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AlephZero e i suoi ascolti

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Chiudo il discutibilissimo tritticone rubricato di me medesima con l’ultima puntata de “i film che adoravo da infante” (Sto mentendo, è un capolavoro):
La fuga di Logan, 1976 - regia di Michael Anderson, protagonista principale Michael York
Siamo nel 2274 e i fatti descritti nella narrazione devono ancora accadere: una ipotetica guerra nucleare stermina il genere umano e i sopravvissuti vivono in mondo blindato, brillante e festoso creato ad hoc: si fa sesso solo per divertimento, per la riproduzione ci si avvale della clonazione e dopo i 30 anni, per scongiurare il pericolo di sovrappopolamento, attraverso una sorta di rito ascetico ci si dirige verso la rigenerazione e la reincarnazione, o meglio, questo è quello che il mega computer controllore fa credere agli abitanti …Logan5 fa parte del sistema ma, una volta scoperti i “princìpi” su cui si basa tale sistema, Logan fugge.
Nelle prime due opere abbiamo giocato con le analogie contemporanee della pandemia e del cambiamento climatico, ma qui con che giochiamo? I punti di riflessione sono più di uno: la clonazione come metodo riproduttivo esclusivo, la terminazione programmata dell’individuo, l’utilizzo di carne umana per l’alimentazione, la guerra atomica, il controllo degli esseri viventi attraverso un sistema informatico centrale e … gli altri boh, trovateli, Baci :-*
La fuga di logan trailer ufficiale 1976 HD


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La seconda pellicola in programma della puntata odierna concernente “I film che adoravo da infante” (La rubrica è sempre quella, con la ERRE maiuscola, ovverosia I Discutibili Trittici di Aleph) è:
L’Ultima Onda, 1977 - regia di Peter Wier, protagonista principale Richard Chamberlain.
L’ambientazione temporale del film è contemporanea ma senza una data precisa, il luogo è l’Australia. Il film è permeato da una cupa atmosfera su qualcosa che sta per accadere nell’imminente, attraverso le premonizioni oniriche del protagonista, bianco e apparentemente non legato alla cultura del luogo. A ciò si contrappone il mondo aborigeno con tutti i suoi segreti derivanti dallo sciamanesimo.
L’umanità esiste ancora ma per poco; la catastrofe, questa volta climatica è, secondo gli aborigeni, ciclica e inesorabile, l’ultima onda sommergerà la terra, non è stata la prima volta e non sarà l’ultima.
Il punto in questo caso è il clima. Si poteva ipotizzare un puerile e gigantesco innalzamento delle acque negli anni ’70? Ridicolo … beh non tanto poi, Baci ;)
L'ULTIMA ONDA


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Bentornati all’ascolto (per chi mi vuole fare un po’ di elemosina) della esclusiva ed elitaria rubrica I Discutibili Trittici di Aleph.
La puntata di oggi dal titolo: “I film che adoravo da infante” rivelano, oltre che la mia mediamente veneranda giovanile età, anche un certo gusto per un filone cinematografico assai tipico per l’età pre-proto-adolescenziale, caratterizzato dall’amore per visioni apocalittiche particolari non sempre elogiate dalla critica.
La prima pellicola che vi propongo è:
OMEGA MAN - 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra, del 1971 - regia di Boris Sagal, protagonista principale Charlton Heston.
Senza andare a srotolarvi tutta la trama (chi vorrà potrà cercarsela facilmente sull’Internet) vi pongo solo un unico punto personale di riflessione: Il film è tratto da un racconto degli anni ’50 (I am Legend, vi dirà sicuramente qualcosa) ambientato nel 1975. L’umanità non esiste quasi più a causa di una catastrofica guerra batteriologica che ha creato mostruosi mutanti dagli occhi bianchi e il nostro eroe di turno cerca il modo di salvare quel che resta degli esseri viventi sani cercando un vaccino.
Il punto è 1975. Si poteva ipotizzare una pandemia negli anni ’70? Ridicolo … beh non tanto poi, Baci ;)
The Omega Man (1971) Official Trailer - Charlton Heston Movie


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L'ultima puntata dell'odierna serie della rubrica d'èlite (talmente elitaria che l'ascolto praticamente solo io) “I discutibili trittici di Aleph”, riguarda l'unico pezzo di PAT conosciuto anche dalle chitarre più scordate del pianeta e, visto che non sono riuscita a togliere di torno quel @[lector] lì, dedico il brano ai Debaseriani delle 23. Sempre dal tour con Pino Daniele, anzi, dal tour di Pino Daniele, baci :-*
Pino Daniele feat. Pat Metheny - Are You Going With Me?


