DuaneTheReturn!

DeRango : -0,27
DeEtà™ : 6833 giorni • Qui dal 25 settembre 2007
Mina Mina Quasi Jannacci
Voto:
E’sempre più semplice guardare gli altri che se stessi.-

L’uomo in larga misura pensa ed agisce guidato dal proprio “io”,
egli anche se un religioso, nell’umana natura è sempre spinto a
guardare più i difetti degli altri, ad osservarli minuziosamente,
sottolineandone tutte le svariate sfumature, attento osservatore dei difetti altrui, ma distratto per i propri.
L’umana natura egocentrica, ha sempre un medesimo comportamento,
sia davanti a Dio che davanti agli uomini.
Ricordate la parabola del pubblicano?
Luca 18:10-13 "Due uomini salirono al tempio per pregare; uno era fariseo, e l'altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava cosí dentro di sé: O Dio, ti ringrazio che io non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adúlteri; neppure come questo pubblicano.
Io digiuno due volte la settimana; pago la decima su tutto quello che possiedo.
Ma il pubblicano se ne stava a distanza e non osava neppure alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: O Dio, abbi pietà di me, peccatore! Io vi dico che questo tornò a casa sua giustificato, piuttosto che quello; perché chiunque s'innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato".
Il fariseo si crede sempre a posto e vede negli altri nient’altro che il peccato, ma la cosa più grave è che ambedue salirono al tempio
Per “pregare” ciò a dire che il loro medesimo pensiero doveva essere
Quello di incontrare il Signore chiedendogli perdono per i propri
Errori per i propri peccati, ma uno di essi: il fariseo, addirittura ringrazia Dio perche’ non è come gli “altri”, neppure come questo “pubblicano”(esattore delle tasse) quindi era a posto, il cielo era pronto per lui. Ma quando mai !!!
Gesu’ lo dice chiaramente che il pubblicano sarebbe stato giustificato e non il fariseo l’orgoglio cieco del fariseo, ha fatto
Vedere i difetti e i mali degli altri, mentre il pubblicano nella sua
Umiltà ha riconosciuto il proprio stato, non guardando gli altri,
ma scavando dentro se stesso non ardiva alzare gli occhi al cielo.
Gesu’ è venuto per i peccatori non per i giusti Matteo 9:13 ( o per coloro i quali si credono tali ) infatti in Luca 7:34 dice : “E’ venuto il figliol dell’uomo che mangia e beve e voi dite: ecco un mangione e un beone amico dei pubblicani e dei peccatori”
Chi vuoi somigliare fratello e/o amico, al fariseo o al pubblicano?
Chi vuoi seguire, Gesù o il tuo “io”.-
Gesù ancora aspetta, ed ha aspettato ancora fino ad ora, ma quanto tempo pensi ancora di avere su questa terra?
Lo Spirito Santo è pronto a prendere il posto del tuo “io” nel tuo cuore, Egli ti vuole lavorare, plasmare come l’argilla nelle mani del vasaio,vuole farti essere un vero figliolo di Dio, non a parole, ma a fatti e realtà, ed allora non penserai più a guardare i difetti degli altri, non penserai più ad accusare gli altri, ma riguarderai sempre di più a te stesso, pregando per gli altri, per la loro salvezza in Cristo Gesù Nostro Signore Benedetto in Eterno.- Amen
Mina Mina Quasi Jannacci
Voto:
E temo anche poco sesso...passo e chiudo GOODNIGHT
Mina Mina Quasi Jannacci
Voto:
Hai ragione il mio intervento voleva dimostrare quanto fosse presuntuosa montata, pompata la nostra Mina, solo una mente perversa avrebbe potuto creare una cosa del genere al pari di molte altre...i complimenti andrebbero fatti a coloro i quali hanno scritto le poche canzoni decenti che ha interpretato, perchè diciamocelo, non ha dato molto alla storia della musica.
Mina Mina Quasi Jannacci
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Qualche chilo di troppo?
Mina Mina Quasi Jannacci
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e comunque continuando in questa sterile polemica dimostri di non eseere molto più geniale di me bella tamarrona
Mina Mina Quasi Jannacci
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Se sei tu quella foto devo ammettere che non ti porti bene i tuoi diciotto anni...
Mina Mina Quasi Jannacci
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Io fossi in te useri questo 8-- al posto di questo XD
Forest Of Shadows Where Dreams Turn To Dust
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Ma scusa giovane imbecille, sei tu che hai cominciato a rompermi i coglioni seguendomi da una recenzione all'altra...a proposito carini quei testicoli ai lati del tuo nick!
