Copertina di Evanescence The Open Door
Matt7

• Voto:

Per fan di evanescence, appassionati di gothic metal e nu-metal, ascoltatori di rock alternativo e chi cerca un album in continuità con fallen
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LA RECENSIONE

Evanescence: uno dei gruppi che ha sorpreso moltissimi solo con il singolo "Bring me to Life". Hit di razza, e un disco che presentava alti e bassi, ma comunque un debutto buono, senza troppe pretese qualitative, proponendo un'interpretazione del gothic-nu-metal abbastanza personale.

Tornando in commercio con il nuovo "Open Door", gli Evanescence dovrebbero confermare e sviluppare i buoni spunti che il precedente "Fallen" presentava. L'operazione diciamo che non è riuscita del tutto. Il disco potrebbe esser perfettamente abbinato a 'Fallen', poichè, in un paragone di stililistico, poco si discosta dal suo predecessore: riff sempre dotati di una buona potenza ritmica ma poco originali e poco articolati, melodie molto elaborate ma a tratti prevedibili e canzoni spesso farcite di massicci inserimenti di tastiere e pianoforti, ricordando appunto il lavoro di canzoni che facevano una buona figura in "Fallen".

Naturalmente, imparata la lezione del successo, la frontwoman Amy Lee non manca di inserire in questo nuovo lavoro dei pezzi che possono sbancare, ricordando in larghe vedute brani quali "My Immortal" o "Hello". Il disco inizia in maniera quasi parallela a "Fallen": voce quasi campionata e riff martellante e sincopato di chitarra distorta. "Sweet sacrifice" è un ottimo inizio come lo era "Going Under". La voce di Amy lee sembra ottima in questo disco, dal vivo si vedrà se manterrà certi vocalizzi... ! Un ottimo ritornello, melodico al punto giusto, e un buon lavoro di terry balsamo che ha sostituito ben Moody (che avrebbe fatto meglio a rimanere a mio avviso...). "Call me when you're sober" presenta un'anima quasi più allegra, tralasciando melodie che affliggono, a favore di un ritornello e di strofe dalle melodie si prevedibili ma più allegre e diciamolo pure "pop".

"Weight of the world" riclaca le atmosfere e le aperture melodiche e ritmiche di "Fallen", quindi, si rimane nello stile perfettamente Evanescenceano. Non inganni "Lithium". Non è la cover del più celebre brano di Cobain, ma è un brano che è docile, ma prevedibile in maniera disarmante. "Cloud Nine" presenta Amy alla voce effettata (che ricorda quasi i Muse nell'effetto tipo-megafono) in un brano che è semplicemente brutto. E brutto e noioso è il successivo brano "Snow White queen". I successivi brani cominciano a calare, così come calava vistosamente il primo disco dopo la metà. "Lacrymosa" annoia. "Like You" è soporifera. La lentezza di "Lose Control" è sinceramente patetica e la voce della lee mi sembra sempre meno affascinante e fastidiosa alle volte nei suoi continui virtuosismi e nei suoi cori di sottofondo. "The Only One" risolleva un pò il tono che sta prendendo il disco, mentre "Your Star" è la classica canzone che inizia con docili note di pianoforte per esser sommersa da riff e soluzioni ritmiche scontate. "All that I'm living for" usa il clichè degli Evanescence, quindi nulla di nuovo. Arrivati a fine disco, ecco la balla di turno: "Good enough" è carina, certo, ed è sapientemente posta a fine album.

Detto questo: "The Open Door" è il perfetto prosieguo di "Fallen", e ne risulta quasi la copia qualitativa: una buona prima parte e una seconda parte completamente scadente o comunque poco originale e sviluppata. il gruppo sicuramente più di tanto non sa dare, quindi, ai fan, che si accontentino. Per i detrattori, il disco sarà sicuramente la conferma alle critiche.

Ci sta una sufficenza, arrancata però...

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Riassunto del Bot

The Open Door degli Evanescence prosegue lo stile di Fallen con riff forti e la potente voce di Amy Lee. Tuttavia, pur offrendo alcuni brani forti, l'album manca di originalità nella seconda parte, risultando prevedibile e a tratti noioso. Il disco conferma quanto di buono fatto in precedenza senza però superarlo, soddisfacendo principalmente i fan dedicati ma deludendo chi cercava innovazione.

Tracce testi video

02   Call Me When You’re Sober (03:35)

03   Weight of the World (03:38)

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06   Snow White Queen (04:23)

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08   Like You (04:17)

12   All That I’m Living For (03:49)

Evanescence

Evanescence è una band statunitense fondata nel 1995 a Little Rock da Amy Lee e Ben Moody. Il successo mondiale arriva con Fallen (2003) e i singoli Bring Me to Life e My Immortal. A seguire The Open Door (2006), l’omonimo Evanescence (2011), Synthesis (2017) e The Bitter Truth (2021).
15 Recensioni

Altre recensioni

Di  Il Grande Hallel

 Le 13 canzoni sono vere e proprie poesie, stupendamente cantate dall’angelica voce della cantante Amy Lee.

 Un eccellente secondo album che scrive un’altra pagina nella storia della musica gotica.


Di  cinciu

 L'elemento che più salta all'occhio è la ricerca musicale, con melodie più complesse rispetto a Fallen.

 The Open Door piacerà sicuramente agli amanti del genere, ma in quanto ad acquisire nuovi fan è tutto da vedere.


Di  Ophitae

 Lacrymosa è magnifica.

 Gli Evanescence non sono più i (finti) darkettoni di una volta, sono… raffinati se si può dire.


Di  lovelorn

 «The open door è il migliore tra gli album degli Evanescence.»

 «La voce di Amy, migliorata a livelli paurosi in estensione ed espressività.»