Estate del '68.
Ho licenziato Dio,
gettato via un amore,
per costruirmi il vuoto,
nell'anima e nel cuore.
Solitudine, guerra dentro se stessi. Per trovare la pace effimera giocando a palla con il proprio cervello. Morire vivendo. Vivere impiccati.
Chi mi riparlerà di domani luminosi,
dove i muti canteranno e taceranno i noiosi...
Domande poste mentre si osserva la gente attorno, che cammina, sbriga le faccende quotidiane, corre.
In perenne fretta. L'aria che ci stringe e ci spintona.
In perenne fretta, senza curarsi dell'essenza della vita. Apparentemente vivendo.
Tu che m'ascolti insegnami
un alfabeto che sia
differente da quello
della mia vigliaccheria.
Richieste d'aiuto quando la nostra anima non basta per la salvezza.
Attraversiamo correndo un ponte che da sul mare senza accorgerci che il ponte è spezzato al centro. Oppure accorgendocene troppo tardi.
Precipitiamo lentamente nell'abisso.
Il tempo rallenta per regalarci malizioso attimi in cui pensare che la nostra vita è stata solo un gioco.
Abbiamo combattuto contro noi stessi. Autodistruzione. Tutti morimo a stento, ingoiando l'ultima voce.
"Non siamo morti. Non abbiamo mai vissuto"
1 - Cantico Dei Drogati
2 - Primo Intermezzo
3 - Leggenda Di Natale
4 - Secondo Intermezzo
5 - La Ballata Degli Impiccati
6 - Inverno
7 - Girotondo
8 - Terzo Intermezzo
9 - Recitativo (Due Invocazioni E Un Atto D'Accusa)
10 - Corale (La Leggende Del Re Infelice)
Quanti sono i dischi italiani che si sente il bisogno di recensire a distanza di 36 anni dalla loro uscita? Penso che buona parte di questi faccia parte del patrimonio del Poeta De André.
Forse, È UN LIBRO DI POESIE. Forse solo i deliri di un folle, ma a cui abbiamo voluto molto, molto bene.
Faber sin da giovane ha capito molto saggiamente cosa fosse la vita, quale schifo fosse la vita, e l’ha descritta a modo suo nelle sue canzoni, senza sforzarsi di trovare le parole giuste.
Noi non siamo nessuno al cospetto di Faber, non dobbiamo e non possiamo analizzare nulla della sua Opera, ma solo ascoltare e, se ci riesce, capire.
Questo album è quanto di più oscuro e disperato sia mai stato registrato sino a ora.
Siamo difronte ad uno dei massimi capolavori della musica moderna del nostro tempo.
“L’inquietudine e la fonte principale della tensione drammatica e lirica è la consapevolezza della morte che attraversa la vita.”
“‘Tutti morimmo a stento’ è in assoluto il primo concept-album prodotto in Italia, in cui tutti i brani sono uniti da intermezzi sinfonici e trattano lo stesso argomento.”
"Ho licenziato Dio, gettato via un amore, per costruirmi il vuoto nell'anima e nel cuore"
"Coltiviamo per tutti un rancore, che ha l'odore del sangue rappreso"