Copertina di Goldfrapp Silver Eye
federico"benny"

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Per appassionati di musica elettronica, fan di goldfrapp, ascoltatori di synthpop e dance, cultori di produzioni musicali di qualità
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LA RECENSIONE

Alison Goldfrapp, chi era costei? La musa che danzava leggiadra nella notte sulle note di “Utopia” e “Lovely Head”, muovendosi tra le sognanti atmosfere di “Annabel” e “A&E”, o la sculettante diva glitterata di “Oh la la” e “Rocket”? Difficile a dirsi, perché probabilmente fino a poco tempo fa non lo avrebbero saputo nemmeno lei e il suo fido collaboratore Will Gregory, che da sempre vedono la loro anima elettronica divisa tra le pulsioni dance ed electro-clash di “Supernature” e quelle eteree dell’esordio “Felt Mountain” o dello splendido “Tales of Us”. Quest’anno però le cose potrebbero decisamente cambiare: per la prima volta nella loro carriera i Goldfrapp confezionano infatti un disco che non pende da una parte del loro spettro sonoro piuttosto che dall’altra, ma sembra unire quanto fatto dagli esordi in un unico contenitore.

E in effetti in “Silver Eye” si può trovare un po’ tutto quello che ha caratterizzato lo stile del duo britannico fino a ora: c’è il singolo dance-oriented ignorante, ma ben arrangiato, “Anymore”, che si candida a diventare la nuova “Oh la la” e che trova un suo ideale seguito nelle pulsazioni quasi daft-punkiane di “Systemagic”, brano di ottima fattura; non manca poi il solito gusto per arrangiamenti elettronici stratificati e splendidamente prodotti (e non a caso ci hanno messo la mano John Congleton e The Haxan Cloak), che qui si applicano bene non solo ai pezzi più pop come i sopracitati singoli, ma anche alle spettrali “Zodiac Black” e “Faux Suede Drifter”, così come nella sognante “Moon in Your Mouth”, ballata synth dall’incedere lento e sognante che, insieme alla conclusiva e oscura “Ocean”, formano un’accoppiata micidiale (trattasi dei pezzi migliori del lotto) e perfetta per chiudere in bellezza il disco.

Disco che peraltro soddisferà sicuramente i fan di lunga data del duo e forse ne attirerà di nuovi, magari soprattutto tra quelli che hanno sempre visto con un certo scetticismo le loro due identità musicali antitetiche e che ora potranno apprezzare il meglio di entrambe condensato in un unico album. Consigliatissimo!

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Riassunto del Bot

Silver Eye rappresenta la maturità artistica di Goldfrapp, fondendo le pulsioni dance e gli ambienti eterei del passato in un album coeso e ben prodotto. Il disco offre brani dance energici come "Anymore" e atmosfere sognanti come "Moon in Your Mouth", soddisfacendo sia i fan storici che i nuovi ascoltatori. Una riuscita sintesi delle due anime del duo britannico.

Tracce video

01   Anymore (03:54)

02   Ocean (04:26)

03   Systemagic (03:38)

04   Tigerman (04:14)

05   Become The One (04:44)

06   Faux Suede Drifter (05:02)

07   Zodiac Black (05:04)

08   Beast That Never Was (04:38)

09   Everything Is Never Enough (05:06)

10   Moon In Your Mouth (04:03)

Goldfrapp

Goldfrapp è un duo elettronico britannico formato da Alison Goldfrapp e Will Gregory nel 1999. È noto per i continui cambi di pelle: dal pop cinematografico di Felt Mountain all’electro-glam di Black Cherry e Supernature, fino alle derive folk e cameristiche di Seventh Tree e ai ritorni elettronici di Silver Eye.
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