati potrebbero risultare utili. Non si sa mai, no? magari domani sei li con il tuo COCKtail in mano che non sai che dire alla quindicenne di turno, e poi, PAF!!! Fa capolino nella tua mente il mio commento sulla lecciso e allora sì che hai qualche cosa di serio di cui parlare. Guarda ti voglio così bene che ti offro altri spunti ( la fonte di riferimento è sempre wikipedia... No delo, non ovopidia... quello è un progetto fallito... eddai... ) bella lì delo solo per te lo faccio: "Costantino Vitagliano - conosciuto anche più semplicemente come Costantino - (San Martino Valle Caudina, 10 giugno 1974) è un personaggio televisivo italiano.

Cresciuto nella periferia milanese, ma di origini campane, è diventato un volto noto nel mondo dello spettacolo e dei gossip dopo la sua partecipazione nel 2003 alla trasmissione pomeridiana di Maria De Filippi Uomini e Donne, su Canale 5. Dopo alcuni esordi come "valletto" o comparsa in alcune televisioni locali (tra cui Antenna 3) e nazionali diviene il tronista della trasmissione Uomini e Donne.[1]

Nell'ambito della trasmissione ha scelto come sua ragazza una delle trenta corteggiatrici, Alessandra Pierelli, con la quale ha vissuto, nel 2004, una storia d'amore sotto gli occhi delle telecamere, con resoconti settimanali a Buona Domenica e riprese in diretta. Nel 2005 ha girato con Daniele Interrante e Alessandra Pierelli il film Troppo Belli, scritto da Maurizio Costanzo, pellicola stroncata da critica e botteghino per la sceneggiatura inesistente e per le più che scadenti interpretazioni dei protagonisti.[senza fonte]. Negli anni 2006 e 2007 è uno degli inviati della trasmissione Stranamore. Nel 2007 debutta come attore di fotoromanzi. Costantino è stato testimonial di molti marchi di abbigliamento tra questi Hollywood Q-od Paciotti. Ha posato nel 2005 per il calendario di MAX. Si è fatto scrivere un libro biografico da Alfonso Signorini: "Costantino Desnudo" edito da Maestrale Company, che ha venduto 250 mila copie, a cui si è poi aggiunta l'autobiografia "Dedicato a voi", edita da Mondadori (ISBN 8804545453).

Dal mese di giugno 2008 Costantino non fa più parte dell'agenzia di Lele Mora, dopo alcune critiche rivoltegli a mezzo stampa[2]. Ultimamente sta effettuando sponsorizzazioni mirate per i marchi Parah e Armada Nueva. Nella stagione televisiva 2008/2009 partecipa alla trasmisione domenicale di Simona Ventura Quelli che... il Calcio, dove era già comparso come valletto ad inizio carriera[1], ed è opinionista del trono maschile del reality show Uomini e Donne. Come già detto, tra il 2003 e il 2004, Costantino ha partecipato alla trasmissione televisiva Uomini e Donne di Maria De Filippi in cui aveva il ruolo di essere corteggiato da alcune corteggiatrici. Tra queste spiccò Alessandra Pierelli. Insieme, i due crearono un vero e proprio fenomeno mediatico, causato dalla sovraesposizione dei loro personaggi sugli schermi televisivi dovuta alla loro onnipresenza nei programmi di Maria De Filippi e di suo marito Maurizio Costanzo, che hanno sfruttato l'interesse del pubblico di Uomini e donne portando le storie della coppia anche in numerosi altri programmi della rete Canale 5.

CURIOSITA'----- che ti fa guadagnare un sacco di punti nelle discussioni dei tuoi salottini:"Costantino ha posato per il calendario 2009 della Protezione Animali di Legnano, associazione che da anni si occupa di accudire e affidare cani e gatti abbandonati nella provincia di Milano." We! de lo, guarda che non si sta parlando però dell'imperatore romano... occhio a non fare confusione, altrimenti la figuraccia è assicurata.




