Iron Butterfly
In-A-Gadda-Da-Vida

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Voto:

Come mia prima recensione ho voluto scegliere un grande album che è stato spesso definito una pietra miliare del Rock e del Metal. Mi ha molto stupito infatti che nessuno l'avesse ancora recensito...

Passiamo al dunque. Siamo nel 1968, nel pieno dell'era del rock psichedelico, ad un anno da quello che sara' IL CONCERTO per definizione, Woodstock. È in questo contesto che da anni gli Iron Butterfly, quartetto Californiano, si fanno notare nei locali, con il loro sound pesante che unisce l'acid-rock classico alla potenza del garage-rock della "peggior specie".

Il loro primo album, "Heavy" (1968), era decisamente innovativo, ma nulla di eccezionale. Il grande successo arrivo' con "In-A-Gadda-Da-Vida", pubblicato sempre nel '68. L'album si apre con "Most Anything You Want"; la canzone, come molte dei nostri, inizia con un buon riff di chitarra elettrica, seguito da un piacevole motivo d'organo suonato da Doug Ingle. È lo stesso Ingle che canta questa e tutte le canzoni, con il suo particolare stile, molto cambiato dal precedente "Heavy". Subito dopo i tre minuti abbondanti di questa canzone, si passa a "Flowers And Beads"; il testo è ancora una volta a tema amoroso, ma questa volta il ritmo è piu' soft e viene ben accompagnato dalla voce di Ingle. "My Mirage" ha un'atmosfera decisamente piu' oscura e mistica, sopratutto grazie all'ottima melodia dell'organo.
Il nuovo chitarrista Erik Brann si fa notare in positivo per le sue capacita' tecniche e per i cambi di stile improvvisi ma delicati. La quarta traccia è l'unica non scritta da Ingle, infatti "Termination" è opera del bassista Lee Dorman e del chitarrista Erik Brann. L'introduzione è realizzata con un ottimo riff graffiante di chitarra accompagnato dai piatti in continuo movimento di Ron Bushy. La canzone continua con un'atmosfera serena caratterizzata da qualche bell inseguimento chitarra-organo-basso. A questo punto arriva "Are You Happy", piacevole traccia pop che fara' esaltare molto il pubblico nei live degli Iron Butterfly (basta sentire le urla in "Live" del '70...); batteria martellante e chitarra distorta dominano in questa canzone che inizia con "Are you happy?" quasi urlato da Ingle. Bello l'assolo di chitarra seguito dalle piccole interruzioni di solo organo.

Bene, un buon album fino ad ora, ma è proprio l'ultima traccia che rendera' famosi gli Iron Butterfly, facendogli vendere milioni di copie del suddetto lavoro e piazzandogli a vita nell'olimpo del rock. La title track "In-A-Gadda-Da-Vida" è il vero capolavoro. Una canzone di ben 17 minuti che conterra' uno dei motivi piu' conosciuti, ed uno dei primi assoli di batteria di quella lunghezza mai eseguiti. Tutto inizia con l'organo di Ingle che subito intona il motivo portante. A seguirlo sentiamo arrivare la batteria, e poi chitarra e basso. Ed ecco la voce che cantera' con uno stile fantastico tutto il testo della canzone; Ingle sembra quasi ubriaco mentre canta (Lo stesso titolo "In-A-Gadda-Da-Vida" sembrerebbe sia una storpiatura, eseguita dallo stesso mentre era in preda all'alchool, di "In A Garden Of Eden") e lo dimostra con continui alti e bassi della sua voce. L'effetto è divino.
Il testo è per altro molto semplice:
In-A-Gadda-Da-Vida, honey, don't you know that I love you?In-A-Gadda-Da-Vida, baby, don't you know that I'll always be true? Oh, won't you come with meand take my hand? Oh, won't you come with meand walk this land? Please take my hand!