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Per la attesissima e virtuosissima rubrica “I discutibili trittici di Aleph”, vi propongo a ruota il secondo ascolto della puntata:
Un brano di Pat al giorno e ti toglie @[lector] di torno (avevo promesso di dedicargli una rubrica ... ed eccomi qua!)
Si continua con questa breve clip recuperata dal Tubo sul tour degli anni ’90 del nostro caro P con l'altrettanto nostro P. Baci :-*
Pino Daniele feat. Pat Metheny - A Me Me Piace O Blues


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Ritorna dopo la consueta pausa rinvigorente la celeberrima rubrica “I discutibili trittici di Aleph”.
Vaaaaa ora in onda la prima puntata della serie:
Un brano di Pat al giorno e ti toglie @[lector] di torno (avevo promesso di dedicargli una rubrica ... ed eccomi qua!)
Il trittico di questa serie si basa sul tour degli anni ’90 del nostro chitarrista fusion preferito con il Pino nazionale. Baci :-*
Pino Daniele & Pat Metheny - Non Calpestare I Fiori Nel Deserto Live Roma Sadio Olimpico 1995


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Chiudo il trittico con la versione che ha scavalcato il successo dell’originale, non c’è bisogno di aggiungere altro, ciao Pee Wee.
Jaco Pastorius - Soul Intro / The Chicken


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Qui Pee Wee dal vivo , sempre con The Chicken. Quando fece il concerto più di 10 anni fa dalle nostre parti ( sulla spiaggia, stupendo) c’era la moglie che girava fra gli ascoltatori e sgridava chi lo fotografava. “Se volete, venite dopo il concerto e vi fate una foto con lui, ma durante lo spettacolo non disturbatelo!”
Pee Wee Ellis Assembly - The Chicken


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Trittico veloce dell’ultima ora dedicato a Pee Wee Ellis che ha lasciato questa terra ieri 😢
Questa versione di The Chicken, da lui scritta sul finire degli anni 60, è della JB band di cui lui faceva parte nei fiati con Maceo e Fred (ho avuto la fortuna di vederli tutti in separate sedi, JB compreso 🌹)
The James Brown Band - The Chicken


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Chiudo la puntata della rubrica “I discutibili trittici di Aleph” a questa ora piccolina della notte (grazie a Dio è venerdì!)
Visto che da eoni molti mi affibbiavano la somiglianza ad alcune cantanti italiane, ultimamente il riscontro è sempre più volto verso Mimì.
Ho trovato questo video con due brani: il primo, Una donna, una persona, dal vivo, favoloso
Mia Martini live Arezzo 1977 Io donna Io persona, Piccolo Uomo, Minuetto. MARTINI MIA (pagina Facebo
Fine. Baci 😘


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Il secondo brano della puntata odierna della rubrica “I discutibili trittici di Aleph” riguarda una giovanissima Marcella Bella.
Come già accennato, nelle ere precedenti coloro che volevano adularmi o prendermi in giro giuravano che assomigliassi a qualche personaggio famoso. In questo caso più che le fattezze, a rendermi pseudosimile alla cantante siciliana era la mia capigliatura, piuttosto voluminosa alla LUIGI XVI
MARCELLA BELLA - NESSUNO MAI


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Nel corso dei secoli mi è sempre capitato che le persone che avevo il piacere (o la spheega) di incontrare e conoscere mi appioppassero la somiglianza a cantanti more. Non ho mai capito se ciò fosse una vera e propria convinzione o un modo per avanzare un approccio o forse ancor più per pigliarmi un po’ 😹...

Per la rubrica “I discutibili trittici di Aleph” oggi vi faccio ascoltare il brano Noi cantato da Antonella Ruggero, prima cantante di cui ho avuto l’onore di sentirmi dire: ti somiglia! (Vero o non vero, poco importa)
Antonella Ruggiero - "NOI" Matia Bazar - Festivalbar '87


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Beggin’ del 2007 di Madcon sostanzialmente, nonostante non sia il genere musicale che ascolto di solito, è ironica, fresca e forse aiutata da un video simpatico che imita nei titoli gli "SHAFT" e Pam Grier di quasi antica memoria; insomma è un sì. La mia preferita dopo Frankie & CO.
(Traccia n. 3 - Fine della rubrica odierna "I discutibili trittici di Aleph" ) - Baci :-*
Madcon - Beggin


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La traccia n. 2 de “I discutibili trittici di Aleph” è l’originale e, lo ripeto, l’ho sempre adorata da quando la sentii per la prima volta, Beggin’ di Frankie Valli and The Four Season del ’67
The Four Seasons - Beggin' (Official Audio)
(Baci, oviamont ;-* )


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Per la rubrica “I discutibili trittici di Aleph” in questo venerdì pomeriggio ozioso e assolato di settembre vorrei proporre tre brani, anzi 3 versioni di un unico brano + un bonus track (anzi, malus track, purtropp, che inserirò nei commenti senza commentare)
Si tratta di Beggin’, eh sì, una di quelle canzoni che andrebbero ben inserite nelle vostre classifiche da nausea.
In realtà l’originale l’ho sempre adorata.
Non vado in ordine cronologico ma in ordine di “wow mi piace di più”. (però il timbro della voce di Lei nella traccia n. 1 mi piace)
SHOCKING BLUE - Beggin'
Baci