Skeletron
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al sempre stimato tarpit dico: link rotto

Tarpit
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Non so, una volta ci mettevi il cuore. Ora metti bello e brutto ai commenti (forse l'unico utilizzatore dell'opzione in tutto il sito, credo) e posti 'sti link - vecchi come il mondo, tra l'altro - da web-vittima. Insomma, non basta accodarsi al fenomeno da baraccone più in voga del momento (il nostro beneamato DeLorenzo). Ci vuole più sostanza. Stai diventando una specie di Grande Fratello debaseriota, io voglio salvarti da questo tuo inesorabile declino. :)

iside
iside Divèrs
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voglio raccontarvi una storia: un uomo lavorava in ferriera 12/13 ore al giorno, suo figlio disse "papà io non voglio finire come te, sempre stanco, sporco e puzzolente." decise di fare il carabiniere. un giorno durante uno sciopero padre e figlio si trovarono di fronte, si guardarono dritti negli occhi. Il figlio, ligio al dovere, scortò i crumiri dentro la ferriera mentre fuori gli scioperanti gridavano il loro sdegno serrando i pugni in tasca. La sera a casa il padre e il figlio si guardarono di nuovo dritto negli occhi, il padre serrò le labbra deglutì e ancora una volta strinse i pugni in tasca. DELORè lo vedi siamo morfologicamente diversi da voi.

De Lorenzo
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La degenerazione dei commenti mi spinge a dei chiarimenti: il mio intento non è quello di esprimere le mie idee in modo da creare un vuoto dibattito "De Lorenzo vs utenti", ma di fornire un inquadramento di tematiche di interesse generale come piattaforma di discussione democratica e dialogica su vari problemi. La mia assenza dal dibattito non è dunque frutto della presunzione o della malafede imputatami da @STONEY, @GEB o altri, quanto una garanzia del mio "disinteresse" rispetto all'affermazione di una tesi o dell'altra , ed una conferma della mia imparzialità rispetto al contendere. Spero che di questi spazi si riesca ad aprofittare. Spiace poi che mi si prenda per un fake: se davvero lo fossi, potrei sollazzarmi con uscite provocatorie alla Katarsys o simili (specie su un tema come la questione "ebraica") mettendo in difficoltà il sito; il fatto che ciò non sia accaduto - e non accadrà mai - riprova, spero, la serietà e costanza dei miei intenti, nonostante il disprezzo di alcuni. @ISIDE: aneddoto che fa riflettere, caro ISIDE, ma Lei stesso ammette il carabiniere è "ligio al suo dovere", rispettando la legge e ponendo in essere un comportamento dovuto. Il punto è che Forze dell'Ordine e proletariato sono parte di uno stesso popolo, che dovrebbe trovare una propria unità attorno a valori fondanti come Dio, Patria, Famiglia, spesso traditi da alcune parti politiche alla ricerca di "nuovi paradisi".

iside
iside Divèrs
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dio patria famiglia...siamo troppo distanti! "ligio al dovere" come i gerarchi nazisti a norimberga.

zaireeka
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IL problema è uno solo, altro che cazzi, Istraele, par condicio e politica estera. DOBBIAMO assolutamente LIBERARCI definitivamente IN MODO DEMOCRATICO di Lui e di quel gruppo "ristretto" di MATTI PERICOLOSI che lo appoggiano nelle sue dichiarazioni deliranti (gli altri a mio avviso possono essere recuperati se mai "ricoverandoli" in adeguate "comunità di recupero". Alcuni del gruppo, pochi, sono addirittura da apprezzare, a mio avviso). Ricordiamoci di quello che ha detto la (ex) moglie sul fatto che è "malato". Possiamo riuscirci prima che la situazione precipiti?

iside
iside Divèrs
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Zaireeka: ogni tanto non ascoltare i TG nazionali ascolta il TGR su radio 24 ( di confindustria), e vedrai come l'ordine delle cose è invertito. è sempre solo economia.
""""La politica in Italia ( e nel resto del mondo) non la fanno i "politici" ma i ricchi, gli aristocratici, i padroni, i guerrafondai, quelli che un tempo si chiamavano Imperatori, Sovrani, Re. Il più ricco comanda sul più povero. E allora quale democrazia: è da sempre soltanto oligarchia.""""

zaireeka
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De Lorenzo, a parte Dio, il cui tuo riferimento immagino sia a Berlusconi stesso, per Patria cosa intendi? Spero non quella festivaliera, aoutocompiaciuta e da parata che abbiamo visto ultimamente. E per famiglia cosa intendi? Spero non quella dell''ndragheta a cui "indirettamente apparteneva" (lo ha ammesso lui stesso) il Senatore applaudito con standing ovation dai tuoi amici in Parlamento. Comuqnue devo dire che non scrivi male ed hai una visione lucida ed efficace della "tua" realtà.

