Stoney

DeRango : 2,29
DeEtà™ : 6906 giorni • Qui dal 15 luglio 2007
Hell Is For Heroes The Neon Handshake
Voto:
Ero stato incuriosito dalla recensione e quindi me lo sono ascoltato. Ho pensato "sì è un disco emo, ma che cavolo, se ne parlano così bene qualcosa di buono ci sarà, no? Forse abbiamo dato alla parola 'emo' un significato troppo di parte, forse è un termine inflazionato, e poi non è giusto trincerarsi dietro stupide generalizzazioni, insomma, magari come succede per tutti i generi, c'è la parte commerciale e la parte nascosta che spesso cela cose interessanti. Diamogliela una chance". Ecco, è questo il problema: che gliel'ho data, e non dovevo farlo. Chi me l'ha fatto fare? Adesso so che per quanto riguarda l'Emo è giusto generalizzare.
Pearl Jam Ten
Pearl Jam Ten
20 giu 08
Voto:
DaveJonGilmour levati quel cazzo di nome che non te lo meriti. "Ma dov'è la ricerca, l'innovazione, la capacità di coinvolgimento, la grande tecnica nei Pearl Jam?" Punto primo: dove sta scritto che qualcosa sia valida solo se ricerca, e innova. Punto secondo: il coinvolgimento c'è, se non ti coinvolgono bè...cazzi tuoi, e la tecnica pure. Se per te questi non hanno tecnica torna a farti le seghe sui Dream Theater. E' incredibile come la gente veda la musica a senso unico, cazzo.
Marracash Marracash
Voto:
Frasi come "voi non capirete mai", o "l'Italia è un paese ottuso" sono molto comode quando non si hanno argomenti. Ma facciamo così, le prendo per buone e accetto di non capire. Allora mi siano permesse due osservazioni. La prima è che se il vostro scopo è quello di denunciare la condizione di disagio e sofferenza e la gente non vi capisce evidentemente avete fallito nella comunicazione di tale messaggio, ed è ora che fate qualcosa invece di autocompiacervi gli uni con gli altri. La seconda è che se davvero non possiamo capire allora perché continuate a rompere il cazzo sulle tv e sulle radio? Fatevele a casa vostra le rime sulle basi, tanto noi non le capiamo. Perché dite che la tv è un compromesso per raggiungere il pubblico, se tanto poi il pubblico è ottuso e ascolta Gigi D'Alessio? Vedete, vi contraddite senza nemmeno accorgervene e poi parlate di crediblità... bah.
Marracash Marracash
Voto:
Framtom, non so se ti sei reso conto ma con il tuo commento mi hai dato ragione su tutta la linea. E' esattamente questo quello che intendevo, alzare simili barricate e difendersi dalle accuse (che accuse non sono) dando dello pseudo-intellettuale figlio di papà col BMW appena uno si azzarda a dire qualcosa che non ti piace (e che dimostri di non aver capito). È la logica "o con noi o contro di noi" che criticavo, e tu l'hai centrata in pieno. Bravo.