La chitarra distorta è semplicemente eccezionale, i cambi di ritmo sono eseguiti alla regola. I vaneggiamenti di Ingle in sottofondo calzano perfettamente con lo stile di tutta la creazione. Gia' al terzo minuto avvertiamo un cambiamento nel motivo che ci portera' tramite vari assoli di chitarra al grande "protagonista" della canzone, ovvero il lunghissimo assolo di batteria eseguito da Dorman, che inizia a meta' del sesto minuto. Il ritmo è quasi tribale, ed è un vero piacere osservare il batterista mentre si dimena sulla sua batteria nei primi live di quegli anni. Al nono minuto il ritmo cambia e sentiamo tornare il grande organo di Ingle; la melodia suonata varia in continuazione, ma ci riporta spesso ad atmosfere gia' provate nei primi minuti della canzone. Dopo poco arrivano gli inquietanti ruggiti stridenti della chitarra elettrica. L'effetto è particolare e quasi indescrivibile, è pura improvvisazione psichedelica!
Ed ecco che a meta' del dodicesimo minuto sentiamo distante la melodia inziale che ritorna, e poi esplode in un crescendo, con la chitarra di Erik Brann che inizialmente si perde, come in preda alle convulsioni. Subito dopo c'e' un'interruzione di sola batteria, subito seguita da un basso martellante... ed ecco ancora quella chitarra che graffia, ancora piu' di prima. Ad un minuto e mezzo dalla fine ritorniamo ancora come in partenza, con Ingle che sembra quasi si sia ripreso, poiche' canta piu' forte di prima! Dopo ben 17 minuti, questo capolavoro si conclude nello stesso modo in cui era iniziato, con il solo organo ad intonare una melodia che sembra uscita direttamente dalla messa della domenica (I Simpson fanno scuola in materia ;-) ).

Recensire una pietra miliare come questa non è stato semplice, e spero di essere riuscito il piu' possibile a farvi provare le sensazioni che questo album trasmette, anche se penso che sia un obiettivo impossibile, visto che l'unico sistema per sentirle davvero è ascoltarlo. Questo lavoro è davvero da considerarsi alla base di molto di quello che è venuto dopo, e se proprio gli Iron Butterfly non sono "the first heavy metal band" (molti la pensano cosi'), hanno comunque dato un contributo essenziale al suono Heavy (contributo dato anche da altre band spesso dimenticate come i Blue Cheer).

Da comprare ed ascoltare attentamente, massimo voto!

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Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser: www.debaser.it/iron-butterfly/in-a-gadda-da-vida/recensione-silian87

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Commenti (QuarantaCinque)

Symbad_Bassist
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Vero: un disco epocale che contribuì a sdoganare il concetto di concept album, con un maxi pezzo in un'intera facciata. All'epoca era una cosa nuova ed il disco diventò un cult. Andrebbe aggiunta la capacità del gruppo di rendere perfettamente un'atmosfera da... preistoria, con tanto di rumori di pterodattili in volo (non è uno scherzo: chi ha amato questo disco lo sa!). Bravo! Benvenuto! :-) V.
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aniel
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Anche io l'altro giorno mi ero stupito che degli Iron Butterfly non ci fosse niente nel DeB-DB, però cosi non vale, me l'hai soffiata giusto per poco...recensione non facile, avevi ragione, però ci sei riuscito in bene, e poi considerato che si tratta del tuo esordio...Album epocale, nulla da dire, geniale, psichedelia e hard rock/metal fusi insieme, connubio eccezionale.
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Luca-LJ
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Un classico! Ottima scelta! Cìè stato un periodo che ascoltavo solo loro!
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Mario
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per me ha ragione Tabba
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Anonimo
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ma perchè su DeBaser devono girare delle teste di cazzo annoiate come questo qua sopra ?
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Anonimo
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aiutatemi! non riesco a registrarmi. come faccio? qualunque cosa inserisca mi idce che lo user name è già utilizzato. esiste un email per contattare gli admin?
grazzzzzzzzie
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therealramona
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scelta originale ma rece veramente lunga. commentare una canzone minuto-per-minuto è veramente esagerato.
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Wanderer
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Sottoscrivo in pieno Symbad.
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Roby86
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Veramente eccellente... sia la recensione che il disco!
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Masahiro
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Ma è quella canzone che bart simpson mette in chiesa sostituendo lo spartito?
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Surferkangaroo
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Disco splendido, visionario, schizzato, sognatore, illuminato! Capolavoro!
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aniel
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leonid
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vi prego, ditemi come fare. se riesco a registrarmi mando una recensione anal cunt come ringraziamento. vi prego.
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Mandrocker
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Disco storico! La title-track è qualcosa d'immenso e indefinibile! Venne tradotta "Nel giardino dell'eden".
X Masahiro : sì è proprio quella! E' spettacolare qnd finisce ke la vecchia crepa!!!
Bisogna ricordare anche ke il chitarrista, quando è stato registrato il cd, aveva la bellezza di 17 anni! Mica male eh?

