Copertina di Il silenzio delle vergini La chiave di Berenice
giùdaldirupo

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Per amanti della musica alternativa, appassionati di spoken words, fan di new wave, elettronica e post rock, ascoltatori di musica narrativa e sperimentale
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LA RECENSIONE

Un progetto interessante dentro cui la parola diviene solo corpo narrante e mai (o quasi mai) veicolo di melodia. Uno spoken words particolare che accompagna un tappetto musicale

melodico ed armonico.

I nove brani de ''La chiave di Berenice“ sono piccole storie di vita letteraria e quotidiana, i personaggi di cui si parla non sono degli eroi e nemmeno degli anti eroi, sono semplici persone che

hanno deciso di vivere.

La musica unisce e interpreta questo flusso narrante, si passa dalla new wave, all'elettronica al post rock, il tutto è bilanciato abbastanza bene.

Credo che sia un disco da valutare ed ascoltare, come un lungo viaggio ad occhi chiusi.

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Riassunto del Bot

Il silenzio delle vergini con 'La chiave di Berenice' propone un album di spoken words pochi melodici, accompagnato da un tappeto sonoro che unisce new wave, elettronica e post rock. Le nove tracce raccontano storie di persone comuni, senza eroi o anti eroi, offrendo un'esperienza d'ascolto simile a un viaggio ad occhi chiusi, da valutare attentamente.

Tracce

01   Martin (00:00)

02   Anastasia (00:00)

03   Kaori Kosei (00:00)

04   Marcel (00:00)

05   Alba Varden (00:00)

06   Maetel (00:00)

07   Berenice (00:00)

09   Vincent (00:00)

10   Marguerite (00:00)

il silenzio delle vergini

Il silenzio delle vergini è una band post rock di Bergamo. Ha esordito nel 2017 con l’album strumentale Colonne sonore per cyborg senza voce (Resisto Distribuzione). Sono seguiti Su rami di diamante, Fiori Recisi (Resisto Distribuzione/Dischi del Minollo) e La chiave di Berenice, che introduce spoken word su trame tra new wave, elettronica e post rock.
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