Marracash Marracash
Voto:
Ma dimmi, serve davvero tutta questa credibilità? Perché è così importante? A cosa serve puntare l'indice su questa sincerità, a dimostrare a te stesso e al mondo che la musica che ascolti è quella giusta o quella migliore? Tanto se il rap non ti piace non sarà certo la sincerità di chi lo fa a farti cambiare idea, e se invece ti piace lo ascolterai anche se sai che chi lo fa è un personaggio costruito. Sbaglio? A me sembra tanto che sta storia della sincerità sia un pretesto per pararsi dalle critiche, così se qualcuno ti viene a dire "che cazzo di musica t'ascolti" puoi rispondergli "eh, io ascolto musica sincera fatta col cuore, mica come te". Perché quello che succede oggi nel rap e in moltissimi altri tipi di musica è che la gente non si accontenta di ascoltarli e basta: li usa come pretesto per crearsi un gruppo di appartenenza di cui sentirsi parte e per cui "combattere". Ammesso il fatto che nel 99% dei casi chi parla di strada e periferie esagera le cose, questo significa che allora c'è un'effettiva tendenza a indossare una maschera. In realtà giocare a fare il gangster nel rap è come giocare a fare i cattivi nel metal, sono nient'altro che maschere che si indossano per il tempo necessario di presentarsi in pubblico, poi nella vita reale magari si è totalmente diversi. Lo fa tanto il blackster quando dice di adorare il diavolo quanto il rapper quando dice di essere il re del suo quartiere, e magari tutti e due sono le persone più normali della Terra. È la ricerca di un'identità collettiva che spinge a sposare i dettami e i cliché di questo o quel genere, in base a una scelta del tutto arbitraria e del tutto auto-legittimata secondo criteri tutt'altro che obiettivi. Non è come sposare l'ideologia di un partito politico, che è una scelta tutto sommato ragionata in base al pensiero che più ci rappresenta, è piuttosto come tifare per una squadra di calcio, che si sceglie in base a gusti personali e istintivi. Ogni tifoso è convinto di tifare per la miglior squadra del mondo e fa quadrato contro quelli delle squadre avversarie, sentendosi migliore in base al fatto stesso di sventolare una bandiera di un colore piuttosto che di un altro. È la scelta a legittimare la scelta stessa, è un circuito autoreferenziale dove non c'è nessun criterio obiettivo a dettar legge, e questa non è affatto sincerità, è la morte della personalità, è il disperdersi dell'identità individuale nel mare informe della massa indistinta, è omologazione (vestirsi tutti uguali, parlare tutti uguali, muoversi tutti uguali), e nel rap in particolare questa cosa avviene in maniera decisamente più esasperata e, a mio avviso, fastidiosa rispetto ad altri generi.
Marracash Marracash
Voto:
A parte che i versi che ha citato kosmogabri sembrano scritti da un bambino di 6 anni, il punto è che se canti di non esserti piegato alle major che volevano che vendessi ai 12enni, però lo fai a TRL davanti a una folla in cui il più grande avrà 14 anni, mi pare anche il minimo che la tua credibilità ne risenta. Il fatto poi che gli stessi 12enni lo ascoltino e lo elevino a mito nonostante dica una cosa simile è sintomatico di molte cose... E poi, odio ripetermi, ma il discorso è sempre lo stesso: chi davvero ha preso le palate in faccia dalla vita non lo va a dire in giro, non lo ostenta, non lo usa per fare l'eroe di sto cazzo, non ci costruisce sopra un personaggio, e soprattutto non lo vende. Qui si confonde la denuncia sociale con le pose da fighetto, temi seri e scottanti come l'arretratezza delle periferie con atteggiamenti da TV che vanno di moda. Oggi fare finta di essere un gangster è una tendenza né più e né meno come quella di ascoltare emo. Se davvero a questa gente stessero a cuore temi di rilevanza simile smetterebbero di fare i pagliacci e si darebbero seriamente da fare, combatterebbero le logiche economiche e sociali che davvero li hanno emarginati invece di sfruttarle a proprio vantaggio per passare dall'altra parte della barricata.