zaireeka
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@Iside. Io non riesco, sicuramente perchè non ho avuto le tue stesse esperienze di vita, ad avere una visione così convinta dei problemi del mondo. Il denaro a mio avviso fa muovere il mondo nella misura in cui è la benzina che fa muovere un'auto. Le auto però non camminano da sole, ci vuole qualcuno che le guidi. Il problema vero è i piloti (i politici) sono troppo concentrati a vincere la gara per il loro team, non sono mai disposti ad ammettere i loro errori, accusano sempre l'avversario, ed invocano ai complotti del giudice di gara ....

jack daniel's
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@ iSIDE, francamente non sono d'accordo con te, ma manco per niente. Fermo restando che le stronzate di delorenzo restano stronzate buttate lì tanto per procovare, non ritengo che il male in italia sia rappresentato dai carabinieri o dalla polizia e via dicendo. che poi fra questi ci siano quelli che fanno il loro mestiere con coscienza e quelli che lo fanno male, ok, ma questo vale per tutte le professioni, i minchioni li trovi ovunque. Poi identificare il poliziotto semplicemente come quello che va a dare manganellate alle manifestazioni mi sembra una bella cazzata da ragazzino incazzato col mondo, fermo restando che queste cose purtroppo son successe veramente. Un poliziotto, o un carabiniere fai un po' tu, è anche quello che dopo la giornata di lavoro torna a casa, se ne va a dormire e alle quattro di notte riceve una telefonata e deve tornare a lavoro, senza dire niente. Che il cavaliere mascherato abbia rotto le palle non ci sono dubbi, che ce la si prenda con chiunque faccia un mestiere diverso dall'operaio non è una cosa utile a mio avviso.

iside
iside Divèrs
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@@Jack. facciamo che , come i pedofili fra i preti, la percentuale di idioti è più alta in certe categorie. Facciamo che se il dovere mi dice "bastona un innocente" magari la mia coscienza dovrebbe opporsi e consigliarmi di cambiare lavoro. Guarda io ho un cognato carabiniere e lo so benissimo cosa vuol dire 48 ore di servizio continuativo e non retribuito o il telefono che squilla alle 3, 47 del mattino, però, quando avevamo entrambi vent'anni e lui era già nell'arma mi disse :" Davide i carabiniere ti picchiano e ti persiguiscono tutte le sere perchè hai i capelli lunghi, tu te li tagli e vedrai cha non avrai più problemi." be credi che io abbia tagliato i capelli per le loro idee bacate? No di sicuro però, ho capito come lavano il cervello a chi si arruola.

jack daniel's
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Anche perchè non si sporcano solo gli operai nelle fabbriche. Nessuno parla mai degli agricoltori che si spaccano la schiena dalla mattina alla sera, e sono assolutamente penalizzati da un sistema economico che li uccide. Con un ministero delle politiche agricole e alimentari che non fa niente per evitare situazioni assurde tipo le lievitazioni fantascientifiche dei prezzi nella filiera, con prodotti che all'agricoltore vengono pagati 10 centesimi al kg, se gli va bene, con i quali non paga manco le spese, e poi al mercato li trovi a 3 euro. Invece che fanno, vanno a dare il patrocinio ad un cazzo di panino del mcdonald's. Parliamo anche di queste cose, non sempre e solo degli operai che manifestano e dei poliziotti cattivi. Di cose che vanno di merda in questo paese ce ne sono una marea.

iside
iside Divèrs
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Ok parliamo degli agricoltori padani che dichiarano 10.000€ all'anno e quando grandiona o nevica o non piove o piove o c'è la siccità dichiarano perdite astronomiche?

jack daniel's
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@ Iside, sul lavaggio del cervello sono d'accordo con te. Solo che per come sono io le generalizzazioni non mi piaciono. Non credo che siano tutti dei lobotomizzati che eseguono ordini e basta senza manco riflettere. Magari quelli buoni son pure pochi, son pure in minoranza, ma proprio per rispetto a loro non è giusto generalizzare. Poi tu sei libero di pensare o dire quello che vuoi, è solo la mia opinione.