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pretazzo
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Un gustoso compendio della psichedelia dell'epoca, a meta' strada tra Doors e Jefferson Airplain, e tra hard e pop...Con metal, a mio avviso, c'entra ben poco...Bella recensione.
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psychopompe
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anche per me col metal non c'entrano molto, ma forse il recensore si riferiva al giro di chitarra heavy. cmq il disco vale solo per in a gadda, il resto èp poca cosa anche se confrontato con grupi simili dell'epoca. in a gadda la ricollego alle scene finali di Manhunter - frammenti di un omicidio il prequel de il silenzio degli innocenti.
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aniel
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C'entra poco col metal se paragonato al metal moderno, ma il giro di chitarra è di per se abbastanza heavy e "cattivo" diciamo. Inoltre, se gli slayer ne hanno fatto una cover, qualche traccia di metal ci sarà, non trovate?
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leonid
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siate mille volte maledetti! come cazzo ci si registra? non c'è un cazzo di indirizzo per contattare gli admin?
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pretazzo
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A me non dispiacciono le canzoni del lato A: le metto allo stesso livello della title-track...Il giro di chitarra e' fortemente debitore dei Cream (c'e' un brano del power-trio inglese molto simile, sapete qual e'?).
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aniel
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@desperait: basta seguire le istruzioni, ed evita di mettere un nome già utilizzato. In ogni caso editors@debaser.it
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psychopompe
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sunshine of your love ovvio pretazzo. a proposito di riff prestati fra i gruppi, sentendo i blues magoos mi sono accorto come black knight dei deep purple ha il riff preso paroparo a ain't got nothin' yet dei magoos, per non parlare della somiglianza fra taurus degli spirit e stairway to heaven quasi imbarazzante per gli zeps
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pretazzo
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Dunque, ecco il toto-plagi: Black Night (Deep Purple) = Ain't got nothin' yet (Blues Magoos); Starway (Zeppelin) = Taurus (Spirit); Child in Time (Purple) = un brano degli It's a beautiful day di cui non ricordo il nome...
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silian87
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Vi ringrazio del benvenuto :-).
Effettivamente e' venuta un po' lunga, ma dato l'album penso si possa anche leggere tutta :-P.
Il discorso del metal sono piu' cose che si sentono in giro. Io sono dell'idea che abbiano dato un grande contributo alla creazione del primo metal, ma non dico che suonassero metal :-P
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stargazer
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il lato A è veramente noioso, si salva solo la stupenda title-track. Ma perchè il mio vinile ha una copertina diversa???
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silian87
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>Ma perchè il mio vinile ha una copertina diversa???
Effettivamente ne ho viste due in giro, ma questa sermbra quella originale... non ci ho ancora capito bene a proposito.
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antoniodeste
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Recentemente quest' album è stato ristampato in cd con un curioso ologramma sul front-cover. Potrebbe essere questa l'origine della doppia cover. In merito alla recensione, dirò che va lodato lo sforzo nel tentativo di stabilire una scansione dialettica precisa con la progressione musicale. E' anche vero, come ha osservato qualcuno che non è stilisticamente il massimo fare "tutto il disco minuto per minuto", però considerato l'entusiasmo, per una volta ci può stare. A me questi suoni hanno sempre fatto un pò sorridere; per carità, importante il gruppo, la durata, le caratteristiche,il periodo in cui è stato realizzato, ma....niente di più. Disco che definirei "Cattedrale nel deserto" : qualcuno la vede ( la cattedrale) da lontano e prova ad entrarci. E la trova anche interessante. Poi esce, se la ricorda per un pò e poi si accorge che ci sono altre cattedrali, magari non nel deserto; magari più interessanti.
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dreamwarrior
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Ma erano gli Iron Butterfly che venivano suonati da una vecchietta all'organo in una puntata dei Simpson?
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Mandrocker
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Certo..l'ho detto anke prima io;-)
