Ci sono band (es. Black Sabbath) che riescono a fare canzoni lente molto belle e interssanti che ti invogliono a riascoltarle anche a distanza di anni. Non è il caso degli Electric Wizard, qui ci sono solo riff infiniti e ripetitivi, praticamente nessuna progressione della musica, lo stesso riff più e più volte, inoltre questi riff sono stati suonati mille volte e sono stati suonati meglio. Voce generica e insopportabilmente lamentosa e priva di espressività, e mi annoia in una maniera che......Sembra solo che la band sia sempre col pilota automatico, diventa così noioso che non riesco ad ascoltare questo disco per più di 10 minuti senza chiudere lo stereo. E' la noia è esattamente quello che provo quando ascolto questo album.
La loro musica è un morboso mantra di magia nera, una sorta di psichedelia cupa e asfissiante.
Un malefico inno alle droghe leggere ed affermare ancora una volta l’immenso potere dello stregone elettrico.
"Electric Wizard ci stanno, lo lascio, osservo Gazz, sente la musica e la ripercorre nel suo stato."
"Portami a casa baby... la felicità si legge sul suo viso rotondo."
Dopethrone è il lungo racconto di una band che durante la registrazione ha passato più momenti a drogarsi che sugli strumenti.
Non c'è tanta differenza tra il fumarsi un paio di canne e l'ascolto di Dopethrone, perché tutto mi è sembrato più strano.