jack daniel's
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OK, Iside, vedo che continui a generalizzare e a portare solo ed esclusivamente acqua al tuo mulino. Che vuoi che ti dica, l'unica categoria da salvaguardare in Italia è quella degli operai. Contento? Ciao e auguri.

iside
iside Divèrs
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sugli operai ne ho tante da dire, ci vivo tutti i giorni insieme. ignoranti e presuntuosi, l'unica cosa di cui parlano è la nuova auto o il gol infuorigioco. prondi a piegarsi a 90 gradi per un euro in più al mese e sempre disposti ad accetare pagamenti in nero senza voler capire che così facendo si inculano da soli. sempre con una scusa valida per non mettersi mai in discussione, preferiscono delegare piuttosto che prendersi una responsabilità.

zaireeka
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Iside, per quanto rigurada il fatto dei capelli e di tuo cognato, quanto racconti mi sembra spiegare molto chiaramente il tuo "risentimento" (giustificatissimo). Ma, lasciatelo dire, tuo cognato se ha detto una cosa del genere, è solo una gran testa di cazzo, più che un carabiniere. Sul fatto che la classe operaia abbia solo prodotto esempi di "santità" non siamo molto d'accordo (anche se non mi sembra tu lo abbia affermato in questo frangente). Le parole di Jack mi sembrano in genere estremamente sagge.

jack daniel's
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Se una grandinata o una gelata ti arriva al momento sbagliato, non perdi solo la produzione di quell'anno. Le piante danneggiate, specie se sono state colpite le gemme, rischiano di non produrre per diversi anni. Non solo, sono più soggette a malattie fungine e batteriche, e potrebbe essere necessario anche espiantare la vecchia coltura e reimpiantarne una nuova. Nuova coltura che se arborea, prima di cinque-sei anni non darà prodotti vendibili. Moltiplica un po' i 10.000 per cinque o sei, aggiungici le spese, che non sono indifferenti, fatti due conti. Poi torna pure a declamare la tua Ode all'Operaio. Ma se certe cose non le sai, evita.

iside
iside Divèrs
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jack: dov'è la mia Ode all'operaio? ho lavorato in agricoltura e ho visto quanto si ruba pure lì.

Stoney
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Il fatto che il mercato moderno obblighi a quantificare, valutare, cifrare qualsiasi bene materiale, trasforma l'intera vita delle persone in una sorta di «bingo» perverso in cui far uscire i numeretti giusti per poter campare, una specie di roulette in cui chi fa il numero più alto merita di mangiare a discapito degli altri. Credo sia normale che in queste condizioni la gente sia portata a rubare, fregare e ingannare: nessuno ci sta a perdere in un modo così cretino vedendo vanificare sforzi, sogni e speranze, tranne chi si trova in una condizione talmente limitante che non può fare a meno di stare al suo posto e subire (gli operai che qualcuno citava, ad esempio, e in generale chi fa un qualsiasi lavoro da dipendente). Eppure, sebbene questo modo di vita sia odiato più o meno da tutti, nessuno arriva a pensare che FORSE sarebbe il caso di cambiare le regole. Tutti continuano ad ammazzarsi sul modo migliore in cui far tornare i conti, perché dal modello produttivo moderno non si prescinde, e pazzo è chi dice il contrario. Non vorrei pensar male, ma mi sembra che a volte proprio chi fa parte delle categorie più colpite da questo meccanismo malato (operai, povera gente) si rifiuti categoricamente di venire a patti con tale realtà e preferisca invece fare del vittimismo. Il discorso che fa spesso è: se non posso competere con chi è ricco e potente sul piano del denaro e del benessere, posso sempre farmi una ragione e un orgoglio personale pensando agli sforzi e al culo che mi faccio, che mi rende moralmente migliore di chi sta su una poltrona e mi comanda. E questo è davvero umiliante, cioè trovare un modo alternativo di sentirsi comunque migliori e vincitori, in nome della stessa logica moderna che accetta solo chi vince e affossa chi perde. Tant'è che poi giocano al superenalotto e fanno studiare i figli sognando per loro posizioni di prestigio, segno che allora sono uguali identici a chi li comanda, stessa cultura, stessa scala di valori. Tutto ciò è triste e mortificante, e fa pensare che siamo ben lontani dal risolvere le cose. Perché le cose non si risolveranno mai adottando un miglior sistema legale, un miglior metodo di rappresentanza, una redistribuzione dello stesso reddito: le cose cambieranno solo quando ci sarà coscienza e cultura della propria condizione. Forse fra qualche secolo.

