La storia della musica non è quasi mai stata scritta da singoli hit di successo, ma sfornando un lavoro complessivo, omogeneo, un album di spessore, un progetto frutto di un momento particolare della vita dell'autore e riflesso della realtà circostante di un determinato periodo.
Le "antologie", invece, sono raccolte di successi (che spesso non corrispondono alle più belle canzoni) conosciuti ai più e, quindi, ideali da ascoltare in compagnìa, in auto o in momenti di aggregazione.
In particolare, in Italia, soprattutto negli anni '60, la musica era esclusivamente una questione di singoli e, dunque, di singole canzoni. Inoltre non è facile reperire i vecchi 33 giri perchè quasi mai ristampati. Ecco così questa doppia antologia di successi (per un totale di 36 canzoni) di uno dei complessi più importanti e amati del beat italiano.
Sì, perchè, nonstante le patetiche rimpatriate televisive tra vecchietti alle quali Maurizio Vandelli partecipa, l'Equipe 84 era una band che sapeva suonare ed emozionare come poche altre. Numerosi sono i capolavori che ci hanno lasciato: su tutti la bellissima "Auschwitz", scritta da Guccini, che vale già da sola ai nostri un posto tra le pietre miliari del beat nostrano.
Ma nel repertorio dei nostri ci sono anche canzoni di Battisti (su tutte la strafamosa "29 Settembre") e cover di pezzi stranieri, come la celebre "Ho in mente te", forse la canzone più volte riletta della storia della musica italiana.