Marracash Marracash
Voto:
Sentite, io non vorrei sembrare il solito bacchettone, ma di gente nata e cresciuta nelle periferie che ha avuto un'esistenza difficile ce n'è davvero tanta, e non si mette di certo a fare rap, perché ha cose più importanti a cui pensare. E invece pare quasi che l'unico modo di riscattarsi per questa gente sia fare un disco rap... chissà quanti invece sono riusciti a farlo diversamente, magari trovando un lavoro onesto, per esempio, e chissà quanti invece purtroppo NON ci sono riusciti e sono finiti male. Facciamo quindi un discorso verosimile e diciamo le cose come stanno: non siamo a New York e non siamo a fine anni '70, il rap ha perso la sua identità primaria di genere di denuncia proveniente dal basso. Oggi di quell'antica attitudine è rimasta solo la forma che si è progressivamente trasfomata in moda: atteggiarsi come i neri cresciuti in mezzo alle sparatorie ad Harlem, anche se sei di famiglia medio agiata, anche se sei nato al centro di Roma, fa fico e ti dà un tono da uomo vissuto che nel rap è tutto, conta più quello che la musica. Il binomio rap + testi che parlano di periferie difficili è ormai rodato, fa tendenza, lo fanno praticamente TUTTI, diciamo anzi che nel rap oggi è quasi l'unica tematica trattata, fa parte del genere così come le chitarre del rock. Non esiste rapper che non faccia un disco con un pezzo che parla di quanto ha sofferto da piccolo, un altro di quanto lui sia meglio di tutti e uno di quante puttane vogliono scoparlo perché ha i soldi. Insomma, in conclusione, mi risulta davvero molto difficile dare credibilità a gente come questa, che oltretutto viene lanciata e sostenuta dall'industria e dal circuito di MTV con tanto di esibizioni a TRL davanti alla folla di ragazzini e ragazzine come i Finley, Mondo Marcio e altri abomini simili.
Marco Carta Ti rincontrerò
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E ti pareva che non c'era il solito genio che diceva "voi rosicate perché siete invidiosi"? Tanto ormai si applica a tutto questo ragionamento: ti sta sulle palle Marco Carta? Eh, è perché sei invidioso del suo successo; non ti piacciono i Dream Theater? Eh, è perché sei invidioso della loro bravura; non hai votato Berlusconi? Eh, è ovvio, è perché sei invidioso dei suoi soldi. La frase jolly da tirare fuori quando non ci sono argomenti. Fra un po' troveranno il modo di dirti che se non ti piace andare a trans è perché sei invidioso che ce l'hanno più grosso del tuo.
Marco Carta Ti rincontrerò
Voto:
x Zio Ozzy: i Linea 77 fanno musica valida? Bah, de gustibus... però come hai detto tu non ci pensano sopra due volte a svendersi con Tiziano Ferro. E i Cripple Bastard li vedi in TV, tu? O i Novembre? Stiamo sempre parlando di gruppi che hanno un mercato limitato, e comunque in quanto a validità della loro proposta non mi sembrano questi mostri... E' sempre per via della solita storia che se vuoi avere visibilità devi scendere a compromessi, altrimenti rimani relegato nell'underground. Ovviamente, non fraintendermi, meglio i Novembre che Marco Carta, questo mi sembra scontato. x Vivaldi: ma smettila tu di drogarti, così forse la pianti di dire stronzate.
Marco Carta Ti rincontrerò
Voto:
Trovo stupido aspettare che uno così, nato e cresciuto in mezzo a un ambiente simile, sostenuto dal circuito della De Filippi, lanciato come idolo pre-adolescenziale dal faccino pulito che piace alle mamme, cresca artisticamente. Non so tu dove abiti, ma se abiti in una città medio-grande una sera fatti un giro in un locale dove c'è musica dal vivo, e ti accorgerai che di gente che artisticamente vale qualcosa e che ha tanto da dire c'è, è pieno ovunque. Ci sono migliaia di ragazzi che per passione si sono fatti una cultura musicale, poi hanno imbracciato uno strumento e ora dicono la loro. In Italia purtroppo non è arrivata la cultura rock, non è arrivata la cultura hip-hop (quando ancora aveva un senso), non sono arrivate correnti che bene o male hanno influenzato tutto il resto del mondo, o se sono arrivate lo hanno fatto dopo essere state impacchettate e ripulite per poter essere commercializzate, in Italia a malapena conosciamo i Pink Floyd. In Italia crediamo che il rock sia quello di Ligabue e l'hip-hop quello di Mondo Marcio, abbiamo ancora Sanremo che decide chi deve vendere e chi no e detta i parametri di cosa può passare in TV e cosa no, e poi abbiamo un nugolo impazzito di ragazzine in visibilio per i Finley e ovviamente ora anche per Marco Carta. Che dire... ammetterai che dall'ottica di uno che è appassionato di musica (di musica vera, non di intrattenimento) è difficile digerire certe cose.