Skeletron
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lodato il commento per errore. vabè.

fedezan76
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Non fra qualche secolo. Mai, verranno risolte. O perlomeno mai nel modo che intendi tu, stoney, che è pura utopia e mai si è realizzato. La natura dell'uomo non è quella che idealizzi. Gli ideali sono chimere, a volte linee da seguire, ma sono teorie per assurdo che non cozzano con la realtà. Ripeto ciò che ho già detto, ci sono stati periodi molto peggiori di questo. E non trovo assolutamente niente di male cercare di migliorare la propria vita sporcandosi le mani, ognuno nel modo che gli è possibile. Senza fare calcoli del tipo quello ha più soldi di me e allora è più felice. Poi se le persone a volte si lamentano, non è certo una colpa imperdonabile. E' umano anche questo. I fatti e la sostanza valgono sempre e comunque più delle tue mille parole e giustificazioni.

Skeletron
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stoney, sei tutto fumo.

iside
iside Divèrs
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@@@fedezan a leggere il tuo commento mi vengono dei dubbi """E non trovo assolutamente niente di male cercare di migliorare la propria vita sporcandosi le mani, ognuno nel modo che gli è possibile.""" anche con l'assassinio e il suproso continuo? sara che io ho una fedezen ? ;-)))

jack daniel's
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@ ISIDE, "ho visto quanto si ruba pure lì". Ecco, si, continui a generalizzare, e di commento in commento la cosa si fa più evidente. Hai lavorato in agricoltura. Ok, hai lavorato in tutte le aziende agricole italiane? Penso di no, quindi continui a parlare di cose che non conosci o che conosci solo in parte facendo della tua esperienza personale, che non metto in discussione, la pietra angolare su cui poggerebbe l'intera realtà. Come dire, sei uno specialista del fare di tutta l'erba un fascio. Che te devo dì, a sto punto per me la discussione termina qui, hai le tue convinzioni, tienitele strette, ciao.

iside
iside Divèrs
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Jack. la rete è il bar del 2000. tutti chiacchierano, nessuno ha la verità in tasca.

fedezan76
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@iside: è chiaro che mi riferivo al commento di stoney sugli operai ;D Soprusi, assassini ... anche quelli purtroppo esistono da sempre e non sono mali esclusivi del nostro tempo.

Stoney
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@Fedezan, molte persone (studiosi, intellettuali, scrittori, registi, poeti, musicisti, e anche scienziati) hanno detto che i «fatti» e la «sostanza» sono le ultime risorse di chi non ha più valori, e il pragmatismo assoluto è un'imposizione tutta moderna frutto di una visione distorta del vivere umano. Ora mi perdonerai se le mie opinioni sono state costruite tenendo conto anche del pensiero di questa gente e non solo guardando l'orticello fuori dalla mia finestra. Così, giusto per onorare quella tensione tipica umana di andare sempre oltre alle proprie esperienze, capire, imparare. Quindi sono abbastanza sicuro delle mie "mille parole". Studiando la storia, i «fatti» dicono che nessuna società pre-industriale, sebbene abbia sempre lottato contro malattie, carestie e lavoro dei campi, non si è mai permessa di abbandonare una visione del mondo che mettesse la vita degli uomini al centro dell'universo, tramite una cultura fatta di ritualità e spiritualità che hanno retto per millenni. Solo noi siamo stati capaci di spazzare via tutto e mettere al centro dei nostri pensieri soldi e mercato. Nessuno prima di noi ha mai avuto una simile ossessione per il materiale. Quindi il discorso "è stato sempre così" va definito meglio: se intendi che c'è sempre stata divario fra ricchi e poveri così come giustizia e ingiustizia non fa una piega. Ma se è inteso nel senso che lo stile di vita è sempre stato lo stesso finora e che i valori nella storia sono sempre stati uguali, beh, allora non sta in piedi. Forse sono io che dico cazzate, ma mi sembra piuttosto che tu, sposando la visione che oggi va per la maggiore, ti dimentichi comodamente degli insegnamenti e degli studi di chi ha ben descritto e compreso la realtà moderna valutandone le pericolosità e i rischi. Di gente che ha aperto gli occhi ce n'è stata a bizzeffe, e fino a poco tempo fa è stata anche tenuta in considerazione. Il fatto che oggi la cultura popolare preferisca ignorarla per dedicarsi alla fatica e allo "sporcarsi le mani" come unico valore fondante dell'esistenza è sicuramente una vittoria per chi vende convinzioni a uso e consumo dei pragmatisti, perché è il pragmatismo a convincere tutti che una realtà come la nostra è strettamente necessaria e vincolante. Non c'è nessuno oggi che osi pensare o anche semplicemente fantasticare su un modo di vivere differente, questo è il punto.

