Ghemison

DeRango : 2,99
DeEtà™ : 7811 giorni • Qui dal 19 gennaio 2005
Björk Medúlla
Björk Medúlla
28 gen 05
Voto:
grazie thnaks davvero molto... adesso cerco di trovarlo.
Nico Desertshore
Voto:
mi dispiace io non conosco il disco perchè di Nico possiedo solo The end che comunque è davvero un capolavoro. voto bassamente la tua recensione per uno sbaglio nelle prime righe in cui attribuisci a Nico solo due dischi mentre ne ha fatti ben sette Chelsea girl (soundtrack 1967), Marble index (1968), Desertshore (1970), The End (1974), Drama of exile (1981), Procession (mini-lp 1982), Camera obscura (1985) più altri live ed antologie. per il resto bella recensione. Sorry...
Björk Medúlla
Björk Medúlla
27 gen 05
Voto:
ok scusa mi basavo su fonti non del tutto certe. rimane il fatto che a me il disco piace davvero un vallo e rimarco la bellezza anche ritmica di Where is the line. giusto per polemizzare ti dico che in tutto ci vanno due t. ma lasciamo perdere. caro ...caz... mi spieghi che disco è Make the music 2000 chi ne è l'autore e se si trova e chi lo distribiusce in Italia così vedo di comprermelo? Thanks
Baustelle Sussidiario illustrato della giovinezza
Voto:
complimenti alla recensione. per me il disco è fondamentale personalmetne sentimentalmente e creativamente uno dei più bei dischi italiani di sempre per la mia generazione (1986) anzi forse il più bello (senza l'estetica depressa e sofferente di tanto rock italiano anni '90). io giusto avrei speso qualche parola di più per La canzone del parco Gomma e Martina (...miele infinito per anima...). Caro Southman vorrei sapere la tua opinione su La moda del lento perchè secondo me è bello ma non così tanto.
Björk Medúlla
Björk Medúlla
25 gen 05
Voto:
chiedo scusa ma la recensione non è degna del disco. andrebbe approfondito in ogni sua più piccola nota. fondamentali sono sì gli interventi di Patton e Wyatt ma il vero pilastro è l'ex-Roots Rahzel che fa da drum-machine umana per tutto il disco. e poi Kelis in Oceania e il giapponese Dokaka che in "Triumph of a heart" crea i beat con la sua assurda straordinaria incapacità vocale. Un disco meraviglioso anche nei pezzi più intimi che possono ricordare i Dead Can Dance più eterei o la Nico di "The end". E poi la voce di Bjork (scusate non so fare la dieresi e soffro) è sempre la più bella d'Europa di dieci piani sopra qualunque altra... Comunque per me la palma del pezzo più bello va all'hip-hop dark "Where is the line" (sentiteli qui Rahzel e Patton che ritmo che creano). Questo disco è il capolavoreo di Bjork la sua opera più ambiziosa e perfetta. PS chi se non un genio come Bjork avrebbe potuto concepire il trombone umano che si sente in "Triumph of a heart"...
scusate prima non mi ero firmato e così si legge anche meglio