Copertina di Fabrizio De André Rimini
Grasshopper

• Voto:

Per appassionati di musica italiana, fan di fabrizio de andré, amanti del folk e della poesia musicale, studenti di musica e letteratura
 Dividi con...

LA RECENSIONE

È quel che si suol dire un disco di transizione, che da un lato riprende i temi intimistici e poetici degregoriani del "Vol. 8", dall'altro si apre verso le suggestioni etniche che domineranno sempre più i successivi dischi, fino all'ultimo capolavoro "Anime salve".
Di transizione sì, ma sempre di ottimo livello, a parte un po' di riempitivo nel finale (più che altro lo scherzo in sardo "Zirichiltaggia" e lo strumentale "Folaghe"). Con questo disco inizia la serie di collaborazioni con altri autori, che si protrarrà fino all'ultimo disco: in "Rimini" il coautore (dei testi e delle musiche) è un semisconosciuto ma valido cantautore veronese, Massimo Bubola.

Si comincia bene: "Rimini" è una stupenda ballata con delicati arpeggi di chitarra, un profondo ritratto di donna nello stile di Leonard Cohen. Anche se Teresa, a differenza di Suzanne, non è pazza "donna del porto" ma semplice figlia di un droghiere, ed è messa incinta da un volgarissimo bagnino, nella sua fantasia si alternano miti (e incubi) come la Santa Inquisizione, la rivoluzione cubana, Cristoforo Colombo eccetera. Insomma una "Suzanne" terra terra, come l'ambiente dove si svolge la storia (Rimini appunto, "tra i gelati e le bandiere").
"Volta la carta" è una filastrocca "folk" vagamente scozzese, con bei violini in evidenza, che narra le disavventure amorose di un'ingenua Angiolina.
Con "Coda di lupo" si torna ad una certa durezza dei testi, una capacità di narrare realtà anche scomode (contestazione, anni di piombo) dicendo e non dicendo, avvalendosi di metafore prese dal linguaggio del Far West. Ermetismo crudo (dylaniano) in questo caso.
Più sentimentale (degregoriano) è invece l'ermetismo di "Andrea", magica ballata con suggestioni greche nelle tipiche chitarre pizzicate, il cui enigmatico testo parla di un uomo che "si è perso e non sa tornare".
"Avventura a Durango" è "Romance in Durango" di Bob Dylan. De André ebbe anche i complimenti del grande cantautore americano per l'ottima traduzione di questa storia di due fuggitivi, dall'ambientazione tipo western e dalla musica di indubbio colore messicano (anche se i ritornelli sono cantati in napoletano). La libertà è quella del viandante, del nomade, come anche nella dolcissima favola di "Sally", storia fatata di un bambino a cui la madre raccomanda di non giocare con gli zingari nel bosco, ma siccome "il bosco era scuro, l'erba già alta... lì venne Sally con un tamburello" sparisce e si unisce al loro vagabondare. La impreziosisce una romantica fisarmonica che sottolinea l'azzeccata melodia dei ritornelli.
Infine l'originalissima e cupa "Parlando del naufragio della London Valour", in cui De André parla come in un talking blues dylaniano, ma invece di una scarna chitarra lo accompagna una suggestiva e intensa musica, tendente decisamente al rock.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Rimini è un album di transizione di Fabrizio De André che coniuga temi intimisti con suggestioni etniche, anticipando l'evoluzione verso Anime Salve. La collaborazione con Massimo Bubola arricchisce le composizioni, tra ballate delicate e testi evocativi, con riferimenti a Dylan e la rinnovata poetica di De André. Non mancano momenti più leggeri o sperimentali, ma l'album mantiene un buon livello artistico generale.

Tracce testi video

02   Volta la carta (03:49)

03   Coda di lupo (05:24)

05   Tema di Rimini (01:51)

06   Avventura a Durango (04:51)

Leggi il testo

09   Parlando del naufragio della London Valour (04:41)

10   Folaghe (02:59)

Fabrizio De André

Fabrizio De André (Genova, 1940–Milano, 1999) è stato uno dei più importanti cantautori e poeti italiani, noto per i suoi testi legati agli ultimi, agli esclusi e per l'innovazione musicale che introdusse nella canzone d'autore, integrando lingua, dialetti, folk, world music e collaborazioni di rilievo.
92 Recensioni

Altre recensioni

Di  AJM

 "'Rimini' è denso di quella malinconia di fondo che ti abbraccia."

 "Non è da cercare qui il De André più famoso, ma un artista da riscoprire in solitudine, fuori dalla massa."


Di  wolfatthedoor

 Ascoltare questo disco ad occhi chiusi, lascia la fantasia libera di viaggiare tra una serie di immagini.

 La poesia di Faber raggiunge punte elevatissime nella title track, storia della 'figlia del droghiere' costretta ad 'abortire il figlio del bagnino e poi guardarlo con dolcezza'.


Di  tomny

 «Faber resta il cantautore che forse più di altri ha plasmato la musica d’autore Italiana.»

 «'Volta la carta' dimostra un mondo fiabesco in cui vari elementi della tradizione si mescolano con ottimi risultati.»


Di  POLO

 Rimini è un album che merita, a parte 'Avventura a Durango' che vorrebbe rileggere quella vecchia canzone di Bob Dylan ma a me fa venire in mente solo la casa del grande fratello.

 Non riesco a trattenere la commozione quando parte la canzone 'Andrea': 'Andrea aveva un amore riccioli neri'.