fedezan76
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A questo punto credo che troppo studio faccia male... le parole da sole non hanno mai costruito niente...

fedezan76
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"i «fatti» dicono che nessuna società pre-industriale si è mai permessa di abbandonare una visione del mondo che mettesse la vita degli uomini al centro dell'universo, tramite una cultura fatta di ritualità e spiritualità che hanno retto per millenni. Solo noi siamo stati capaci di spazzare via tutto e mettere al centro dei nostri pensieri soldi e mercato." Lasciati dire che questa è una grande cazzata. Per spiritualità intendi anche la caccia alle streghe? Per uomini al centro dell'universo intendi gli imperi conquistatori o i popoli dominati, resi schiavi e stuprati nel profondo?

fedezan76
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E quando non erano i soldi al centro dei pensieri, lo era comunque il potere. Cosa è cambiato? Per quanto non sia ancora abbastanza, c'è più rispetto della vita oggi rispetto al passato.

Stoney
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Ti ho già risposto. «il discorso "è stato sempre così" va definito meglio: se intendi che c'è sempre stata divario fra ricchi e poveri così come giustizia e ingiustizia non fa una piega. Ma se è inteso nel senso che lo stile di vita è sempre stato lo stesso finora e che i valori nella storia sono sempre stati uguali, beh, allora non sta in piedi.»

Stoney
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Inoltre sul fatto che lo studio faccia male e le parole non costruiscano niente posso essere d'accordo. Ma allora vale lo stesso anche per gli economisti moderni che strutturano il mercato in base ai loro studi, spero.

fedezan76
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Ho parlato di "troppo studio" e di "parole da sole". E' logico che gli stili di vita cambiano, non mi sembrava necessario evidenziarlo. E si, è la sostanza che è sempre la stessa. I valori nella storia non sono sempre stati uguali, personalmente penso che spesso siano stati manipolati dal potere. Ma penso anche che c'è più gente che vive bene oggi rispetto al passato. E' che magari questa gente trova il modo di lamentarsi anche di questo, ma più per il fatto che si è talmente assuefatta al benessere che vuole sempre qualcosa di più o qualcosa di diverso. Consiglierei a tutte queste persone di farsi un viaggio in Medio Oriente, o nella Cina interna, oppure nel nord del Brasile per capire che noi non abbiamo il diritto di lamentarci.

Bonny91
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Sottoscrivo il commento numero 20 di Stoney con il sangue. Interessante vedere come il malefico DeLorenzo riesca poi ad attrarre a sè pure Stoney, che come tutti si ritrova impelagato in un assurdo dibattito con un moderno sofista. Non si scappa a DeLorenzo.

fedezan76
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Ma il commento numero 20 posso sottoscriverlo pure io, è nei successivi che Stoney ha sparato assurdità che stanno forse in cielo ma non in terra. E lasciati dire bonny91, è meglio che prendi il vocabolario e recuperi il significato della parola sofista. Credo di essere quanto di più lontano da questa affermazione.

Deep-Frenk
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La democrazia è il modo migliore di metterlo in culo alla gente facendogli credere di essere liberi.

fedezan76
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Sicuramente è una bella frase ad effetto, ma purtroppo non basta. Chi ha una soluzione migliore si faccia avanti ... Si perchè a distruggere sono buoni tutti, ma ci vuole qualcuno a ricostruire poi.

fedezan76
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Propongo De Lorenzo al governo e Stoney all'opposizione.

panNZZOone
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Quale' il modo migliore per essere liberi?

