Iniziando a scrivere questa recensione mi accingo a parlare di qualcosa che io considero come degli idoli, definirli dei mostri sacri è poco, sto parlando di coloro il cui nome tradotto in italiano è "Vergine Di Ferro", parlo degli attuali 6 componenti degli Iron Maiden. Dopo questa misera introduzione sulla band è ora di iniziare a parlare dell'album "Death On The Road", doppio cd dal vivo contenente i pezzi eseguito durante il concerto del 24 Novembre 2003 alla Westfallenhalle Arena, a Dortmund, pubblicato all'inizio di quest'anno anche in versione dvd.
I 2 cd contengono il primo 9 canzoni ed il secondo 7, per più di un'ora e mezza di canzoni live. Vi sono classici intramontabili quali: "Wrathchild", "The Trooper", "Iron Maiden", "Hallowed Be Thy Name", "Run To The Hills", "The Number Of The Beast", risalenti ai primi 3 album, e altri successi più recenti (ma sempre relativamente), quali: "Dance Of Death", "Brave New World", "Paschendale", "Fear Of The Dark", "No More Lies".
L'album è quindi stracolmo di capolavori da ogni album e di ogni tempo anche se questo live non regge il confronto con "Rock In Rio" e "Live After Death", è cmq un disco da avere anche se non lo consiglio a chi possiede già gran parte della discografia degli Iron Maiden, o i 2 live sopracitati.
Questo concerto registrato a Dortmund durante il Dance Of Death World Tour 2003 è stupendo.
Bellissimo concerto e bellissimo disco Live se non fosse per i pezzi del nuovo album, però... sono sempre i Maiden e i concerti sono sempre i momenti migliori.
Finalmente abbiamo due bei documentari prolissi sul making of e il setup degli strumenti!
La produzione distrugge la buona prestazione, togliendone l'impatto e rendendo lo show poco più che sufficiente.
"non DEVO e non POSSO lamentarmi perché è alla pari (o forse superiore) di 'Rock In Rio'"
"Stiamo parlando di una garanzia in terra, ovvero degli Iron Maiden, che ancora una volta ci convincono della loro esperienza in sede live e la loro supremazia in campo di heavy metal"
Un concerto degli Iron è infatti qualcosa di pazzesco, scenografie hollywoodiane mastodontiche, grandi effetti causati dalle luci, e soprattutto la componente principale: GRANDE MUSICA.
Dickinson, che ultraquarantenne continua a sfoderare prestazioni degne di applausi: tecnicamente, assieme ad altri pochi cantanti come quello dei Dream Theater, è forse il più dotato nel genere Heavy Metal.