L’epica sequenza delle torte in faccia che va avanti per quasi cinque minuti è una delizia.

 Ancora oggi, a quasi cent’anni di distanza… fa ridere un sacco.

La recensione esalta 'The Battle of the Century' come una pietra miliare della comicità slapstick e della storia del cinema muto. Vengono raccontate curiosità sulla genesi del film, il destino travagliato della pellicola e la sua influenza duratura. Si approfondisce il ruolo di Laurel & Hardy e le storiche scene di torte in faccia. Viene evidenziato anche il restauro e i tagli subiti, rendendo l'opera un prezioso reperto della cultura pop. Scopri (o riscopri) il genio comico di Laurel & Hardy: guarda il corto!

 "'Autogrill' è una meraviglia, c'è poco da dire: riprendendo le parole del Professor Paolo Jachia 'splende di luce vivissima ed è in tutto e per tutto una epifania, una breve apparizione del magico nell'altrove'."

 "Alziamo un calice di rosso e viva Guccini: il Maestrone."

La recensione analizza 'Guccini' (1983) come un album minore ma ricco di affetto personale e grandi momenti, tra cui spicca 'Autogrill'. L'autore riflette sui temi ricorrenti di Guccini, come malinconia e ironia, e cita brani meno riusciti. Spiccano ricordi familiari e un legame affettivo con la musica dell’artista, pur riconoscendo limiti oggettivi dell’album. Scopri il valore nascosto di 'Guccini' e lasciati trasportare tra ricordi, malinconia e leggerezza.

 Mi ha sempre affascinato più per l’uso professorale delle parole che per l’aspetto musicale.

 Con te non si torna una volta sola indietro… sempre disperatamente alla ricerca della verità, dell’autenticità.

La recensione esplora 'Elisir' di Roberto Vecchioni, album pre-Samarcanda, indagandone i testi ricchi di riferimenti letterari e autobiografici. Si approfondiscono tre brani chiave attraverso il volume 'Canzoni' (Bompiani, 2022), connotando l'opera come ponte tra cantautorato e poesia. Analisi, aneddoti e dettagli sugli arrangiamenti sottolineano il valore dell’album nella storia della musica italiana. Scopri o riscopri Elisir: lasciati guidare dalla poesia e dai suoni di Vecchioni.

 Francesco è un vecchio amico, e gli perdono tutto, anche perché, da vero furbacchione, ogni volta qualche perla la tira fuori e allora amen, sono felice comunque.

 Ora, come in ogni live, l’idea di riproporre canzoni con un vestito nuovo può funzionare bene, molto bene o maluccio. In questo caso, la regola non fa eccezione.

La recensione esplora 'La valigia dell’attore', live album di Francesco De Gregori del 1997, elogiandone la ricchezza di repertorio e le sorprese. Pur riconoscendo alcune scelte meno convincenti e ombre tipiche dei live, l’autore apprezza il talento del cantautore e la sua capacità di reinventarsi. Il disco raccoglie brani rari, cover e quasi tutte le grandi hit, offrendo una panoramica sincera e disincantata della carriera di De Gregori negli anni ’90. Scopri tutti i dettagli e le curiosità di questo live imperdibile!

 Jannacci è in forma strepitosa, e butta lì, quasi a casaccio, delle perle di fattura sopraffina.

 Un disco tra i più gioiosi, divertenti, ispirati e meglio suonati della sterminata discografia di Jannacci.

La recensione celebra 'O vivere o ridere' come uno dei migliori lavori meno noti di Enzo Jannacci. Pur tra alcuni brani minori, l'album brilla per creatività e ironia, arricchito da collaborazioni di rilievo. Riscoperta consigliata agli amanti della canzone d'autore e della Milano anni '70. Scopri o riscopri un Jannacci sorprendente e lasciati conquistare dal suo 'O vivere o ridere'!

 Quasi tutte le versioni demo sono meglio di quelle incise che conosciamo tutti (se si esclude 'Con il nastro rosa, che fa storia a sé).

 Battisti aveva chiuso un ciclo, purtroppo non col suo lavoro migliore (al netto di alcuni gioiellini ivi presenti).

La recensione analizza 'Una giornata uggiosa', ultimo capitolo della leggendaria coppia Battisti-Mogol. Il disco soffre per arrangiamenti pesanti e canzoni meno ispirate rispetto alle demo. Solo pochi brani si distinguono, segnando la fine di un'epoca e della collaborazione. Un addio malinconico che lascia spazio a riflessioni sulla trasformazione di Battisti e sul senso di chiusura del ciclo artistico. Scopri l’ultimo, controverso capitolo di Battisti e Mogol: ascolta e giudica tu stesso!

 Un capolavoro tecnico e narrativo come pochi al mondo.

 Mai al cinema, così piccolo e così giovane, si era mai visto tanto grand guignol come nell'opera di Bertolini e Padovan.

La recensione esplora 'Inferno' (1911), primo adattamento filmico della Divina Commedia, celebrando la sua rivoluzione tecnica e narrativa. Il film è descritto come una pietra miliare della cinematografia mondiale, capace di fondere effetti visivi innovativi con un ambizioso progetto culturale italiano. L'autore ne evidenzia la portata internazionale e l'influenza sui grandi del cinema mondiale. Il successo e l'audacia dell'opera sono visti come elementi che ancora oggi affascinano pubblico e studiosi. Scopri o riscopri un capolavoro che ha fatto la storia del cinema: lasciati sorprendere dall'Inferno!

 Il pragmatismo del film Indy si sposa alla perfezione con l'intero repertorio 'culturale' di 007.

 I due insieme fanno faville e i loro duetti sono, oltretutto, un omaggio... alla sophisticated comedy americana degli anni '50.

La recensione evidenzia come il terzo Indiana Jones sia considerato il miglior seguito dopo il capostipite, grazie a dialoghi brillanti e l'alchimia tra Ford e Connery. Pur criticando alcune debolezze narrative e un finale eccessivo, l'autore apprezza le numerose scene memorabili e il tema centrale del rapporto padre-figlio. Il film, seppur imperfetto, resta un classico del genere avventuroso. Rivivi l'avventura di Indy e scopri perché il terzo capitolo resta un classico!

 Fecero loro stessi, e sbancarono.

 Un qualcosa che fosse ostinatamente popolare e nel contempo sottilmente d'élite.

La recensione celebra ‘Eat the Phikis’ come l’album più popolare e stratificato di Elio e le Storie Tese. Ripercorre la loro irriverente partecipazione a Sanremo 1996 e descrive l’opera come un capolavoro di ironia, genialità musicale e cultura pop, con brani iconici e un approccio colto che conquistò anche il grande pubblico. Scopri perché Eat the Phikis è un album cult e lasciati conquistare dal genio degli Elii!

 Se siete un filo depressi o avete malinconie diffuse lasciate perdere altrimenti vi trovano stesi sull'asfalto causa volo dal quarto piano.

 Ho cominciato a vivere forte proprio andando incontro alla morte.

La recensione analizza l’esordio discografico di Claudio Lolli, "Aspettando Godot" (1972), sottolineando la sua profonda carica poetica e disperata. Tra riferimenti a Beckett, invettive sociali e tematiche personali, emerge un album intenso, malinconico e coraggioso, che fotografa senza filtri la sofferenza giovanile e la critica sociale. Pur non considerato il suo miglior lavoro, resta una pietra miliare della canzone d’autore italiana. Scopri un capolavoro oscuro e poetico della musica italiana: ascolta Lolli!

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