Stoney
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@Fede, ma il Medio Oriente, il Brasile, non stanno male proprio per via del nostro modello di sviluppo insostenibile che ci ha portato a sfruttare le risorse di quei luoghi impoverendoli? Lo sai che l'Africa era autosufficiente fino a un secolo fa? Chi è che ha peggiorato le condizioni di vita di quelle popolazioni? E ti sei accorto che in Medio Oriente la popolazione non è minimamente intenzionata ad accettare il nostro modello di mercato (e quindi di vita) che stiamo cercando di imporgli con la forza? Saranno tutti stupidi? Io mi lamento, altro che se mi lamento, ne ho il pieno diritto di fronte a chi mi vuole raccontare che oggi c'è rispetto per la vita e per le persone, perché è evidente che sta parlando dell'angolino di mondo che vede affacciandosi dal pianerottolo di casa, e fra l'altro lo vede anche male. Di' un po', ma i milioni di immigrati che invadono l'Italia vengono qui per divertirsi? Chi ha devastato gli ecosistemi dei loro luoghi natii dove una volta vivevano cogliendo i frutti dagli alberi? Dove sta questo benessere di cui parli? Fra l'altro poi, con la povertà avanza anche in occidente, con sempre più gente vive sotto la soglia di povertà anche in Europa, dove la gente perde il lavoro solo per far tornare un paio di cifre su qualche bilancio, come fai ad affermare una cosa simile? Forse una volta un contadino rischiava la fame quando il raccolto veniva distrutto dalle piogge e dagli alluvioni, ma di certo la ferocia tutta umana con cui oggi si esclude la gente dai posti di lavoro solo per calcoli non esisteva. Tu mi consigli un viaggio in Brasile: io te ne consiglio uno negli Stati Uniti, vai a vedere quanto benessere ha portato lì il modello occidentale, dove un terzo della popolazione non può permettersi cure mediche. Seriamente, ma di cosa stiamo parlando?

Tarpit
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Nonostante non sia nemmeno io uno degli amanti dei kilometrici commenti di Stoney, quest'ultimo è piuttosto centrato, strano a dirsi. Il commento 71, comunque, suona (magari non era tua intenzione) come un'apologia all'ignoranza. La cosa che mi lascia più perplesso dei commenti di fedezan76 è il suo pensare, fermamente, che questo sia il migliore dei mondi possibili, cosa che può essere pur vera, ma limitatamente al decimo di mondo, ricco e fortunato, in cui noi qui presenti viviamo. Ecco, il pensare che questo sia il miglior mondo possibile è una mancanza d'umanità nei confronti del, cito lui stesso, Nord del Brasile, del Medio Oriente e della Cina interna. A lui e a Panzozzone (commenti 80 e 82), consiglio di leggere alcuni scritti di H.D. Thoreau, che sicuramente non vi cambierà la vita ma, si spera, vi apra a nuovi spiragli.

panNZZOone
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Tarpit riassumimi un attimo sti scritti e andiamo al sodo perche qua ' non se ne puo' piu' di chiacchere da poltrona in finta pelle

fedezan76
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Tarpit, hai interpretato erroneamente i miei commenti. Non ho mai detto che questo sia il migliore dei mondi possibili. Certo ognuno di noi deve cercare di renderlo tale, per se stesso. Ho detto invece che si, noi, siamo dei privilegiati e ci lamentiamo di ogni cosa senza essere nel diritto di farlo. Proprio perchè altri stanno molto peggio di noi. Per motivi di lavoro (ma anche sentimentali) ho avuto l'opportunità di viaggiare parecchio e di confrontarmi con persone di svariati livelli sociali. La mia esperienza mi ha convinto che comunque la democrazia sia il male minore. E dal mio punto di vista il commento 83 di Stoney rappresenta una visione parziale dei problemi di quei Paesi. Non esiste solo l'uomo cattivo occidentale, ma anche una incredibile sproporzione della ricchezza in quei Paesi. Per il resto ognuno è libero di vederla come vuole. Sia chiaro però che il mio non è un discorso di carattere politico e che non sono intervenuto in favore di De Lorenzo. Ho voluto solo criticare alcune prese di posizione eccessive di Stoney. Con il quale tra l'altro è sempre interessante confrontarsi (è successo spesso), perchè lo trovo un ragazzo intelligente che però spesso tende a sbilanciarsi troppo verso il lato negativo di ogni cosa.

fedezan76
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@tarpit: il commento 71 era una chiara e spero simpatica risposta alle prime due righe del commento precedente.

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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