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Non è proprio una cover, piuttosto un omaggio di Angie Stone agli O’jays.
Parole diverse ma dal significato sostanzialmente simile, musica stupenda (a chi piace, oviamont)
Back Stabbers (w/lyrics) ~ The O’Jays

Angie Stone - Wish I Didn't Miss You
... Dimenticavo... Baci 😘


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Per la attesissima rubrica “I discutibili trittici musicali di Aleph” vi propino una volta per tutte il terzo e aimè ultimo brano relativo alla ormai conosciutissima moda negli anni ‘70, fra gli ambienti della Discomusic, del filone cantato amplesso-orgasmico.
Tony Silvester & The New Ingredient - "Pazuzu" 1976
Baci 😘


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Per la rubrica “I discutibili trittici musicali di Aleph” vi propongo il secondo brano in rassegna relativo alla moda di un certo punto degli anni ‘70 dal quale cominciò ad andare di moda fra gli ambienti della Discomusic il filone cantato amplesso-orgasmico.
Il brano è del 1972: Jungle Fever
chakachas - Jungle Fever
Baci 😘


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Ad un certo punto degli anni ‘70 cominciò ad andare di moda fra gli ambienti della Discomusic il filone cantato amplesso-orgasmico.
Per la rubrica “I discutibili trittici musicali di Aleph” vi propongo un primo pezzo facile della regina Donna Summer:
Donna Summer Love To Love You Baby original long version (Disco 70s)
Baci 😘


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Terzo ascolto ferragostiano e poi chiudo.
Dedicato a coloro che d’estate, soprattutto in agosto, visti i natali non del tutto scandinavi, spesso con il contributo di un invito ad un tipico matrimonio celebrato nella settimana più calda del pianeta, volgono al Sud.
Poi ognuno se lo costruisce come crede, il proprio Sud.
Anche tornare nelle campagne dietro l’angolo a trovare qualche parente e stare in compagnia a parlare di chi è vivo o morto, in fondo, è come tornare in Meridione.
Andare a Sud è tornare alle proprie origini.
Dal film FF SS ---Sud
Baci 😘


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I gabbiani si stanno riappropriando della spiaggia ora che la plebe si appropinqua ad andarsene, non so se siano felici o no, io di sicuro in questo momento sto benissimo 😇
il gabbiano infelice-IL GUARDIANO DEL FARO
Baci 😘


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È tardi per dirvi: Buon Ferragosto? Vabbè oggi è andata così.
Cercando un brano a tema ho trovato Ferragosto, appunto, di Sergio Cammariere, testi Samuele Bersani.
Forse è un po’ triste ma fa lo stesso.
Ferragosto
Baci 😘


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Chiudo il trittico su Hermeto Pascoal con un brano da lui scritto, ma portato al successo da Airto.
La versione che preferisco è però questa di Flora Purim, inserita nel suo “Open Your Eyes, You Can Fly!” del ‘76 (io sono piccina, l’ho scoperto 10 anni e passa dopo 😉)
Andei (I Walked)
Baci 😘


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Vi faccio ascoltare il brano Hermeto, contenuto nell’album Hermeto di Hermeto Pascoal del ‘70 o ‘71. Mi piace ma non mi dice molto, ma la colorata copertina dell’album con l’artista incorniciato da parte degli strumenti che suona mi è sempre piaciuta tanto.
Molti dicono che chi suona troppi strumenti in realtà non ne suona bene nessuno.
Potrei essere d’accordo ma non per questo personaggio, col suo approccio leonardesco di sperimentare, comporre e creare musica da qualsiasi oggetto e non solo, anche soggetto.
Ah, dimenticavo la scrittura di centinaia di testi per sè e per il mondo musicale brasiliano. Baci 😘
Hermeto Pascoal - Hermeto


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Anni fa, direi fine ‘90, mi portarono ad un concerto a Lugo di Romagna, andai solo perché sapevo che buona parte dei brani di un altro artista suo conterraneo, erano suoi (Mi riferisco ad Airto Moreira)
Scoprii inoltre che il musicista in questione non era semplicemente un polistrumentista, ma un poliqualsiasicosa.
Quell’estate si presentò col suo Grupo e finì il concerto con una sinfonia di tubi da ponteggio opportunamente tagliati di varie misure; ogni musicista ne teneva in mano uno o due e battendoli in sincronia sul palco creavano ...RITMO! (Sempre lui)
Il brano che pubblico è Bebe, i tubi non ci sono, baci 😘
A música livre de Hermeto Pascoal - 01 Bebe