Cosa succede se Billie Joe Armstrong se ne va in scimmia e ascolta per cinquanta volte di fila "Tommy" degli Who?
Per capirlo è meglio fare un salto indietro di una decina d'anni. 1994, il biondino si fa saltare le cervella; il movimento musicale di cui faceva parte (e di cui era il simbolo) aveva, di fatto, cancellato il duro e intransigente punk anni '80, creando uno stile che fondeva l'urgenza punk con l'immediatezza commerciale di facili riff e con malinconiche ballate tipiche del Nord Ovest degli States. Alla morte di Cobain il Grunge - che con i vari Mudhoney, PJ e AIC aveva ormai detto tutto quello che aveva da dire - termina definitivamente, ma la sua lezione è ormai chiara a tutti. I nuovi gruppi punk, che in quel periodo riafforano come formiche dalle di tane in cui erano nascosti, sanno benissimo che la loro musica non potrà mai sfondare se non sarà solcata da quelle venature pop di immediata comprensione cui le platee di tutto il mondo sono ormai abituate.
È con queste premesse che i Green Day pubblicano "Dookie", 8 milioni di copie vendute e pezzi come "Basket Case" e "When I Come Around" che entrano a forza nella testa psicotropata e globalizzata di legioni infinite di ragazzini.
Gli anni passano e il nostro trio comincia a cagare poderosamente il cazzo, continuando a propinare la stessa minestrina, che ad ogni nuova uscita risulta sempre più fiacca e poco convincente. E qui torniamo al nostro Billie J., che si mette ad ascoltare a nastro Tommaso dei Chi. È un periodo in cui i coglioni gli girano ad elica, perché al potere in America c'è un guerrafondaio che ha l'espressione intelligente quanto quella del ministro Maurizio dopo una notte passata a coca e puttane ed è intrallazzato con metà dei galantuomini mediorentali di cui pubblicamente si dichiara acerrimo nemico.
Viene fuori così "American Idiot", pubblica denuncia all'amministrazione Giorgio Doppiavù impostata alla stregua di un'opera rock, fortemente debitrice al capolavoro originale. La titletrack è forse il pezzo più simile ai Green Day di sempre, semplice e facile da ricordare. La successiva "Jesus of Suburbia", con i suoi 9 minuti di durata è invece di struttura più complessa e rappresenta il brano più notevole del disco, insieme all'altro pezzo lungo, "Homecoming" (che ricorda palesemente Cousin Kevin ). Non manca il lentazzo ("Wake Me Up When September Ends", che contro la tua volontà ti fa sentire come il Dawson di 'sta ceppa di minchia) e altri pezzi di buona fattura, come "Boulevard Of Broken Dreams" ed "Extraordinary Girl".
Ovviamente in nessun caso viene dimenticata l'esigenza commerciale, eppure con questo disco il giorno verde supera finalmente i (molti) limiti del proprio genere, restando ovviamente sempre attento all'immediatezza che ha sempre cercato.
Certo, siamo molto lontani da Tommaso, ma la loro scelta di cambiamento è ammirevole e tutti i lavori che cercano di risvegliare i giovini animi dal loro torpore meritano rispetto. Magari tra un po' anche da noi Gigi D' Alessio s'incazza e si mette a fare un disco contro il duce bonsai, e lì non ci saranno cazzi per nessuno: "nano, mi consenta, vadaffanculo!!"
American Idiot ci rivela in particolare gli ideali del gruppo, è un inno contro l’america e contro il popolo americano definito specificamente (idiota)!
Boulevard Of Broken Dreams, malinconica, ma soprattutto diabolica, a mio parere il punto più bello della canzone è proprio la fine...
"Jesus Of Suburbia è uno dei pezzi migliori dell'intero album."
"Green Day ora sono così ed è forse un bene, perché porta un punk rock commerciale in tv lontano dalle solite proposte mainstream."
"Don't want to be an american idiot, don't want a nation under the new media…"
"Alienazione ha preso possesso dell'individuo, che appare de-identizzato, privato dell'identità con cui è nato."
"Questo FOTTUTO ROCK adolescenziale banale in tutto, negli stacchi, nei ritornelli, negli accordi usati, insomma STAMMERDA."
"Non perdonerò mai ai Green Day di avermi rovinato una delle notti più eccitanti della mia vita."
American Idiot è il lavoro più maturo ed elaborato della band!
Questo album, che voi siate d'accordo o no, è il capolavoro assoluto della band!!!