Zen Arcade è di me che parla.
Questo disco sono io.
Questo disco credo sia il lascito più splendente e più compiuto dell’era punk.
Reocurring Dreams disegna i contorni dell’angoscia, e lo fa per 14 minuti di vertigine psichedelica, una muraglia emo-core a tema centrale ben definito.
Non era soltanto musica, era vita. Non era solo uno stile. Era proprio l’essenza del nostro respiro.
Spesso, il fruscio di un giradischi la dice tutta senza aiuto di niente e nessuno, se non del nostro cuore.