La capacità di evocare è forse una delle qualità più importanti che un cantautore, un poeta, o chiunque si cimenti con un determinato tipo di scrittura possa avere. Evocare ricordi, momenti vissuti, oppure attimi che prescindono dall'esperienza, creati dalla fantasia con l'ascolto o la lettura. Dopo "Volume VIII" Fabrizio De André pubblica nel 1978 "Rimini", che trasporta l'ascoltatore dai rimpianti di una Rimini felliniana, fino alle atmosfere da indiani d'America di Coda di lupo, arrivando ai viaggi di Sally tra "zingari del bosco" e "bambole che adescavano i signori". Ascoltare questo disco ad occhi chiusi, lascia la fantasia libera di viaggiare tra una serie di immagini che riescono a riportare alla mente cose magari totalmente differenti anche solo da una strofa all'altra. La poesia di Faber raggiunge punte elevatissime nella title track, storia della "figlia del droghiere", costretta ad "abortire il figlio del bagnino e poi guardarlo con dolcezza"; in "Coda di lupo", che attraverso la storia dell'iniziazione di un indiano ricorda la generazione di ragazzi cresciuti negli anni di piombo; in "Andrea", dall'atmosfera quasi fiabesca, che racconta la storia di un amore omosessuale sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale. Non solo le parole rivestono un ruolo fondamentale in questo disco: la chitarra di "Rimini" sembra ricamata sulle parole di Fabrizio, così come la musica popolare di "Volta la carta" e "Zirichiltaggia" riesce a coinvolgere facilmente l'ascoltatore.
Un album che si mantiene costantemente su livelli altissimi, non il migliore della discografia di De André, ma subito dietro ai suoi più grandi capolavori.
Ps: è la prima recensione quindi accetto di buon grado consigli, suggerimenti e critiche costruttive. Grazie!
"Rimini è una stupenda ballata con delicati arpeggi di chitarra, un profondo ritratto di donna nello stile di Leonard Cohen."
"Con 'Avventura a Durango' De André ebbe i complimenti di Bob Dylan per l’ottima traduzione di questa storia di due fuggitivi."
"'Rimini' è denso di quella malinconia di fondo che ti abbraccia."
"Non è da cercare qui il De André più famoso, ma un artista da riscoprire in solitudine, fuori dalla massa."
«Faber resta il cantautore che forse più di altri ha plasmato la musica d’autore Italiana.»
«'Volta la carta' dimostra un mondo fiabesco in cui vari elementi della tradizione si mescolano con ottimi risultati.»
Rimini è un album che merita, a parte 'Avventura a Durango' che vorrebbe rileggere quella vecchia canzone di Bob Dylan ma a me fa venire in mente solo la casa del grande fratello.
Non riesco a trattenere la commozione quando parte la canzone 'Andrea': 'Andrea aveva un amore riccioli neri'.