Mina Mina Quasi Jannacci
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Stai manza tu bella napoli...
Burzum (Uruk-Hai) Blast From The Ancient Past
Voto:
Voglio vedere se sotto giuramento avranno il coraggio di non dire la verità». Ma lei di Facchetti non era amico? «Sì, ma lasciamo perdere Facchetti, non voglio dire niente su di lui. Sarebbero cose troppo pesanti». Pensa che dal dibattimento uscirà un'immagine diversa dell'Inter vincente di quegli anni? «Non lo so, non mi interessa. Se avessi voluto davvero fare del male all'Inter, in quel libro avrei scritto anche tante altre cose. Avrei parlato delle partite truccate e degli arbitri comprati, specie nelle coppe. Invece ho lasciato perdere...». Ma era solo nell'Inter che ci si dopava in quegli anni? «Certo che no. Io sono stato anche nella Fiorentina e nella Lazio, quindi posso parlare direttamente anche di quelle esperienze. A Firenze, il sabato mattina, passavano o il massaggiatore o il medico sociale e ci facevano fare delle flebo, le stesse di cui parlava Bruno Beatrice a sua moglie. Io ero in camera con Giancarlo De Sisti e le prendevamo insieme. Non che fossero obbligatorie, ma chi non le prendeva poi difficilmente giocava. Di quella squadra, ormai si sa, oltre a Bruno Beatrice sono morti Ugo Ferrante (arresto cardiaco nel 2003) e Nello Saltutti (carcinoma nel 2004). Altri hanno avuto malattie gravissime, come Mimmo Caso, Massimo Mattolini, lo stesso De Sisti...». De Sisti smentisce di essersi dopato. «"Picchio" in televisione dice una cosa, quando siamo fuori insieme a fumare una sigaretta ne dice un'altra...». E alla Lazio? «Lì ci davano il Villescon, un farmaco che non faceva sentire la fatica. Arrivava direttamente dalla farmacia. Roba che ti faceva andare come un treno». Altre squadre? «Quando Herrera passò alla Roma, portò gli stessi metodi che aveva usato all'Inter. Di che cosa pensa che sia morto il centravanti giallorosso Giuliano Taccola, a 26 anni, durante una trasferta a Cagliari, nel '69?». Ma secondo lei perché ancora adesso nessuno parlerebbe? Ormai sono - siete - tutti uomini di sessant'anni... «Quelli che stanno ancora nel calcio non vogliono esporsi, hanno paura di rimanere tagliati fuori dal giro. Sono tutti legati a un sistema, non vogliono perdere i loro privilegi, andare in tv, e così via. Prenda mio fratello: è stato trattato malissimo dall'Inter, l'hanno cacciato via in una maniera orrenda e gli hanno perfino tolto la tessera onoraria per entrare a San Siro, ma lui ha lo stesso paura di inimicarsi i dirigenti nerazzurri e ne parla sempre benissimo in tv. Mariolino Corso, uno che pure ha avuto gravi problemi cardiaci proprio per quelle pasticchette, va in giro a dire che non mi conosce nemmeno. Anche Angelillo, che è stato malissimo al cuore, non vuole dire niente: sa, lui lavora ancora come osservatore per l'Inter. A parlare di quegli anni sono solo i parenti di chi se n'è andato, come Gabriella Beatrice o Alessio Saltutti, il figlio di Nello. È con loro che, grazie all'avvocato della signora Beatrice, Odo Lombardo, ora sta nascendo un'associazione di vittime del doping nel calcio». Certo, se un grande campione come suo fratello fosse dalla vostra parte, la vostra battaglia avrebbe un testimonial straordinario... «Per dirla chiaramente, Sandro non ha le palle per fare una cosa così». E oggi secondo lei il doping c'è ancora? «Sì, soprattutto nei campionati dilettanti, dove non esistono controlli: lì si bombano come bestie. Quello che più mi fa male però sono i ragazzini...». I ragazzini? «Ormai iniziano a dare pillole e beveroni a partire dai 14-15 anni. Io lavoro con la squadra della Borghesiana, a Roma, dove gioca anche mio figlio Michele, e dico sempre ai ragazzi di stare attenti anche al tè caldo, se non sanno cosa c'è dentro. Ho fatto anche una deposizione per il tribunale dei minori di Milano: stanno arrivando decine di denunce di padri e madri i cui figli prendono roba strana, magari corrono come dei matti in campo e poi si addormentano sul banco il giorno dopo, a scuola. Ecco, è per loro che io sto tirando fuori tutto».