Zalone è aria fresca nei polmoni degli esercenti cinematografici.

 Non sono nemmeno prodotti buttati via, un loro ordine, una loro logica (e anche una discreta, chiamiamola così, impaginazione, ce l’hanno).

La recensione analizza il successo commerciale di Buen Camino, sottolineando come Zalone riesca ancora una volta a portare al cinema pubblico di ogni età. Il film non è il migliore dell’artista, ma mantiene ritmo, comicità e riesce a distinguersi dai tipici cinepanettoni. Buona la regia e interessante il cast, con qualche momento meno brillante nella prima parte. Nel complesso un film che diverte senza scadere nel banale. Scopri se Buen Camino fa per te: leggi la recensione completa e condividi la tua opinione!

 L’essenzialità fatta pellicola.

 Un’atmosfera sognante (di quei sogni da periferia squallida e poetica), un mondo fuori dal mondo, un tempo che sembra essere fermo a chissà quale epoca.

La recensione celebra la poetica essenziale e malinconica di Kaurismäki in 'Foglie al vento', storia di solitudini che si incontrano nella grigia Helsinki operaia. Il film è minimale ma carico di umanità, disincanto e umorismo raffinato, offrendo un ritratto intenso della vulnerabilità sociale. Una pellicola che incanta grazie alla delicatezza narrativa e alla fuga dal superfluo. Scopri la potenza della semplicità: guarda 'Foglie al vento' e lasciati trasportare dalla poesia di Kaurismäki.

 «Psycho è, anzi tutto, capolavoro di narrazione e di tecnica, un gioco gatto-topo che Hitchcock “organizza” con lo spettatore.»

 Solo un film puro di forza glaciale?

La recensione celebra Psycho come massimo esempio di tecnica e narrazione, capace di sovvertire i canoni e infrangere tabù. Analizza la genesi del film, la sua forza sperimentale e il suo impatto culturale. Vengono discussi i motivi del successo, la celeberrima sequenza della doccia, e la controversa accoglienza critica. Ricorda anche la lunga eredità tra sequel e remake. Scopri la genesi e i segreti di un capolavoro intramontabile: guarda (o rivedi) Psycho!

 Il risultato è un'opera fluviale, epica, d'impatto culturale-artistico impressionante, eppure mai noiosa: potrebbe andare avanti 80 ore, e scorre come l'acqua di un ruscello.

 Ciò che appare è una band certo sfilacciata... ma non umanamente a pezzi.

La recensione approfondisce 'The Beatles: Get Back', documentario di Peter Jackson che racconta la complessità creativa e umana della band durante le ultime sessioni del 1969. Viene elogiato il lavoro di montaggio e la ricchezza inedita dei materiali d’archivio, sottolineando sia i momenti di tensione sia quelli di profonda complicità. Il risultato è un viaggio coinvolgente e mai noioso, che offre uno sguardo unico su un'icona della musica. Scopri i retroscena e lasciati immergere nell'ultima grande avventura dei Beatles con 'Get Back'!

 Unò-Duè è l'album più solare e ricco di suoni dell'intera carriera di Silvestri.

 Potrei dire che è una canzone sull'archetipo del toccare il fondo e risalire, ma è soprattutto un testo fatto di suoni.

La recensione di Unò-Duè di Daniele Silvestri esplora luci e ombre di un album chiave per la sua carriera. Si evidenziano il sound solare, le collaborazioni notevoli e le tematiche sociali affrontate con leggerezza e ironia. Alcune tracce spiccano per originalità ed energia, altre meno riuscite. Nel complesso, un lavoro che segna la definitiva consacrazione dell'artista. Scopri perché Unò-Duè resta un album imprescindibile del pop italiano!

 Le caramelline al miele (fin troppo dolcificante) che il nostro ci propone ormai da trent'anni sono lì a dimostrarlo.

 …sta lì, come direbbe il protagonista di 'Ovosodo', come un uovo che non va né su né giù.