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psychopompe
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cazzo pretazzo gli it's a beautiful day mi mancano nella mia collezion e 60's me li consigli?
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DirtyFrank
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il pezzo degli it's a beautiful day si chiama BOMBAY CALLING!!!
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DirtyFrank
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beh si in effeti la prima facciata scorre piacevole, ma senza particolari sussulti... si aspetta il capolavoro della seconda facciata...
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pretazzo
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@ Psycho: anche a me mancano gli It's a beautiful day! Erano un gruppo di Frisco, probabilmente dedito ad un acid-rock molto sofisticato...Me li immagino come i Love...Per ora, ho avuto modo di ascolatare solo un sample di Bombay Calling (l'intro, in effetti molto simile a Child in Time...).
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silian87
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Ho anche aggiunto qua un sample di In-A-Gadda-Da-Vida per chi volesse darci un'ascoltatina ;-)
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Viva Lì
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L'album è passato alla storia della musica, ma non è certo un capolavoro compiuto. I vortici musicali di tastiere e chitarre (esplosivi per almeno 17 lunghi minuti) e sono da antologia alcuni indimenticabili brani. Inno esplosivo del primissimo California rock e, in parte, dell'hard. La voglia di fare porta però a strafare, e questo è forse il limite maggiore di questo album che sarebbe potuto benissimo essere un capolavoro assoluto. E' anche vero che, dopo questo, cosa hanno fatto di interessante gli Iron Butterfly?
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dEDOLUZ
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bellissimo album. in a gadda da vida è straordinaria
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cioppi
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complimenti, ottima recensione e ottimo disco...
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Princess Skifia
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ma come mai soltanto una recensione su questo gruppo fantastico? l'album è bellissimo, anche se è un peccato che in-a-gadda-da-vida sia diventata un pò l'etichetta unilaterale della band: a mio parere hanno fatto anche altre canzoni lodevoli in egual modo
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silian87
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Effettivamente anche Heavy e Ball sono molto belli :D... sarebbe da farci un pensierino!
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andre86
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grande album
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andre86
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Prendete il live del 1969 (uscito nel 1970) è fantastico e raccoglie le canzoni più belle di Heavy, I-A-Gadda-Da-Vida e Ball... E' fantastico !!!!
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ArnoldLayne
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Pensare che questi sono ad Atene dopodomani e io parto domani..sob..quando si dice sfortuna
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polkatulk88
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disco davvero fondamentale,dal sound che oggigiorno risulta datatissimo,ma forse è ancora piu bello cosi... la rece mi è piaciuta ma personalmente trovo sbagliato incominciare una recensione spiegando che è la tua prima rece,oppure gli smile verso la fine ed anche la conclusione potevi gestirla meglio,ma va detto che ti sei cimentato in una materia davvero difficile quindi bravo! e pure io sento qualcosa di pesante in questi butterfly..
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DanVerlaine
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Braco silian, lodevole recupero di un disco stupendo, troppe volte dimenticato.
Sei un tantino troppo didascalico, non c'è bisogno che descrivi ogni secondo di un disco:), comunque
non scrivi male.
Il disco è fantastico, personalmente forse tra i miei 25-30 dischi rock preferiti di tutti i tempi.
Materpiece.
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silian87
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Grazie grazie :) hai ragione comunque, è che era la mia prima recensione scritta ancora anni fa, le altre sono decisamente scritte meglio :)
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Workhorse
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Basterebbero le prime cinque canzoni per rendere l'album un pezzo da novanta nel suo genere. La title-track altro che ciliegia sulla torta, è la donna dentro!
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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