L'autore analizza L'oroscopo speciale di Samuele Bersani tra dolcezza melodica e una sensazione di già sentito. Pur riconoscendo alcuni brani riusciti, la recensione evidenzia una certa ripetitività e una mancanza di autentica originalità nell'album, premiato ma meno speciale delle aspettative. Il disco raccoglie consensi e premi, ma risulta, per l'autore, ben confezionato più che realmente ispirato. Scopri se L'oroscopo speciale saprà conquistarti o lascerà solo un dolce ricordo.

 Avevano solo 19 anni. E all’epoca mi hanno pure fatto divertire.

 "Squeréz" (merda, scorreggia) è un disco strano, ascoltato oggi non pare avere 26 anni sul groppone, ne dimostra molti di più.

La recensione esplora ...Squérez? dei Lùnapop come fenomeno pop di fine millennio, ironizzando sulle sue ingenuità musicali e liriche. Il successo clamoroso e il valore affettivo per la generazione cresciuta con il disco vengono messi a confronto con la scarsa profondità artistica. L'autore, oscillando tra nostalgia e critica, sottolinea come alcuni brani ancora sorprendano, pur riconoscendo i molti difetti dell'album. Un giudizio che oscilla tra affetto adolescenziale e consapevolezza adulta. Scopri se anche tu sei tra chi non può volere male ai Lùnapop!

 E’ una lunga e quasi epica saga familiare, che parte dalla prima occupazione israeliana a Jaffa nel 1948...

 Finale amarissimo, e poetico al tempo stesso.

La recensione celebra il nuovo film di Cherien Dabis per la sua capacità di raccontare la storia palestinese da un punto di vista familiare, attraverso decenni di conflitto e cambiamento sociale. Apprezzato lo stile accessibile e ritmato, capace di fondere gusto occidentale e profondità orientale. Il film spicca per alcune sequenze memorabili e scelte morali forti, nonostante qualche lieve difetto narrativo. Una visione consigliata per chi cerca cinema di qualità su temi attuali. Scopri questa intensa saga familiare: guarda il film in lingua originale!

 "Il mondo si divide in due categorie di diversa ampiezza… quelli che non hanno mai sentito parlare di Jan Švankmajer e quelli che hanno visto i suoi lavori e sanno di essersi trovati faccia a faccia con un genio."

 "Un'opera tanto geniale quanto disperata, tesa a raccontare ciò che si è soliti nascondere, e che non lascia alcuna traccia di positività."

La recensione esalta il genio inimitabile di Jan Švankmajer attraverso 'Possibilità di dialogo', cortometraggio che fa dell'animazione stop motion un linguaggio visionario e inquietante. Il film esplora la natura umana e l'impossibilità di autentica comunicazione, mescolando arte, cibo ed eros in uno stile unico e irreplicabile. L'autore sottolinea la rilevanza dell'opera anche all'interno del cinema animato dell'Est europeo. Scopri il mondo visionario di Švankmajer e lasciati stupire dalla sua animazione inimitabile!

 Battiato sembra volerci dire 'guardate che sono meglio come le ho rifatte io', e in alcuni casi il giochetto funziona.

 Alla fine 'Fleurs' è solo un giochino per accontentare il proprio ego, la propria voglia di giocare con la musica, farla propria, masticarla, vomitarla e darla in pasto all'ascoltatore pronto a giocare e farsi giocare.

La recensione analizza Fleurs di Franco Battiato, album di cover pubblicato nel 1999. L'autore sottolinea l'approccio minimale e malinconico, giudicando riusciti pochi esperimenti e criticando la monotonia degli arrangiamenti. Alcune reinterpretazioni sembrano eccessivamente dolorose, altre ben riuscite, ma nell'insieme l'operazione appare più un esercizio di ego che un rinnovamento artistico. Scopri tu stesso se Fleurs di Battiato saprà sorprenderti o deluderti.

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